Visualizzazione post con etichetta pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri. Mostra tutti i post

mercoledì 8 ottobre 2014

Lavoro e consumi non si creano per legge.. o peggio per slogan

Ultimamente scrivo poco qui sul blog, soprattutto perchè il tempo per seguire l'attualità (e soprattutto per commentarla) è per me molto poco. 
Come me molte persone lavorano (ancora... per fortuna, nonostante tutto) e/o comunque non riescono comunque a seguire tutte le notizie, i comunicati stampa, le interviste, i pensieri e i tweet.

Il governo Renzi è lì, dopo Monti, dopo Letta, cerca di creare lavoro con una legge dal nome inglese, lo Jobs Act (dirlo in Italiano, Legge sul Lavoro, certo è meno figo e fa anche meno marketing). Fiducia o non fiducia, bagarre in Parlamento... Forse ci riuscirà ad approvarlo e quando leggerete questo post provabilmente sarà già sui giornali con dei bei titoloni la sua approvazione.



A Renzi va il merito, a mio parere, di mettere in discussione i muri innalzati da anni da diverse parti, sindacati in primis (e suoi colleghi di partito anche...), mettendo in crisi quelle bandiere ideologiche che per anni hanno immobilizzato il cambiamento del Paese.

"Art.18 si" e "art.18 no" sono gli slogan principali che da una parte e dall'altra si sentono pronunciare non appena qualcuno vuol parlare di mercato del lavoro.
Dire di toglierlo crea un caos primordiale. Dire di non toglierlo sembra bloccare la ripartenza del lavoro. Renzi voleva toglierlo. Forse ci riuscirà, forse non ci riuscirà, forse userà magheggi per farlo e poi non farlo in realtà (un po' come le province ricordiamo, eliminate solo dalle elezioni ma non nelle strutture). 
Tutto questo servirà a creare lavoro?

Nuove leggi, nuove regole, la modifica della regolamentazione, la modifica delle tipologie di contratti, le discussioni su entrate e uscita, su licenziamenti, cassa integrazione, indennità di disoccupazione, sono tutti aspetti positivi, credo, che possono favorire miglioramenti della realtà che i lavoratori (o gli aspiranti tali) si trovano a vivere. Renderebbero più flessibili il mercato, credo. Renderebbero l'Italia più simile ai Paesi con i quali compete, credo. Renderebbe meno rigido il rapporto tra imprese e occupazione, credo.
E' tutto vero. Credo.

Ma davvero siamo convinti che il lavoro si possa creare per legge?
Il lavoro si crea alimentando un circolo virtuoso: 
più consumi, più investimenti, più impresa, più occupazione > più consumi, più investimenti, più impresa, più occupazione.

Anche di rilanciare i consumi, infatti, si parla.

Di qualche giorno fa la proposta di portare il TFR (Trattamento di fine rapporto) nella busta paga dei lavoratori, proposta che arriva dopo il tentativo (rivelatosi dati Istat alla mano poco produttivo) dei famosi 80 euro.

Chi è favorevole a tale proposta considera un incremento della liquidità nel portafoglio dei lavoratori a fine mese una spinta per favorire la ripresa dei consumi. Certo, potrebbe quasi sicuramente accadere che trovandoci qualche euro in più sul conto corrente (noi pochi fortunati ad avere ancora un lavoro) potremmo ogni mese acquistare qualcosina in più. E' vero.

Ma il Tfr ha una funzione.

In Italia la previdenza complementare non è ancora decollata e i lavoratori superfortunati da riuscire a raggiungere l'età pensionabile riceveranno dalla gamba pubblica della previdenza una pensione che abbasserà di molto gli introiti rispetto allo stipendio ricevuto.
Inoltre, molti lavoratori, il lavoro lo cambiano o peggio lo perdono. 
Il Tfr è un cuscinetto, che si impone ai lavoratori di detenere. Certo imporre non è mai liberale e ognuno dovrebbe poter essere libero di scegliere se spendere o risparmiare, anche questo è vero.
Il Tfr inoltre è una somma di risorse finanziarie che vengono "depositate" per un periodo tendenzialmente lungo di tempo, che consente agli intermediari (che stanno di mezzo tra depositi e crediti) di utilizzare tali fondi per erogare finanziamenti a medio/lungo termine (proprio quelli che servono ad imprese e famiglie per effettuare investimenti e che già mancano in questi anni...).

Aggiungere il Tfr in busta paga può dare un piccolo aiutino ai consumi, ma vale la pena attaccare uno dei pochi (seppur piccoli) pilastri del risparmio degli Italiani?

La vera domanda di fondo è: ma lavoro e consumi si possono creare semplicemente approvando leggi? O peggio con slogan?

Magari...

I dati drammatici li leggiamo, li vediamo ma soprattutto li viviamo ogni giorno: basta fare un giro per le nostre città, anche per Milano, una delle città più vive d'Italia, che attende l'Expo, per comprendere che non sono solo numeri. Un ennesimo articolo che descrive la drammatica situazione che l'Italia sta vivendo (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-07/peggio-una-guerra-sette-domande-scoprire-veri-numeri-lunga-crisi-175759.shtml?uuid=ABYNau0B)

L'unica soluzione per fermare una situazione così radicalmente negativa è pensare a cambiamenti profondi,
che consentano di ridare un futuro a chi ancora crede in questo Paese, che consentando di recuperare la fuga di lavoro, la fuga di persone, la fuga di consumi, la fuga di investimenti e capitali.

