domenica 30 marzo 2014

Attirare investimenti o attirare speculazione svendendo: non è esattamente la stessa cosa



Questa sera scrivo un post mentre guardo la tv.
Sto seguendo #LaGabbia,  talk di approfondimento politico in onda su La7 la domenica sera.

Ogni volta che seguo queste trasmissioni twitto molto, chi mi conosce e mi segue lo sa bene, ma a volte in 140 caratteri è molto difficile esprimere ciò che si pensa su questioni complesse ed è per questo che ho deciso di scrivere qualche parola in più.

In apertura di programma mi è piaciuto molto il referimento alla "Svendita" del nostro Paese e delle nostra aziende in atto. Da molti anni, a quanto pare, secondo quanto ho potuto capire, chi ci governa non ha avuto la capacità di rendere i nostri asset (imprese, risparmi, territorio) competitivi e appetibili.

La crisi finanziaria è arrivata nel 2007 partendo dalla crisi dei mutui subprime, nel mondo anglosassone, con un terremoto nel mondo bancario a livello internazionale.
Le banche italiane, molto più piccole, molto meno potenti, molto meno significanti dei grandi istituti internazionali si sono trovate travolte, dopo anni di speculazione folle (da parte delle grandi banche mondiali) in titoli poco trasparenti sotto i quali giacevano finanziamenti dati senza adeguate garanzie.

Bene, le banche, anche le nostre, hanno molti limiti. Al momento - proprio per limitare la posssibilità di nuove crisi finanziarie dovute alla poca trasparenza e alla troppa speculazione senza limiti - stanno affrontando enormi costi per adeguarsi alle sempre più stringenti normative internazionali, che impongono loro di accantonare più capitale (risparmiando) per diventare più solide, frenando quindi anche la loro capacità di usare quel capitale per investire (prestare... dare credito).
Le banche poi, credo, hanno il grosso limite, in Italia, di essere troppo vicine al mondo politico... anche quelle più piccole, quelle locali, spesso sono troppo intrecciate con interessi che poco hanno a che vedere con la finanza..

A livello internazionale, più alto delle nostre banche, c'è la grande speculazione e il grande movimento di capitali, tra un continente e l'altro, ormai senza barriere.
Sono temi grandi, molto complessi, ora non li affronto.

Tornando alla svendita del nostro Paese, vorrei sottolineare solo quanto dopo decenni ci sia rimasta solo la possibilità di svendere, favorendo la speculazione internazionale sul nostro Paese.
Il nostro Paese ha un enorme valore. Le nostre imprese hanno un enorme valore.
Il nostro Paese però non è un ambiente favorevole per fare imprese: la burocrazia, le tasse, la giutizia lenta sono massi enormi che pesano sulle possibilità di rilancio delle nostre aziende.

La crisi finanziaria e poi economica ha sicuramente avuto un impatto enorme, ma l'impatto è stato amplificato dalla fragilità del nostro sistema e da una fortissima incertezza dal punto di vista politico-economico (basti pensare che in una manciata di anni abbiamo cambiato 5 ministri dell'economia).

Come pretende l'Italia di avere un peso internazionale e di attirare investimenti esteri, che creino lavoro, creino indotto, creino sviluppo?
Le multinazionali che investono in Italia sono molte, basti fare un giro in una qualsiasi città per notare marchi esteri che aprono negozi, distribuiscono o anche stranieri che aprono hotel, ristoranti, acquistano immobili.
Quante però scappano?
Quante aziende anche italiane preferiscono produrre fuori dall'Italia? E non vanno solo nei Paesi a basso costo del lavoro, vanno anche in Austria le nostre aziende... Perchè?

Ebbene, una soluzione a questi problemi manca da anni. Una soluzione seria intendo.
Magari il costo del lavoro e di conseguenza la disoccupazione potessero ridursi con leggi dai bei nomi.
Magari la spending review si potesse fare vendendo su ebay macchine blu.

