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domenica 6 aprile 2014

Buon lavoro giovani! c'è bisogno di noi



Ieri sera ho trascorso un bel pomeriggio e non riesco a non scriverne qualche riga sul mio blog.

Pomeriggio un po' politico beh si in effetti... Apertura Campagna Elettorale Forza Italia, io ero lì.

Beh, sapete cosa mi è piaciuto di più? L'energia e la voglia di fare e partecipare ancora che ho colto nella gente... e anche nei giovani, molti, come me presenti.

Partiti a parte, idee e appartenenze a parte... Ognuno ha pensieri, opinioni, preferenze...
Ma quello che più vorrei affermare è che per fortuna c'è ancora gente che ha voglia di democrazia e di futuro.Negli ultimi decenni i politicanti non hanno fatto molto per noi, è vero. 
Ma arroccandosi e non partecipando che si ottiene? La politica ora credo abbia una sfida immensa: tornare ad essere politica.

Gossip ed interessi non sono politica.

E noi giovani credo abbiamo un compito importante. 
Hanno caricato su di noi un masso pesantissimo... fatto di debito, spesa, Paese fermo, Paese bloccato, sfiducia...
Ma noi siamo giovani, il futuro è nostro.

Astenuti sono milioni e milioni e molti giovani e meno giovani stanno lontanissimi da politica ed attualità.. Come dare torno? Politica ed attualità spesso dei giovani se ne fregano...



Ultimi governi (decidete voi quanti) hanno avuto l'effetto di rendere persone convinte che votare sia inutile... che scelta non conti nulla, che urne non contino nulla..


Cosa c'è più antidemocratico di ciò?

E soprattutto i giovani.. son stati convinti che il Paese può fare a meno di loro... che c'è di peggio?

Ma noi giovani ci siamo e l'Italia è nostra...

E' dei giovani che hanno studiato e che hanno merito... che lavorano con passione... e anche di coloro che lavoro non ne hanno, schiacciati da un sistema che non da loro spazio.

Che dire? 

Fermarsi è semplice. Fermarsi e dire ok tutto è uno schifo è semplice e triste.

Bene, non credo sia giusto.

Ovunque si trovi ognuno di noi, nel lavoro, nello studio, nella vita sociale, ha in mano un pezzettino di futuro del nostro Paese.

La politica non ci piace? è vero...

Ma la democrazia ha bisogno di noi.

Io personalmente lavoro molto e tempo ulteriore per dedicarmi al resto non ne ho molto.

Credo però che ognuno di noi giovani (non solo x carta d'identità.... ci son giovani vecchissimi e vecchi giovanissimi) non dovrebbe mai smettere di credere nel domani
Partendo dalle nostre idee... il domani è nostro :)

Ieri bellissimo pomeriggio con Forza Italia, ma non ho mai negato la mia stima per tanti altri ragazzi e ragazze come me che in ogni campo tentano di dare il massimo.

La politica e l'attualità per me sono passioni.
Il tempo maggiore lo trascorro al pc lavorando... facendo slide e studiando file excel...

Ma ci credo nel domani e credo che tutti noi in ciò che facciamo lo possiamo costruire.


La politica e soprattutto l'Italia vanno cambiate... ma non si cambiano restando seduti e lamentandosi...

Si cambiano aprendo occhi, cercando, capendo... e per chi può lavorando... è in ciò che facciamo ogni giorno che si costruisce un pezzo di futuro, anche nelle nottate davanti al pc per lavoro... e nei pomeriggi come quelli di ieri..

Buon lavoro giovani!
Buon lavoro a Forza Italia, ma non solo.. buon lavoro a chi ha a cuore l'Italia, sinceramente, con passione, da ovunque provenga...
Buon lavoro a tutti coloro che hanno voglia di futuro...

Perchè le risposte non vanno attese ma vanno cercate..


Buona domenica :)





mercoledì 27 marzo 2013

Pausa pranzo e mille pensieri sul presente (e futuro)



La pausa pranzo può essere soltanto una pausa, tra una mattinata di lavoro e un pomeriggio di lavoro.
Ogni tanto però, quando ci si ritrova a pranzare da soli, può capitare che quella mezzora regali riflessioni e pensieri che difficilmente emergerebbero nelle altre ore della giornata, tra mille impegni e mille corse.

Oggi sono stata in Piazza Duomo, a Milano, la città in cui oramai vivo da 6 anni per motivi di studio e, ora, di lavoro. Ho optato per un piatto di pasta in un self service di una grande catena e mi sono trovata immersa in un locale pieno di persone, proveniente da ogni parte del mondo. C’era molta gente intorno a me e quando mi sono seduta mi sono resa conto di essere circondata da signori, signore, ragazzi e ragazze che non parlavano italiano, ma tante e tante lingue diverse.