Certo fa piacere se delle leggi cercano di migliorare il mercato, il mondo del lavoro, le regole... ma è ben più urgente domandarsi come crearla l'occupazione, i contratti, le collaborazioni... e questo non può essere fatto con un semplice decreto legge.

E' necessario pensare a scelte profonde e forti. Certo con governi in grado di governare (stabili, forti) e con l'appoggio delle parti sociali (compresi i sindacati) se non vogliono ritrovarsi a rappresentare disoccupati più che lavoratori.
Un esempio, il primo grosso tema che mi viene in mente e che andrebbe affrontato, è la revisione del modello di welfare con una maggiore collaborazione pubblico-privato (nella previdenza, nella sanità...). Il welfare è la più grossa voce che pesa sulla spesa pubblica e sotto il peso del welfare, se troppo preciso, un Paese può rimanere schiacciato.
Prima di pensare a portare il Tfr in busta paga, va creata e favorita una cultura della previdenza integrativa e del risparmio. E questo non si fa per legge: la previdenza complementare in Italia è già stata introdotta.
Si fa con politiche che favoriscano una cultura, perchè no anche iniziando dall'istruzione e dalla formazione.

Poi certo si parla troppo e si fa troppo poco per investire sui grandi asset che nel nostro Paese ancora ci sono: il Paese in primis. E' conosciuto nel mondo come "Il Bel Paese", mentre le nostre bellissime città sono abbandonate spesso a se stesse, sporche, insicure, inefficienti, anche sotto ai monumenti che ci rendono famosi e attirano milioni e milioni di turisti e visitatori. I trasporti, poi, rendono difficilmente raggiungibili molte parti bellissime della nostra penisola e delle nostre isole.

Per creare lavoro e consumi servirebbe questo e molto altro...  

La palla la passo a chi ci rappresenta, in Parlamento, e a chi ci governa... al momento Renzi...

Non voglio tediarvi amici che leggete il mio post, come al solito, come sa chi mi legge da più tempo, volevo solo esprimere qualche mio pensiero e condividerlo con voi.

Commentate mi raccomando!
Le vostre idee e i vostri punti di vista mi interessano :)


martedì 17 giugno 2014

Notte prima degli esami


Domani prima prova, anno 2014.
Ogni anno centinaia di migliaia di studenti affrontano una delle prime grandi prove della propria vita: la maturità

Gli esami certo mettono molta ansia, ma anche il futuro ne mette molta. 
La notte prima degli esami puoi pensare tutto e il contrario di tutto, ma sicuramente è un momento importante.
Io non ricordo tantissimo della mia maturità, ma ripenso a cosa accadeva ormai ben 7 anni nella mia vita e mi rendo conto di quanto da allora sia cambiato.
La fine della scuola segna la fine di un periodo importante e l'inizio di un altro, pieno di moltissime nuove sfide e di esami sicuramente più pesanti e più difficili da superare rispetto alle tante temute prima prova, seconda prova, terza prova e prova orale.

Circa 490.000 ragazzi domani saranno davanti ad un foglio bianco a scrivere il loro tema. 

Siamo in un Paese in cui nel merito si crede sempre troppo poco, anche da giovani, e questo credo sia uno delle maggiori zavorre. Il lavoro è poco. Politiche industriali assenti, sistema fiscale, burocrazia, assenza di giustizia, crisi finanziaria, crisi economica, governi non abbastanza forti e non abbastanza volenterosi nel cambiare le cose consegnano a questi ragazzi un'Italia che crede troppo poco in loro e in cui loro stessi credono sempre meno.

Quello che mi sento di dire, da ormai 26enne, a chi con qualche anno in meno di me domani affronterà non solo un esame, ma un passaggio verso il futuro, è di non smettere di credere.

Le difficoltà che dovranno affrontare saranno molte.
Ma chi ha studiato, chi domani si impegnerà al massimo, chi nonostante i libri siano considerati sempre più inutili continua a leggere, ad informarsi, a cercare, chi è curioso, chi ha voglia di fare.. sicuramente troverà la propria strada. Ai maturandi voglio augurare di essere più forti delle loro paure. E di fregarsene di tutti coloro che affermano che studiare è inutile, che tanto c'è la crisi... 

A chi crede nel proprio merito auguro di non smettere di farlo. Essere bravi premia. 

Certo, trovare la strada sembra difficile ed è molto faticoso... la sfida vera non finisce mai.. ma chi ha merito ne è consapevole e - nonostante viva in un Paese che spesso crede poco nel sapere e nel saper fare - deve coninuare a crederci. Io ci credo, nel merito, come credo che in Italia molte cose vadano cambiate, anche nella formazione, nel sistema scolastico, nel mondo del lavoro.

Cari maturandi e cari lettori non voglio tediarvi ulteriormente.

Molti di voi saranno a cercare ipotesi sugli argomenti della prima prova di domani... molti di voi domani mattina cercheranno i classici "temi svolti".
Io amo troppo scrivere, non sarei mai riuscita a scrivere un tema cercando frasi qua e là su internet... 

Ragazzi cercate le vostre strade e costruite tutto con le vostre mani e le vostre menti.. Essere una fotocopia di altri non aiuta, meglio essere l'originale, fidatevi.