Senza ripensare seriamente welfare (equilibrio pubblico privato), grosse spese pubbliche (macchina pubblica, trasporti, aziende private a partecipazione pubblica, consulenze enormi), politica industriale (da quanti decenni manca in Italia una programmazione economica e di sviluppo), come si pensa di attirare investimenti e capitali esteri?

Bene, lo stallo dell'Italia e le politiche pro-recessione degli ultimi anni stanno facendo ridutre il valore del nostro Paese... e dai Paesi più furbi di noi arrivano speculatori.

Investitori esteri sono una cosa, sono benvenuti.
Speculatori esteri e finanza internazionale, come grandi fondi di equity, fondi speculativi, fondi di grandi banche USA (non sono le nostre banche... sono tutt'altro) non sono la stessa cosa.
Esiste la finanza buona, che investe in imprese, le fa crescere, da sviluppo.. io ci credo, io ci lavoro nella finanza e credo nel suo potere di distribuire ricchezza e trasferirla...
Ma esiste anche la finanza che specula e i grandi fondi e capitali che arrivano ora a comprare a prezzi di svendita fan parte prevalentemente di questa seconda finanza che acquista, a prezzi stracciati, e poi rivende, magari spezzettando le aziende, vendendone pezzi... Questi non creano lavoro, questi speculano.

La finanza ha il diritto di fare il suo corso.

I governi hanno il dovere di rendere un Paese luogo in cui investire e non oggetto della speculazione.

Poi beh poi c'è il discorso Europa.
Personalmente credo che l'Unione Europea fosse un ottimo progetto come l'Euro, ma credo siano stati gestiti male e perseguendo interessi diversi dai principi dei vecchi padri fondatori.. difendendo non imprese e cittadini europei, ma impoverendoli nel nome del potere relegato a pochi Stati e di interessi politici/economici/finanziari complessi... 28 Paesi Europei... ma l'interesse che si segue pare non essere quello dei singoli 28 Paesi.

Le riflessioni su opportunità di uscire o meno da Euro le lascio ad altri... io non mi ritengo in grado (seppure laureata in economia dei mercati e intermediari finanziari) di valutare rischi...
Di sicuro continuando sulla strada percorsa fino ad ora l'Europa (non l'UE) non andrà da nessuna parte anzi sarà schiacciata dal peso politico di continenti ben più forti di lei...

Quanto all'Italia, ricordiamoci bene la differenza tra attirare investimenti esteri e svendere il Paese ad investitori/speculatori esteri. Per la prima cosa gli ultimi governi di cui ho memoria (ho 25 anni, contate che seguo politica da meno) non sono stati, a mio parere, utili... anzi... Per la seconda, invece, sono stati maestri esemplari.

L'Italia ha valore ed è in tutti noi, è in chi lavora, in chi studia, nei giovani, nelle imprese... l'Italia è un Paese che vale...

Stiamo attenti però a non farci svendere...
Che non debbano comprarci all'asta come le autoblu su Ebay...

Cerchiamo di attirare investimenti e risorse, perchè il flusso di capitali è la linfa per far sviluppare e crescere un'economia... ma ricordiamoci dell'economia reale e cerchiamo di difenderla...

Lo dico soprattutto da giovane ragazza entrata da poco nel mondo bancario.
Io nelle banche ci credo. Hanno fatto molti errori, la finanza ha avuto troppe poche regole, va regolata... ma senza finanza non vive un'economia sviluppata..

La finanza però non deve essere un fine, ma un mezzo e, forse, per molti governi e molti politici, la finanza (la grande finanza internazionale) è stata una finalità... non uno strumento da usare per far crescere il Paese ma uno strumento da usare per aumentare il proprio prestigio e il proprio potere... non a favore dell'Italia ma a proprio favore.


Buona serata amici!

De La Gabbia negli ultimi minuti ho seguito poco, ma la ringrazio per avermi regalato le riflessioni per questo post :) Ringrazio anche i tanti amici di Twitter che interagiscono con me :)

A presto

mercoledì 26 marzo 2014

Gentile Sindaco, invito a cena per lei...