In questo incredibile momento storico il nostro Paese sembra essere coinvolto da un forte vortice di incertezza. Il disorientamento della classe politica e di chi dovrebbe rappresentarci è notevole. Si vaga, tra pensieri, ricerca di soluzioni, incontri, consultazioni, ma si diffonde una sempre maggiore paura per ciò che potrà accadere all’Italia nei prossimi mesi ed anni.

Milano oggi mi ha fatto riflettere.
L’Italia e le nostre città sono una fonte di ricchezza il cui valore è inestimabile. Ci sono persone che percorrono migliaia di chilometri per vedere le nostre piazze, visitare i nostri musei, assaggiare i nostri prodotti, camminare per le nostre strade.
L’Italia è un Paese speciale e dovremmo averne cura.
Tutto questo disorientamento, tutte queste incertezze non prendono atto di ciò.

In questo momento sto svolgendo uno stage in Camera di Commercio, il mio ufficio è a pochi passi da Piazza Cordusio, nel cuore della città. Quando entro ed esco dal lavoro vedo via Meravigli e le vie adiacenti piene di serrande abbassate. Tornando a casa, poi, percorrendo la strada a piedi incontro ogni sera almeno 3 persone che chiedono elemosina.... nel cuore di Milano.

Mi sento in una situazione di totale abbandono da parte delle Istituzioni. Non mi sento per nulla orgogliosa del mio Paese, ma farei qualsiasi cosa per poterlo essere.
Italia....

L'Italia è piena di ricchezze eppure non riesce ad essere ricca.
La nostra penisola e le nostre isole sono teatro della storia da migliaia di anni, eppure non abbiamo più il coraggio e l'orgoglio di guardare al futuro.
Tra qualche mese a Milano arriverà l'Expo.... nel 2015... si sta investendo nel costruire nuovi bellissimi palazzi luccicanti e nel scavare nuove gallerie per nuove metro... Ottimo...
Iniziamo però ad investire anche su tutto ciò che c'è nell'aria di questa Metropoli, sotto la Madonnina del Duomo... Difendiamo le persone che in questa città e in questo Paese ancora credono, nonostante tutto....

Sono giovane, laureata da pochi mesi, stagista, ogni giorno mi chiedo se ha senso rimanere qui e credere ancora nel Paese in cui sono nata.
Non capisco perchè in questa situazione così critica ci siano ancora persone che perdono tempo...

Le persone che ci rappresentano, ci rappresentano davvero?

Le mie sono solo riflessioni, dopo una breve pausa pranzo.
Vorrei tanto che le ricchezze che sono intorno a noi imparassimo a sfruttarle...

Milano e l'Italia sono meta di flussi di persone e capitali da ogni parte del Mondo... Investiamo su essi ed investiamo su di noi...
Nessuno si può ritenere escluso da ciò. Chi si sveglia ogni mattina per studiare, lavorare e/o governare questo Paese ha in mano il futuro di milioni di persone.... milioni di Italiani.. che vivono in un luogo fondamentale per la storia del mondo ma che non sa più guardare al futuro.....
I veri problemi degli elettori e di tutti coloro che vivono nelle nostre città sono il lavoro, le tasse, le imprese, le famiglie, i giovani, il welfare, il futuro.... la voglia di competere in un mondo sempre più globalizzato in cui la forza della propria Nazione deve essere grande!!

Spero qualcuno riuscirà a capirlo, prima o poi....

Intanto continuo nel mio stage, consapevole che trovare lavoro dopo non sarà facile... ma soprattutto consapevole del fatto che vivo in un Paese ricco di storia e di ricchezza, ma che non ha più voglia di investire nel proprio futuro....

...E nonostante ciò io continuo a crederci!!