Vi lascio qualche mio vecchio post (scritto in realtà ben dopo il diploma ma che mi sento di condividere comunque con voi)




 
...E vi lascio anche una canzone, anzi la canzone per eccellenza di queste serate, che io stessa ho ascoltato tante volte non solo prima della maturità, ma soprattutto prima di tanti altri importanti esami..

In bocca al lupo per domani e in bocca al lupo per il vostro futuro!
Cercate le vostre strade, in Italia, all'estero, ovunque...
 E credete nel merito. E non permettete a nessuno di togliervi la speranza e i vostri sogni. Nemmeno alla crisi.












lunedì 16 giugno 2014

Non ci sono parole.

Raramente su questo blog scrivo per commentare fatti di cronaca. 
Ce ne sono moltissimi ogni giorno e, certamente, ogni storia meriterebbe attenzione, dato che dietro ad ogni storia, anche nera, ci sono persone.
Questa sera, però, non riesco ad andare a dormire senza scrivere due parole, due pensieri, due sensazioni, sulle due orribili vicende che oggi hanno occupato le homepage dei giornali, i social network e sicuramente i pensieri di molti di noi.

La notizia dell'individuazione del presunto assassino di Yara riporta l'attenzione su quanto accaduto a quella ragazzina, uscita di casa per andare in palestra, per allenarsi, per divertirsi, e mai tornata.
L'uomo a cui si è risaliti tra indagini, esami sul DNA, riesumazioni di salme, ricerca di figli illegittimi ha 40 anni ed è padre di 3 figli, ma soprattutto è un uomo e ci si chiede come lui (o, visto che vige presunzione di innocenza, qualcuno come lui) possa aver commesso un delitto così.

Questa notizia non oscura però un'altra altrettanto orribile, ancora più difficile da comprendere, che mette ancora più sgomento. Un uomo, nelle vicinanze di Milano, ha massacrato la moglie e i suoi due bimbi, di 5 anni e di 20 mesi. Tutti gli altri particolari su quanto accaduto, sottolineati vigorosamente in molti articoli (come il fatto che lui prima di ucciderla abbia fatto l'amore con lei) mi sembrano accanimento macabro su una notizia che di macabro ha già molto. Come la ricerca dei moventi. Cronaca ok, ma non ci possono essere cause che giustifichino azioni del genere.

Commentare è difficile e, in questi casi, non ha nemmeno senso, forse.

C'è chi invoca la pena di morte. Io personalmente non sono d'accordo con la pena di morte, certo sarei d'accordo con pene che facessero desiderare a questi individui la morte per il resto della loro vita.

Ma quello che prevale, leggendo queste notizie, è un grande senso di tristezza, enorme.

Non ci sono parole a volte.

Queste vicende sono difficilissime e forse impossibili da comprendere.
Sono accadute qui, a pochi passi da noi, compiute da persone apparentemente per bene, insospettabili.
Nel secondo caso compiute dalle persone con cui le vittime hanno pensato di vivere la propria vita e, nel caso delle piccole vittime, dalle persone che avrebbero dovuto proteggere la loro vita.
Una bimba di 5 anni, un bimbo di 20 mesi e una donna sgozzate.
E una ragazzina, Yara, massacrata di coltellate.

Ogni giorno le notizie che ci bombardano sono molteplici. Tante non le notiamo nemmeno, molte ci passano sotto gli occhi e ci lasciano indifferenti, molte altre ci fanno riflettere un po'... notizie come queste mi lasciano senza parole e forse in casi come questi l'unica cosa che può essere utile è il silenzio.

Sperando che a questi mostri (perchè non si possono definire e/o giustificare in nessun altro modo) ci pensi la giustizia, consapevoli che nessuna pena sarà mai così grande come il male che han fatto.

I mass media saranno sicuramente ricchi di speculazioni su queste notizie nei prossimi giorni, con servizi e programmi che scaveranno nelle vite distrutte delle vittime, spesso senza buon gusto, cercando di accontentare pubblico ed audience. Spero si ricordino, almeno, tutti, di chiamare questa gente con nomi e aggettivi adatti: assassini, punto. (Come ho già scritto per un altro orribile fatto di cronaca, a questo link
> http://laufas88.blogspot.it/2013/05/fabiana-ennesimo-caso-assurdo-di.html)

Io non pubblico le foto delle vittime. Io non sono un giornale, io non ho bisogno di impietosire i miei lettori per attirarli. Lascio solo 4 candele, dedicate alle 4 vittime di questi 2 mostri.
Certe notizie non han bisogno di parole ed immagini, colpiscono fortemente, e lasciano sgomenti. Meglio silenzio, per chi ci crede preghiera, e rispetto...



mercoledì 2 aprile 2014

Qualche pensiero da una Veneta per poche manciate di chilometri

Io sono veneta per poche manciate di chilometri. Sono nata a Peschiera del Garda, il primo Paese veneto del Lago di Garda. Se devo essere sincera mi sento più lombarda, che veneta, considerando il fatto che da tanti anni ormai vivo a Milano e che in precedenza ho studiato in provincia di Brescia.

Sulla questione del secessionismo veneto non ho informazioni adeguate per commentare in modo adeguato le vicende di oggi. Quindi non lo farò.