Gentile Sindaco di Milano,

uscendo dall'ufficio e camminando nel cuore di Milano, tra Duomo e San Babila, tra le 20 e le 22 (sono una consulente direzionale, esco tardi), ogni sera penso a Lei e a chi dovrebbe far di tutto per rendere la città più bella e più vivibile, anche e soprattutto in attesa di Expo.

Ieri mi è venuta un'idea. Ho pensato di invitarla a cena.
Si, a cena, durante bel giro per il centro, con una regola: senza auto blu, senza scorta, senza seguito, senza stampa, senza politici, solo io e lei. Sì lei, lei che dice che "Milano è tendenzialmente sicura", lei che sostiene che il degrado non sia aumentato, lei che sostiene che Milano è pulita ed efficiente.

Ecco qualche esempio di ciò che potrei mostrarle, proprio in corso Vittorio Emanuele, proprio sotto alla bellissima madonnina, luogo magico e che adoro.

Sono state installate delle belle bandiere dei Paesi aderenti all'Expo, con delle comodissime panchine, utili in pausa pranzo, utili la sera, per sedersi, riposarsi e perchè no osservare un panorama come questo:


Bellissima no? Bella la nostra Milano. Magica....


Ebbene, vorrei invitarla a sedersi con me su una di queste panchine, prima della cena.
Nel giro di 2 minuti, in media, le assicuro ci dovremmo rialzare. Vedremmo arrivare verso di noi almeno 2 venditori di rose, non discreti, ma superinsistenti... poi arriverebbe 1 venditore di libri, altrettanto pressante, poi 1 venditore di braccialetti e poi un promoter che raccoglie firme o denaro per qualche associazione (almeno quest'ultimo si spera autorizzato). Non riusciremmo a star seduti 2 minuti, senza doverci alzare infastititi.



Alzandoci, dunque, potremmo decidere di camminare sotto gli splendidi portici intorno a Piazza Duomo. Atmosfera magica la sera soprattutto ora che con la bella stagione ci si ferma a passeggiare usciti dagli uffici, o visitando la città...

Ecco cosa potremmo ammirare:




Oltre a tutto ciò, noteremmo molti personaggi strani, che urlano, insultano e spaventano talvolta i passanti. Le consiglio di percorrere via Torino, dove non di rado mi è capitato di incrociare gentaglia... davvero fastidiosa...

Ecco quindi, da via Torino proseguiamo insieme fino ai Navigli... Cena (offro io) e poi metro, eh si metro, no auto, fino in Centrale.

Qui, dove a livello architettonico si è cercato di rendere migliore la Stazione, dove negozi e ristoranti hanno reso l'attesa e l'arrivo più piacevoli per turisti, pendolari, viaggiatori, qui potremmo ammirare un panorama ancora più caratteristico milanese, con decine e decine di venditori di tutto, piccoli e fastidiosi reati e disturbi ai danni di chi arriva o parte da Milano, nelle piazze limitrofe un ambiente desolato e personaggi davvero spaventosi, droga, alcol, violenza...
Il tutto condito, all'interno della stazione, da decine di persone che appena tenta di fare un biglietto si avvicinano insistenti per aiutarla (gentili vero?). E poi beh nel sottopasso tra banchina della metro salendo verso i binari dei treni potremmo annusare dei profumi fantastici... Vuole provare?




















So benissimo che la responsabilità di tutto ciò non è soltanto sua, Gentile Sindaco.
So benissimo che è un intreccio di irresponsabilità a diversi livelli (Comune, Provincia, Regione, materie di competenza centrale... fino ad arrivare ad un sistema giudiziario e un sistema di regole che tendono a non prevedere pene e regole utili per mantenere ordine pubblico e sicurezza).
Lo so benissimo.

Vorrei solo invitarla ad una cena e ad un giro con me per capire se, tolto il "cappello" da sindaco e indossando i panni di un normale cittadino, amante di Milano, come spero in fondo lei sia, continuerebbe a ripetere che non ci sono problemi di degrado, di insicurezza, di sporco, in inefficienza.
Vorrei vedere se, senza riflettori puntati, senza conferenze stampa, senza eventi politici o di propaganda, ma solo con un semplice giro in centro, la penserebbe ancora così.