lunedì 21 maggio 2012

Domande





Farei retorica nel definire quello che stiamo vivendo un momento difficile, a livello italiano e a livello internazionale.
Questa sera però ho voglia di scrivere alcune riflessioni sui pensieri che stanno attraversando la mia mente anche se, tali pensieri, si muovono in modo talmente rapido che fermarli qui è soltanto un'illusione.
Mi trovo in un periodo di transizione. Fra pochi mesi concluderò il mio corso di laurea magistrale e, come tanti altri ragazzi, cercherò di entrare nel mondo del lavoro. Negli scorsi anni ho cercato di dare il meglio di me stessa, superando con impegno e con determinazione tutte le piccole-grandi difficoltà che ho trovato sul mio cammino. Lo studio ha sempre rivestito un ruolo importante nelle mie giornate, ma non mi sono limitata a leggere libri e slide per preparare gli esami universitari. Soprattutto dopo aver preparato e discusso la mia tesi triennale, ho iniziato ad accostare l'impegno alla passione, cercando di approfondire i temi che maggiormente mi interessavano attraverso la partecipazione a convegni ed eventi.
Adesso, a pochi passi dal raggiungimento della tanto attesa meta, a pochi passi dalla conclusione della mia carriera accademica, mi sembra difficile immaginare qualcosa di concreto per il mio futuro. Studiare in un periodo di crisi e di cambiamento come quello che stiamo vivendo ho sempre pensato fosse un elemento di arricchimento per la mia formazione. In effetti, approfondire i temi legati al mondo bancario-finanziario in questi anni mi ha consentito di comprendere i limiti che hanno condotto i principali paesi occidentali nella situazione che attualmente stiamo vivendo, rendendo enormemente utile tutto ciò che trovavo al di fuori dei libri sulla mia strada.
Oggi, però, inizio a sentire la crisi sulla mia pelle. Questa crisi, di cui ho parlato nella mia tesi di laurea triennale e di cui parlerò, sotto diversi aspetti, nella mia tesi di laurea specialistica, inizia a non essere più un elemento di analisi, di lettura, di ricerca... Questa crisi sto iniziando a viverla.
Come tutti i giovani che stanno per concludere il proprio percorso di studi inizio a pormi delle domande su cosa accadrà domani. Le risposte a tali domande non le trovo. Io ho sempre creduto nel mio Paese, anche nei momenti di maggiore difficoltà, anche ora. L'Italia è uno stato importante e sono orgogliosa di esserne parte. Nonostante questo, però, giorno dopo giorno sto iniziando a perdere fiducia in ciò che questo Paese, questa Italia, può offrire a me e ai miei concittadini nel futuro. Tutto mi sembra grigio e buio.
Poi però mi fermo di nuovo a riflettere... sono Italiana e quindi faccio parte di tutto questo. Sono giovane. L'Italia ha bisogno di me?
Spesso mi pongo questa domanda. In mille posti e da mille persone sento un solo consiglio: "vai via da qui". Eh si... in effetti questo posto non sembra un posto per chi ha voglia di crescere.. questo non è un Paese per giovani e per il merito. Poi mi rendo conto, tuttavia, che di questo Paese io ne faccio parte. Sono nata in Italia, ho studiato in Italia, ho vissuto in Italia. Se l'Italia permette a chi ha la mia età di dubitare di Lei, che Italia sarà fra qualche anno? Io mi sento oggetto e soggetto allo stesso tempo. Sono Italia... e l'Italia la sento distante, difficile, inerme.
Quanta confusione. Questo post è una sintesi della confusione che alberga nella mia mente e nella mente di molti miei coetanei. Da un lato avrei voglia di seguire quel consiglio, di andare via... ma poi... poi sento ancora quella piccola lucina di speranza..

L'Italia deve cambiare. Il cambiamento può venire da un nuovo modo di guardare la realtà... può venire dai giovani... Senza i giovani l'Italia morirà. Il merito vale sempre meno... le inadeguatezze in ogni aspetto della vita in Italia aumentano... per gli studenti, per le famiglie, per gli imprenditori, per tutti. Quanto può continuare questa situazione?

Le mie sono solo riflessioni, e paure... ma accanto all'insecurezza vorrei che il mio Paese mi consentisse di mantenere qualche sogno. Io ho voglia di sognare...e voglio sognare in Italiano. Lo so.. le nuvole sono molte.. ma i raggi di sole possono passare soltanto se tutti noi, io compresa, ricominciamo a credere nel nostro futuro.

Negli ultimi mesi le notizie economiche-politiche-finanziarie non sono consolanti. Tutto sembra sempre più difficile... ma la storia ci ha insegnato che i momenti più critici hanno preceduto i momenti più brillanti... e io voglio crederci.... ho ancora voglia di crederci.. non so bene in cosa, non so bene cosa, ma ho voglia di non smettere di credere.

Scusate per questo post un po' caotico... c'è tutto e niente in questa pagina.. non so se qualcuno l'ha letta fino a qui... il mio obiettivo principale era lasciar scorrere le dita sulla tastiera. Scrivo poco ultimamente, ma scrivere mi piace sempre molto.. mi permette di pensare e di ritrovare me stessa, parola dopo parola, pensiero dopo pensiero.
Questo sfogo non servirà a nulla probabilmente, ma spero possa dare a me la forza di continuare a correre... le strade sono sempre più incerte e perturbate, ma continuare a camminare è l'unico modo per raggiungere qualche meta... quale sia la meta non è chiaro, ma per definirla i sogni sono ancora ammessi, nonostante tutto.. 

martedì 6 dicembre 2011

Ma anche quest'anno il Natale arriverà a Milano?