Sicuramente non ho nessun dubbio nel considerare fondamentale bloccare ogni forma di violenza e chiunque inciti a ciò.
Violenza va bloccata, da qualcunque parte provenga.
Ho idee diametralmente opposte rispetto ai Notav, ma penso che non condannare chi tra i Notav è violento e distrugge faccia male a tutto il movimento.
Non ho idee affini ai secessionisti veneti. So bene i motivi che portano il Veneto a sentirsi occupato... e in parte li comprendo molto bene... Ed anche per loro, per coloro che stanno esponendo in maniera forte tali motivi, penso sia favorevole fermare i violenti.

Siamo dentro un periodo di crisi epocale, crisi finanziaria, crisi economica, crisi politica e sociale... in Italia la crisi è a 360 gradi, periodo che spesso viene paragonato (guardando anche ai dati macroeconomici) al periodo della II guerra mondiale.
Preciso che non sono esperta di storia, anzi mi rendo conto che purtroppo è una delle materie che negli anni ho studiato molto poco.

Dalla situazioni di crisi a 360 gradi però possono nascere conseguenze molto pericolose.

Questo per dire che sono fortemente d'accordo col condannare coloro che spingono movimenti legittimi a superare il confine tra espressione di idee e distruzione.
Demagogia e violenza sono letali e pericolose.

Detto questo sono d'altra parte per il rispetto e il sostegno alla libertà di idee e di stampa.

Come detto prima, sono diametralmente opposta come idee rispetto ai Notav. Accanto alla condanna fortissima di chi distrugge o incita a farlo, però, sono favorevole a chi esprime idee..e le scrive, se queste non sono direttamente collegabili a chi produce violenza.

Stessa cosa penso sulla questione dei secessionisti veneti di oggi. Sono completamente d'accordo col fermare frange violente e anche chi simbolicamente propone simboli violenti (il carrarmato non è certo simbolo di libertà di espressione e di democrazia... ma di guerra).
 
Bene, non vi nascondo la profonda incertezza e tristezza che mi ha colto oggi nel sapere che a casa del direttore di un giornale online (www.indipendenza.com) sono entrati i Carabinieri per perquisire (cercando strumenti per terrorismo...) e sequestrare pc.
Non dico sia ingiusto. Non conosco i fatti, quindi ammetto che potrebbero esserci enormi ragioni e rispetto il corso delle indagini e il potere indiscutibile di forze dell'ordine e di chi giudicherà.
Dico solo che è molto triste questa notizia.

Non è il primo caso che provoca tristezza.
Il caso di Alessandro Sallusti è emblematico.. come altri casi per giornalisti di Panorama...

Le leggi vengono applicate rispettando ovviamente la correttezza formale... e le indagini, le condanne, i processi, ovviamente non direi mai abbiano qualcosa di illegale, perchè rispetto lo Stato e le sue Istituzioni, lo farò sempre.

Certo anche lo Stato, le Istituzioni e chi li rappresenta e le rende vive è umano, e come umano può essere oggetto di pensieri...
Dico solo che sarebbe bello se la Giustizia Italiana diventasse più efficiente, condannando tutti coloro che commettono reati... tutti... con tempi velocissimi... TUTTI.
Le cause e i processi dovrebbero avere tempi rapidi per chiunque... perchè maggior efficienza ridurrebbe anche uno dei più grandi freni agli investimenti esteri in Italia, i tempi e l'incertezza della Giustizia..

A parte tutto, i miei pensieri in questo momento propendono per una forte tristezza.

E' giustissimo condannare chi tenta di portare violenza all'interno del nostro Paese.. la Democrazia è da difendere...
La Democrazia però va difesa a pieno. E tutti noi ne siamo responsabili e custodi...


Con questo post ho voluto solamente esprimere qualche pensiero a livello impulsivo.

Confermo la mia fiducia nello Stato e nelle Istituzioni, nonchè la speranza che la democrazia non sia in pericolo, nè da parte di violenti nè da parte di se stessa :)

 


martedì 18 febbraio 2014

Pensieri di un pomeriggio

Passa sempre più tempo tra un post e l'altro, soprattutto ora che da qualche mese ho un lavoro molto impegnativo... lì dove da anni sognavo di stare, tra banche e finanza.
Ogni giorno da consulente direzionale, quale sono, è diverso.. spesso dura fino a tardi, quasi sempre prendo il tram al mattino presto e vedo tutti i negozi chiusi e alla sera tardi idem, è già tutto chiuso.
Il tempo vola...

Oggi approfitto di qualche minuto libero per scrivere un po'.

Quello che penso sul nuovo governo Renzi è qui,
appunto per scarsità di minuti a disposizione condivido l'immagine di ciò che ho condiviso qualche giorno fa su Twitter e Facebook (lo ammetto spesso son canali di comunicazione più veloci del blog)




Inutile dire che chi ama l'Italia davvero, a parte questi giochi vergognosi, si augura il meglio per lei e da parte di chi la governa, quindi... nonostante non mi piaccia assolutamente l'ingresso, auguro buon lavoro al governo che si sta formando, anche se chi lo guida sta rottamando ciò che pensava ed è frenato dalle stesse catene che diceva di voler spezzare.

Negli ultimi giorni le parole di John Elkann sui giovani che non trovano lavoro perché non han voglia, come in tanti altri casi illustri precedenti, hanno indignato milioni di persone.
Su tali parole, sicuramente esagerate, c'è da riflettere.