Poi beh, se altri cittadini vogliono aggiungersi al tour ben vengano, così magari la accompagnano anche in altri luoghi, che io non ho citato perchè non conosco, ridotti sicuramente molto peggio del centro....

Bene caro Sindaco, anche se non accetterà il mio invito, Le auguro buon lavoro.

Tenga presente che Lei ha in mano una città stupenda. Io la adoro questa città, ho scelto di studiarci e ora ho la fortuna di avere un lavoro che mi stimola e mi permette di viverci ancora.
Tenga presente che tra circa un anno saremo sotto i riflettori, milioni di persone si spera cammineranno per le nostre strade, arriveranno e partiranno da stazioni e aeroporti, useranno i nostri mezzi pubblici...

Facciamo il modo che tutti coloro che passano da Milano la vedano come lei meriterebbe di essere vista...

Lo scrivevo anche qualche mese fa, in un altro post "Milano, dove sei?"

Milano merita di essere valorizzata.

Buon lavoro e per la cena mi faccia sapere!


E notate che il nome del Sindaco non l'ho inserito... sapete perchè?
Perchè questo invito lo avrei rivolto a qualsiasi Sindaco, vedendo Milano così, e lo rifarei, per qualsiasi altro Sindaco, se la situazione non dovesse cambiare..


venerdì 7 marzo 2014

Festa della donna: il regalo più bello sarebbe smetterla con la demagogia

8 marzo, Festa della donna.. giornata di mimose...

Non sono contro questa festa, anzi, mi sembra molto carina, soprattutto se può essere utile per pensare per qualche ora in modo più serio a tutti i luoghi comuni che giustificano ancora l'avere una festa della donna e non una festa dell'uomo.

Nel mondo le donne sono oggetto di orribili violenze e ingiustizie e anche in Italia si contano casi di cronaca orribili verso ragazze, mogli, donne.. casi più gravi, casi di violenza, casi di stupri spesso da persone conosciute, spesso nelle città sempre meno sicure...

 
Questa giornata può sicuramente essere occasione per riflettere su tutto ciò, ovviamente sarebbe giusto che tali riflessioni avessero un respiro più ampio nelle iniziative, nella giustizia, nella certezza delle pene... da costruirsi 365 giorni l'anno.

Questa giornata però credo dovrebbe essere anche l'occasione giusta per ripensare a tutti quei luoghi comuni che a me, giovane donna italiana, danno parecchio fastidio.
Sento sempre più spesso parlare di quote rosa, ai vertici delle società e ora anche in politica.
Ma stiamo scherzando?
A me le quote rosa han sempre ricordato le specie animali protette, tipo i panda, avete presente?

Ciò su cui si dovrebbe investire è ben altro, per le donne e per tutti.

Si chiama merito.

Da ormai qualche mese lavoro in una società di consulenza direzionale, in ambito finanziario, con grandi banche italiane.
Sapete quante donne manager e in gamba sto conoscendo? Tantissime e sono davvero brave e preparate, molto. Non sono entrate con le quote rosa nei loro ruoli, ma studiando, preparandosi, facendo fatica, dedicandosi con energia al lavoro, alla carriera, alla crescita professionale, proprio come cerco di fare io e spero di riuscire a fare sempre.
Ci sono tanti uomini e tante donne in carriera che incontro e non vedo nessuna differenza, anzi...

Che senso ha parlare ancora di donne e di corsie preferenziali?

Le quote rosa sono demagogia...per carità non sono dannose, ma creano l'idea che per arrivare le donne abbiano bisogno di un posto tenuto.. ma quando? ma scherziamo?