Sono passati quasi cinque anni da quando sono diventata una studentessa milanese.
Quando ero piccola desideravo vivere in questa città e ora sono quasi arrivata alla fine della mia carriera università, vissuta a pochi passi dalla Basilica di Sant'Ambrogio.
Nel 2007, quando finito il liceo mi sono trasferita qui, Milano mi sembrava immensa. A lezione si cominciava a parlare della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti, sembrava un argomento come gli altri, sembrava lontana, oltre l'oceano. In pochi mesi però ci siamo resi conto che l'America e l'Europa sono molto vicine e il mondo in fondo non è poi così grande. In pochi secondi possiamo collegarci con qualsiasi luogo e soprattutto possiamo investire i nostri fondi in titoli di ogni tipo e di ogni provenienza.
La crisi in Europa si è radicata profondamente. All'inizio era una crisi della finanza, poi è diventata una crisi economica, poi una crisi del debito e infine oggi si sente più che mai il suo effetto sulla vita reale.

Milano in questi cinque anni è cambiata moltissimo. Io insieme a lei sono cresciuta, ho imparato a pensare, a dubitare, a crescere, a diventare una donna, tra momenti belli e momenti difficili, tra il divertimento e soprattutto la solitudine che a volte solo questa città sa regalare.
Oggi a fine 2011 la crisi non è in Borsa, non è sui titoli dei giornali, la crisi oggi è nelle strade. E' nei negozi vuoti, con cartelli promozionali di ogni colore e dimensione all'inizio di Dicembre. La crisi si vede alla "pausa pranzo", quando nei locali siedono appena 2 o 3 persone e si vede all'ora dell'aperitivo, quando è semplice trovare un posto in un bar o sorseggiare un cocktail sui Navigli.

Domani comincia il ponte dei milanesi... con Sant'Ambrogio, l'Immacolata, la fiera degli Obej Obej e i mercatini. Fra poche settimane è Natale.Camminando per le strade sembra però che la "corsa ai regali" quest'anno sia ferma... quest'anno c'è una corsa alle offerte, alle promozioni e al risparmio. Nella gente manca la fiducia per il presente e prevale il timore per il futuro.
Perfino i tradizionali mercatini sono deserti. Ma anche quest'anno il Natale arriverà a Milano?

Il Natale arriverà anche nel 2011. Non sarà un Natale semplice, ma forse sarà anche una occasione per comprendere meglio il significato di queste festività. Quello che conta davvero sono i regali, i festoni, le cene o quello che conta sono le relazioni con le persone a cui vogliamo bene, i momenti trascorsi insieme, l'amore e la fede (per chi crede) verso Dio che è venuto tra noi?
Forse questo Natale, dopo anni di crisi, sarà un Natale più vero...

Certo questo non è un momento semplice. Lo dimostra anche la maxi manovra del Governo Monti.
Nei prossimi mesi è in gioco il futuro dell'Italia, è in gioco il futuro dell'Europa ed è in gioco il futuro di tutti noi.
Spero saremo in grado di vincere ogni sfida, per noi e per il nostro Paese.
Solo così le luci di Natale torneranno a brillare come tutti gli anni e torneremo a girare con le buste piene di doni per le strade delle città.
Servono sviluppo, crescita, fondi, investimenti, ma serve soprattutto la fiducia. Questa crisi, in effetti, è stata caratterizzata in tutte le sue fasi da un calo di fiducia tra gli operatori, tra le banche, tra gli Stati e tra le persone. Questa fiducia va ricreata, al più presto.

Le festività sono ormai vicine e spero saranno un'occasione per comprendere ciò che conta veramente, ciò su cui vale la pena puntare e ciò in cui vale la pena credere... per superare questo momento.
Ognuno di noi dovrà fare la propria parte, non solo pagando le tasse e contribuendo al risanamento delle finanze pubbliche, ma soprattutto mettendo a disposizione dell'Italia e del futuro il nostro modo di essere, le nostra capacità, la nostra voglia di crescere e di cambiare.... e questo appello credo riguardi le persone di ogni età ma in particolar modo i giovani. Siamo noi la chiave del futuro. Non dobbiamo distruggere il mondo e abbandonare ciò in cui crediamo, dobbiamo costruire e sostenere con forza le nostre idee, per migliorare la realtà in cui viviamo e per rendere più equo e più bello ciò che ci circonda.