Io sono giovane, ho 25 anni e conosco molti miei coetanei.
La difficoltà di questo momento storico, con una crisi sempre più stringente ed un mercato del lavoro sempre più difficoltoso e chiuso (anche grazie a tasse sempre maggiori, su reddito, imprese e su tutto ciò che immaginiamo, che inginocchiano la produzione e la crescita dell'occupazione) è innegabile.
In questo periodo i giovani sono scoraggiati, come tanti, più grandi, con una famiglia sulle spalle e disorientati, persi, traditi, disillusi. Nessuno deve sminuire ciò anzi, è necessario cercare soluzioni.
Non tutti però hanno energia e voglia di cambiare.
Da giovane dico che è vero, a fronte di molti giovani che lottano giorno x giorno per dare il massimo nello studio, per potersi realizzare, per poter emergere, ci sono molti giovani che aspettano, attendono, si piegano, senza guardare con adeguata energia al domani, assopendosi.
Ci sono persone che per anni hanno messo energia nel loro studio, nel loro crescere, nel loro formarsi e che ora mettono l'energia necessaria per trovare una strada, ma anche tante altre che han fatto l'opposto, investendo nel mediocre e non nel merito... Per le prime e per le seconde le parole di Elkann assumono significato diverso.
In questo momento emergere è estremamente difficile.....ma non possiamo dire che tutti coloro che emergono sono raccomandati: tra chi emerge c'è anche chi ha resistito, con fatica, utilizzando notti intere per stare sui libri, essendo curioso, partecipando, cercando...

Chi è assopito ora c'è e per lui certo emergere non può esser facile, mentre dovrebbe essere più agevole per chi investe su di se e sulla propria formazione.
Investiamo perché il merito emerga, perchè non sia raro avere persone meritevoli in posti meritevoli... fermando proprio chi è assopito, chi crede in mediocrità e raccomandazioni.

Assopiti sono anche molti adulti.

Il futuro del nostro Paese non è legato a giovani, grandi, piccoli o vecchi... il futuro è legato ha chi ha ancora voglia di guardare al futuro ed impegnarsi per esso, per renderlo migliore, per tutti.
E' legato a chi è giovane, non sulla carta d'identità, ma nella mente...
E' legato a chi è aperto, a chi guarda lontano, a chi rispetta.. a chi crede nella libertà, di pensare, di essere, di fare... credendo però nella necessità di eliminare tutto ciò che frena il futuro, come l'incertezza, l'insicurezza (anche fisica nelle città.. nel Paese), il non voler fare, la mediocrazia...

Il merito, non la mediocrità, deve essere alla base della ricostruzione dell'Italia.
Il merito c'è... non è solo in chi ha preso un volo per andare all'estero (rispettabilissimo... ), il merito c'è anche in Italia, in chi è rimasto qui e ogni giorno crede in ciò che fa e crede che dare il meglio sia importante, perché tutti insieme dando il meglio si può cambiare.
Andare fuori dai confini nazionali deve sempre essere una scelta, non un obbligo, non una costrizione...

Il futuro dell'Italia parte da chi resta (o chi va via) non smettendo di credere in lei.

Ebbene, vicende politiche non degli ultimi giorni, ma degli ultimi anni, non ci favoriscono...

Italia è ostaggio della mediocrità, degli interessi, degli inciuci.

Ma in Italia ci sono anche milioni di persone che la amano e agiscono, come possono, per lei, a fronte di tante che non ci credono più, approfittano, pretendono, sprecano risorse, favoriscono corruzione e amicizie, raccomandazioni....


Questo post di oggi pomeriggio forse è un po' inutile, ma volevo solo esprimere ciò che sentivo dentro.

Italia è in mano a chi lavora, studia, crede con fiducia... è in mano a chi ama il verbo fare.

Gli spettacoli indecorosi a cui assistiamo guardando verso Roma non devono forviarci... come gli sprechi enormi che enti pubblici ad ogni livello confezionano... anche nel pubblico c'è gente in gamba, come nel Paese..
Il problema sono le catene che trattengono l'Italia.. come burocrazia, tasse, mediocrità....

Imprese, lavoro, futuro hanno bisogno del lavoro di tutti noi, nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità....

Il merito, in ogni campo, deve prevalere..
Se no la mediocrità ci seppellirà, insieme a tutto il resto.

Astensionismo è sempre più alto perché ci stanno assopendo e convincendo che votare è inutile... ma non c'è niente di più antidemocratico di ciò quindi, Napolitano e Renzi a parte, torniamo a credere nella nostra Italia e non facciamoci mettere da parte..


mercoledì 2 ottobre 2013

Non mollare... Le soddisfazioni arrivano, inaspettate, se ci credi... e stravolgono tutto

Buonasera.

Sono le 22.49 e sono rientrata a casa dal lavoro da meno di un'ora, dopo veloce cena al Mc...

Da qualche settimana sono entrata in una società di consulenza direzionale-strategica, avente come clienti principalmente banche e, i ritmi di lavoro, sono molto forti. Ogni giorno, a partire dalle 9 di mattina, presentazioni power point, file excel e documenti da leggere accompagnano le mie giornate per molte molte ore, fino a quando il sole su Milano non è tramontato.

Beh che dire, io al momento sono molto molto felice.