I governi si occupino piuttosto di rendere il lavoro e la carriera accessibili e vivibili come nei Paesi più efficienti, consentendo una migliore gestione della vita privata nelle famiglie in cui donne (e uomini) lavorano...
Si devono ripensare i servizi e il welfare, per consentire di avere più soddisfazione in tutte quelle famiglie in cui si decide di non avere pregiudizi, di non adagiarsi, di non fermarsi.. di lavorare... anche in quelle con lavori che non consentono a mamma e papà di pagare una babysitter x giornate intere o asili privati dai costi esorbitanti..

Investiamo per creare un Paese all'altezza di chi lavora e di chi vuole emergere.. donna ma anche uomo...

Creerebbe posti di lavoro una spesa pubblica intelligente..chiederebbe investimenti, ma creerebbe PIL e benessere...


Le donne in questo giorno, a parte le mimose, molto carine certo.. meriterebbero un regalo molto più grande da questo Paese: meriterebbero la fine della demagogia e dei luoghi comuni.

Io ogni giorno vado al lavoro in un team di consulenza direzionale in cui ci sono 3 manager e 1 partner (socia della società di consulenza) e tanti uomini... la voglia di fare e il merito regolano tutto...

Un Paese che vuole guardare al futuro non può continuare a pensare come un Paese vecchio di secoli.

Ok la Festa della Donna, molto carina, non sono contro come le femministe più estreme, xke non sono femminista...

Sono per il merito, per il futuro, per il lavoro... e per l'Italia!


Auguri a tutte le donne... e a tutti gli uomini che sapranno, soprattutto in un periodo così difficile, guardare al futuro con intelligenza e voglia di fare...

Un grande augurio allo Stato e agli Stati perchè proteggano le donne oggetto di violenza e sopprusi con condanne forti e vere...

Un grande augurio a chi smetterà di vendere demagogia e pregiudizi e investirà per rendere il Paese efficiente.... rendendo possibile lavorare, fare impresa, investire, consumare, vivere... alle donne come a tutti...

Buona Festa! Buon 8 marzo!!



martedì 18 febbraio 2014

Pensieri di un pomeriggio

Passa sempre più tempo tra un post e l'altro, soprattutto ora che da qualche mese ho un lavoro molto impegnativo... lì dove da anni sognavo di stare, tra banche e finanza.
Ogni giorno da consulente direzionale, quale sono, è diverso.. spesso dura fino a tardi, quasi sempre prendo il tram al mattino presto e vedo tutti i negozi chiusi e alla sera tardi idem, è già tutto chiuso.
Il tempo vola...

Oggi approfitto di qualche minuto libero per scrivere un po'.

Quello che penso sul nuovo governo Renzi è qui,
appunto per scarsità di minuti a disposizione condivido l'immagine di ciò che ho condiviso qualche giorno fa su Twitter e Facebook (lo ammetto spesso son canali di comunicazione più veloci del blog)




Inutile dire che chi ama l'Italia davvero, a parte questi giochi vergognosi, si augura il meglio per lei e da parte di chi la governa, quindi... nonostante non mi piaccia assolutamente l'ingresso, auguro buon lavoro al governo che si sta formando, anche se chi lo guida sta rottamando ciò che pensava ed è frenato dalle stesse catene che diceva di voler spezzare.

Negli ultimi giorni le parole di John Elkann sui giovani che non trovano lavoro perché non han voglia, come in tanti altri casi illustri precedenti, hanno indignato milioni di persone.
Su tali parole, sicuramente esagerate, c'è da riflettere.