In un contesto come quello che tutti stiamo vivendo, con un'Italia stretta nella morsa di una crisi sempre più forte, popolata di persone che la amano, ma spesso guidata in modo non molto efficiente ed efficace (per non essere troppo "politicamente scorretti") aver trovato un lavoro che mi piace e mi soddisfa mi rende davvero orgogliosa.

Negli ultimi mesi, non lo nego, anche io ho vissuto dei momenti di disorientamento.

Dopo la laurea sono stata per circa un anno stagista presso la Camera di Commercio di Milano, che sempre ricorderò con affetto e stima... un'Istituzione molto prestigiosa e soprattutto molto attiva per favorire lo sviluppo e il rafforzamento del sistema economico locale.
Ho anche tentato un concorso presso la nostra banca centrale, a Roma, non andato a buon fine... 
Nel corso dei mesi, mandando decine e decine di cv ogni giorno, tra colloqui e colloqui (senza chiamate successive), iniziavo a perdere la fiducia.

Poi però tra i tanti CV inviati senza tregua e i tanti colloqui ho trovato la mia strada e nei prossimi mesi sarò impegnata in prima linea in progetti nel mondo bancario e finanziario, con quotidiane sfide, incontri, contatti...
In pochi giorni ho imparato una marea di nuove nozioni, tecniche, modalità di comunicazione, strumenti...

Mi piace molto tutto ciò.

Con questo post frenetico vorrei solo lanciare un semplicissimo messaggio questa sera.

  Non arrendetevi!!!
 Mi rivolgo ai giovani come me, ma anche a tutti coloro che vivono un momento di disorientamento.
In questi ultimi anni ho imparato che l'investimento più grande che si può fare è su se stessi!


Quante giornate e quante notti passate a realizzare riassunti dei libri e delle lezioni universitarie, per prepararmi al meglio per gli esami... Quanta ansia nell'attesa dei voti...
Io parlo della mia esperienza personale, ma ognuno ha la propria, ugualmente preziosa.

Il momento che stiamo attraversando è estremamente difficile e mi spiace davvero molto leggere i dati relativi alla disoccupazione diffusi periodicamente dall'Istat. Sono allucinanti, come allucinante è il disorientamento di chi, trovando soluzioni per ridurre spesa improduttiva e tasse, dovrebbe favorire il rilancio dei consumi, degli investimenti, delle imprese, del lavoro....

Il momento è terribile, ma in questo momento credo mollare sia la cosa piu sbagliata.

Capisco chi ha voluto orientare la propria vita al di fuori dell'Italia:  non di rado anche io ho pensato di andarmene e non posso negare lo farò magari in futuro, magari per un periodo.

Credere nell'Italia però dovrebbe rimanere... e soprattutto CREDERE IN SE STESSI.

Investiamo su di noi e sulle nostre vite.


Io in questo post volevo esprimere la mia soddisfazione per la strada imboccata da qualche settimana.

Sono consapevole che non sarà facile percorrerla:  ogni giorno ci saranno ostacoli da superare, scalini da salire, dubbi, obiettivi, impegni... .. ma sicuramente ne varrà la pena...

Ho avuto una fortuna immensa e ho tantissima voglia di fare.... e auguro a tutti i lettori di questo post di avere tutto ciò... e anche a chi non lo legge, ma si trova disorientato, in questa Italia che ormai è come una zattera in mezzo all'oceano, senza una meta sicura...

Buona fortuna a tutti!!! 


Non posso non ringraziare Milano, città che mi sta donando ancora un'ottima opportunità e che adoro... L'ho scelta come città in cui studiare e da sempre ho desiderato viverci... Sicuramente avrà 1000 difetti e in 1000 questioni meriterebbe dei miglioramenti, ma uscire la sera dal lavoro e nel buio vedere il Duomo illuminato non ha prezzo. Grazie Milano!!! Grazie di tutto!!! 

giovedì 29 agosto 2013

Ciao Camcom... con qualche pensiero....

La notte prima dell'ultimo giorno di scuola, la notte prima dell'ultimo giorno di liceo, la notte prima della laurea sono notti particolari, come tutte le notti dopo un periodo più o meno lungo della propria vita, come tutte le notti nelle quali termina una strada, percorsa passo dopo passo tutta d'un fiato, e ci si chiede dove condurranno i passi successivi. Voltandosi indietro si vedono tante piccole montagne, nella mente scorrono immagini, spesso in ordine casuale, ricordi di momenti, persone, pensieri e contemporaneamente domande, dubbi, paure e speranze si intrecciano. 

Questa per me sarà una notte così. Sarà una di quelle notti trascorse tentando di dormire, ma nelle quali dormire in fondo è molto difficile e forse toglierebbe un po' quella magia, rara, che in certi momenti della propria vita si riesce ancora a sentire. 

Domani mattina, per l'ultima volta, raggiungerò la mia postazione nell'ufficio in cui ho trascorso gli ultimi 12 mesi. 
E' passato già un anno dallo scorso settembre quando, poche settimane prima di concludere il mio percorso accademico, ho iniziato il mio stage presso l'Ufficio Credito della Camera di Commercio di Milano. 

E' stato un anno importante, sicuramente. Un anno pieno. 

Giorno dopo giorno ho imparato moltissimo. Ho imparato soprattutto a conoscere me stessa sotto un aspetto diverso, alle prese con la mia prima vera esperienza lavorativa, con i miei primi veri colleghi, il mio primo vero responsabile, le mie prime vere responsabilità. 

E' stato un anno bello e ricco, in un bell'ambiente, con delle belle persone. Lo dico col cuore, davvero. Certamente ci sono state giornate nelle quali qualcosa non è andato alla perfezione e momenti di difficoltà, ma tutto in un contesto molto positivo e, sicuramente, utile come prima fondamentale tappa della mia strada lavorativa.

Da domani, timbrando il mio badge, ricomincerò a camminare e spero di scoprire presto dove mi condurranno da ora in poi i miei passi.
Sicuramente, in tutto ciò che farò, spero di riuscire a mettere tutta la mia passione, la mia voglia di fare, la mia grinta. In questi mesi queste 3 cose mi hanno aiutato moltissimo, anche quando magari non sono riuscita a farle trasparire come avrei voluto, loro ci sono sempre state. 

Prima di concludere, non posso non ringraziare tutti coloro che in questo anno hanno condiviso  con me sorrisi, nervosismo, risate, battute, momenti di concentrazione, pause pranzo, caffè, presentazioni power point, file excel, pensieri, sensazioni....
Un grazie enorme ai miei colleghi, tutti.... Un grazie al mio responsabile, che sicuramente mi ha aiutato a crescere, supportandomi nel mio primo ingresso nel mondo del lavoro... Un grazie a tutti gli amici conosciuti, con un grosso in bocca al lupo per il loro futuro, con la speranza di rivederli, anche se non saremo più lì in via Meravigli, insieme.

Grazie alla Camera di Commercio di Milano. Sono orgogliosa di aver fatto parte di questa Istituzione, anche se per un periodo limitato di tempo. Un grosso augurio anche a Lei e a tutti i colleghi che continueranno a farne parte... Un augurio perchè in un contesto economico così difficile possa continuare nel suo ruolo di supporto allo sviluppo e alla vita del sistema imprenditoriale milanese, mantenendo sempre quel grado di innovatività che la contraddistingue e la rende importante.


 
Ciao Camcom!!! 
Ciao a tutti!



mercoledì 10 luglio 2013

Due strade da cercare.... pensieri di un pomeriggio :)

Sono nata e vivo in Italia… 
sì l’Italia, quella penisola meravigliosa nel cuore del Mediterraneo, ricca di arte, cultura, luoghi e ricchezza.

Tutto ciò che mi circonda in certe giornate, però, sembra solo un'enorme gabbia.

Sono sempre stata una persona forte e determinata, con molti sogni, forse più di quanti sia possibile gestire in una vita. Ho sempre messo passione, in tutto ciò che ho fatto fino ad ora… ma avere sogni e passione mi rendo conto sia estremamente difficile in un periodo come questo dove non solo il futuro, ma anche il presente, sono assolutamente incerti.

Quest’anno, dopo aver concluso la mia laurea magistrale, ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro e ora, a poche settimane dalla fine della mia prima esperienza di stage, sto pensando molto a me e a tutto ciò che mi circonda.

Di me non so che cosa sarà nei prossimi mesi e spero di scoprirlo al più presto. A volte mi rendo conto di aver commesso degli errori negli anni passati, ma non mi pento di ciò che ho vissuto e cercherò di rendere i prossimi anni in linea con le mie aspettative e, se possibile, con i miei desideri, anche quelli più profondi che fino ad ora ho lasciato un po’ lì abbandonati, come dei vagoni in una vecchia ferrovia, senza rendermi conto che loro in quella vecchia ferrovia proprio non avevano voglia di rimanerci. I sogni, quelli veri, chiusi a chiave in un cassetto proprio non sanno starci e prima o poi (spero prima che poi) troverò il modo di farli uscire…

Del mio Paese sono innamorata, come sono innamorata di Milano, la città nella quale vivo (per studio e lavoro) ormai da più di 6 anni.
Entrambi mese dopo mese li ho visti declinare e ciò mi preoccupa molto. Quando apro i giornali, o accendo la televisione, mi sento tremare la terra sotto i piedi.

Sono solo pensieri, in un pomeriggio un po’ così, in un momento un po’ così.

Sto perdendo la fiducia in tutto ciò che mi circonda, ma in fondo, contemporaneamente, sta crescendo in me una forte ansia perché mi rendo conto che è molto molto difficile fare qualcosa per cambiare tutto ciò, ma nello stesso tempo è necessario. 

Questo post non lo leggeranno moltissime persone, ma rivolgo lo stesso un appello a tutti coloro che al momento sono impegnati attivamente nel tenere in piedi l’Italia, politicamente ed economicamente (perché nel tenerla in piedi siamo coinvolti tutti, nei nostri ruoli e nelle nostre attività). 
Fate qualcosa perché questo Paese che, giorno dopo giorno, sembra morire sempre di più ricominci a credere nel proprio futuro.
Io parlo da giovane, nata e vissuta in un’Italia che amo, ma che non sento più tanto mia. Ho voglia di ritornare a credere in lei… e in tutto ciò che mi circonda.

Io nei prossimi mesi ed anni dovrò cercare la mia strada… in fondo la ricerca della propria strada credo non si fermi mai nel corso della vita.

Anche l’Italia nei prossimi mesi ed anni dovrà cercare la propria strada…
io sto facendo tutto il possibile per poter trovare la mia… chi ancora ama questa meravigliosa penisola faccia tutto il possibile per farla camminare verso una ripresa e verso una crescita.