Io sono giovane, ho 25 anni e conosco molti miei coetanei.
La difficoltà di questo momento storico, con una crisi sempre più stringente ed un mercato del lavoro sempre più difficoltoso e chiuso (anche grazie a tasse sempre maggiori, su reddito, imprese e su tutto ciò che immaginiamo, che inginocchiano la produzione e la crescita dell'occupazione) è innegabile.
In questo periodo i giovani sono scoraggiati, come tanti, più grandi, con una famiglia sulle spalle e disorientati, persi, traditi, disillusi. Nessuno deve sminuire ciò anzi, è necessario cercare soluzioni.
Non tutti però hanno energia e voglia di cambiare.
Da giovane dico che è vero, a fronte di molti giovani che lottano giorno x giorno per dare il massimo nello studio, per potersi realizzare, per poter emergere, ci sono molti giovani che aspettano, attendono, si piegano, senza guardare con adeguata energia al domani, assopendosi.
Ci sono persone che per anni hanno messo energia nel loro studio, nel loro crescere, nel loro formarsi e che ora mettono l'energia necessaria per trovare una strada, ma anche tante altre che han fatto l'opposto, investendo nel mediocre e non nel merito... Per le prime e per le seconde le parole di Elkann assumono significato diverso.
In questo momento emergere è estremamente difficile.....ma non possiamo dire che tutti coloro che emergono sono raccomandati: tra chi emerge c'è anche chi ha resistito, con fatica, utilizzando notti intere per stare sui libri, essendo curioso, partecipando, cercando...

Chi è assopito ora c'è e per lui certo emergere non può esser facile, mentre dovrebbe essere più agevole per chi investe su di se e sulla propria formazione.
Investiamo perché il merito emerga, perchè non sia raro avere persone meritevoli in posti meritevoli... fermando proprio chi è assopito, chi crede in mediocrità e raccomandazioni.

Assopiti sono anche molti adulti.

Il futuro del nostro Paese non è legato a giovani, grandi, piccoli o vecchi... il futuro è legato ha chi ha ancora voglia di guardare al futuro ed impegnarsi per esso, per renderlo migliore, per tutti.
E' legato a chi è giovane, non sulla carta d'identità, ma nella mente...
E' legato a chi è aperto, a chi guarda lontano, a chi rispetta.. a chi crede nella libertà, di pensare, di essere, di fare... credendo però nella necessità di eliminare tutto ciò che frena il futuro, come l'incertezza, l'insicurezza (anche fisica nelle città.. nel Paese), il non voler fare, la mediocrazia...

Il merito, non la mediocrità, deve essere alla base della ricostruzione dell'Italia.
Il merito c'è... non è solo in chi ha preso un volo per andare all'estero (rispettabilissimo... ), il merito c'è anche in Italia, in chi è rimasto qui e ogni giorno crede in ciò che fa e crede che dare il meglio sia importante, perché tutti insieme dando il meglio si può cambiare.
Andare fuori dai confini nazionali deve sempre essere una scelta, non un obbligo, non una costrizione...

Il futuro dell'Italia parte da chi resta (o chi va via) non smettendo di credere in lei.

Ebbene, vicende politiche non degli ultimi giorni, ma degli ultimi anni, non ci favoriscono...

Italia è ostaggio della mediocrità, degli interessi, degli inciuci.

Ma in Italia ci sono anche milioni di persone che la amano e agiscono, come possono, per lei, a fronte di tante che non ci credono più, approfittano, pretendono, sprecano risorse, favoriscono corruzione e amicizie, raccomandazioni....


Questo post di oggi pomeriggio forse è un po' inutile, ma volevo solo esprimere ciò che sentivo dentro.

Italia è in mano a chi lavora, studia, crede con fiducia... è in mano a chi ama il verbo fare.

Gli spettacoli indecorosi a cui assistiamo guardando verso Roma non devono forviarci... come gli sprechi enormi che enti pubblici ad ogni livello confezionano... anche nel pubblico c'è gente in gamba, come nel Paese..
Il problema sono le catene che trattengono l'Italia.. come burocrazia, tasse, mediocrità....

Imprese, lavoro, futuro hanno bisogno del lavoro di tutti noi, nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità....

Il merito, in ogni campo, deve prevalere..
Se no la mediocrità ci seppellirà, insieme a tutto il resto.

Astensionismo è sempre più alto perché ci stanno assopendo e convincendo che votare è inutile... ma non c'è niente di più antidemocratico di ciò quindi, Napolitano e Renzi a parte, torniamo a credere nella nostra Italia e non facciamoci mettere da parte..


mercoledì 8 gennaio 2014

Vittima di un Paese insicuro e di uno scherzo

In inglese istruzione si dice Education.
La scuola dovrebbe essere quel luogo in cui i bambini e i ragazzi entrano in contatto con qualcuno che li educhi... Insegnando certo tantissime nozioni, ma soprattutto fornendo gli strumenti per vivere in modo civile nella società...

La notizia della tragedia di oggi è su molti giornali, ne cito solo 2, per tempo che come sempre corre
- http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2014/8-gennaio-2014/studente-cade-pozzo-scuolamuore-studente-17enne-2223891832345.shtml
- http://www.liberoquotidiano.it/news/1382784/Lecce____enne_muore_a_scuola__precipita_nel_pozzo_luce.html

Un ragazzo di 17 anni è  morto a scuola, proprio lì in quel luogo che dovrebbe essere sicuro.

Le scuole a livello architettonico-ingegneristico sappiamo bene che in Italia lasciano molto a desiderare e sicuramente, con maggiore cura e con maggiori presidi, questa tragedia sarebbe potuta essere evitata, come tante altre che purtroppo potrebbero accadere, negli edifici fatiscenti che ospitano coloro che rappresentano il futuro del Paese..

La causa scatenante è stato comunque uno scherzo: alcuni compagni hanno lanciato il giubbotto della povera vittima al di là di una recinzione e lui, per riprenderlo, l'ha scavalcata.
Ok quel pericolo lì non doveva esserci, colpa infrastutturale, di certo, ma le scuole sono ancora luogo di educazione al vivere civile?
Il bullismo è presente sempre con maggiore forza, giustificato da insegnanti che troppo spesso lo considerano uno strumento di crescita, una valvola di sfogo per chi è disagiato, una cosa normale...
Il bullismo invece dovrebbe essere considerato un reato e punito, severamente.
La classica frase "la prossima volta ti metto una nota, la prossima volta sarai sospeso" non basta, nei confronti di chi, in tenera età, delinque.
Gli scherzi sono una cosa, il prendere di mira compagni e compagne, l'essere prepotenti, l'infastidire, talvolta in modo violento, l'insultare... sono un'altra cosa e in quanto tali andrebbero punito con certezza e severità.

Certo il non punirli prepara alla vita in uno Stato in cui la certezza della pena è spesso inesistente... mentre sempre piu' reati e delinquenti rendono la nostra Italia sempre più insicura.

La sicurezza dovrebbe essere un diritto, preteso con forza...

Le nostre città sono allo sbando, vittime certo di una incontrollata presenza di molte persone provenienti da ogni parte del mondo (Italia compresa...), che delinquono, ma vittime soprattutto della presenza di uno Stato che non è più in grado di difenderci, nel quale chi vuol far del male, dalle scuole alla vita adulta, sa che non verrà punito o che la pena sarà lieve, superabile, aggirabile.

Una situazione del genere parte proprio dalle nostre scuole...

I ragazzi scherzano certo... a volte però gli scherzi sono pesanti.. a volte diventano ossessione...
Quanti suicidi a causa del bullismo o di insulti dai compagni si sentono? Insulti per vari motivi... e violenze.

La scuola deve diventare un posto più sicuro. Tragedie come quella di oggi non dovrebbero esistere.
Gli interventi architetturali ed ingegneristici per assicurare lo studio e la formazione in istituti sicuri (in regola con le norme di sicurezza) dovrebbero essere sicuro in posizione prioritaria in un Paese che si definisce civile.

Oltre a questo, le scuole dovrebbero essere il luogo dell'istruzione (education).. dove si imparano moltissime cose, dove si studia, dove si comprende l'importanza del merito, della dedizione, della conoscenza... ma soprattutto dovrebbero essere il luogo in cui si educa...

Education, termine inglese, mi sembre un termine molto più adatto per descrivere tutto ciò.

Grandissimo dispiacere per il ragazzo colpito da questa disgrazia... le notizie non dovrebbero servire solo per aumentare i lettori o telespettatori dei mass media, ma soprattutto per riflettere..soprattutto le notizie così tremende