Fiducia ne ho molto molto poca,  ma la speranza non deve mancare mai.





mercoledì 10 aprile 2013

Sogni, pensieri, domande



Ci sono sogni abbandonati lì, come vecchi vagoni in una ferrovia.
La vita ti ha portato lontana da loro e tu li hai lasciati allontanare da te, chiudendoli in un cassetto, infondo al tuo cuore. 





Giorno dopo giorno hai trovato nuovi obiettivi per i quali lottare e passo dopo passo ogni giorno cerchi di arrivare lì, dove la strada ti sembra condurre.

Ogni tanto, però, capita di sentire una voglia incomprensibile di riaprire quel cassetto  ormai impolverato e, nonostante tutto ciò che è successo, nonostante tutto ciò che è cambiato, capita di risentire ancora gli stessi brividi di quando, per realizzare quei sogni lontani, avresti fatto di tutto.

Ricordi, domande, riflessioni, idee iniziano a scontrarsi irrefrenabilmente dentro di te.
Vorresti fermarli, ma non ci riesci.

Ti rendi conto che tutto ciò che quotidianamente fai, tutto ciò a cui quotidianamente cerchi di puntare e tutto ciò in cui quotidianamente credi forse hanno ancora bisogno della tua voglia di sognare.

Ti rendi conto che i sogni nella vita possono cambiare, si possono aggiungere nuovi sogni., ma certi sogni quelli più profondi, quelli più veri, non riuscirai mai ad abbandonarli davvero.

E ti inizi ad interrogare.

Sei cresciuta, sei cambiata, hai raggiunto importanti traguardi, cammini per realizzare i tuoi obiettivi, ma è possibile dedicare un po’ di spazio anche a ciò che hai sempre desiderato?
C’è spazio nella tua vita, frenetica e piena di impegni, anche per qualcosa che vada oltre?

Sono domande che ti poni soprattutto in quei momenti della vita in cui concludi una parte fondamentale di essa e ti ritrovi a dover progettare come proseguire, da quel momento in poi, consapevole che in realtà
“la vita è quello che accade mentre si fanno progetti su come viverla”.

 

sabato 27 ottobre 2012

Pensieri di un sabato d'autunno



E' sabato. E' un sabato di autunno.
Da quando ho terminato l'università, il fine settimana ha un sapore diverso... niente libri, niente appunti, niente fretta... 2 giorni che scorrono lenti, in mezzo a giorni frenetici, pieni di lavoro, pieni di impegni.

Oggi sono a casa, qui a Milano. Con la mia coinquilina abbiamo cucinato un pranzetto fantastico (funghi, panna e tagliatelle... con un bel bicchiere di vino rosato...) e adesso sono qui nella mia stanza.
C'è silenzio... Nel weekend cambia Milano, cambiano i suoi suoni, cambiano i suoi tempi, cambiano le persone. Proprio sotto la mia finestra c'è un grande viale, dove passa che il tram 16, sempre molto trafficato.
Sabato e domenica tutto sembra più tranquillo...
Mi piace tanto questa casa, mi trovo bene. Sono qui da poco più di 2 mesi... mi piace la zona e mi piace affacciarmi e vedere sotto di me vita, traffico, gente.

Questa mattina ho seguito, grazie al sito del Sole24ore, l'evento dei giovani di Confindustria, con interventi e i dibattiti... negli scorsi anni ho passato diverse giornate girando per convegni ed eventi, mi piaceva molto. Adesso non studio più.. il tempo libero è davvero poco, ma mi fa piacere seguirli ugualmente, quando possibile, anche stando a casa, il sabato mattina, con un tazzone di caffè e tanti pensieri nella testa.
Nell'evento di questa mattina ho sentito come sempre parole e pensieri importanti, che mi hanno dato speranza. Purtroppo ho avuto molto spesso queste sensazioni, ma spero siano il segno che qualcosa si muove, che i giovani e gli italiani abbiano ancora voglia di costruire e di rilanciare il proprio futuro.
Il periodo non è dei migliori.
Parlando da neolaureata mi rendo conto che realmente il clima è diventato irrespirabile.
Io ho avuto la fortuna di trovare uno stage che mi piace molto, in linea con quanto ho studiato e con i temi che mi appassionano, per cominciare la mia carriera post-universitaria... ma il dinamismo del mercato del lavoro e le opportunità che erano presenti soltanto 5 o 6 anni fa per i giovani oggi sono diminuite e anzi, sono divenute quasi assenti.

Che dire? Io credo ancora. Non so cosa faremo, non so se ci sono soluzioni, non so cosa accadrà nei prossimi mesi in Italia e in Europa.. Spero sia possibile trovare persone in grado di prendere in mano le redini.. e spero che ognuno, anche io nel mio piccolo, riesca a dare il suo contributo per costruire un domani nonostante tutto... Persone valide e competenti in giro ce ne sono tante... e ci sono anche molte energie e molti ragazzi e ragazze pronte a scommettere su loro stessi.
Lo vedo anche nel mio lavoro. C'è fermento.. tra chi inventa start up, tra chi partecipa ad iniziative per innovare, tra chi propone nuove idee..

In questo sabato pomeriggio come vedete sto pensando a molte cose...
Mi basta poco per sentirmi bene:  il mio PC, la finestra aperta per far entrare il vento e i rumori dell'autunno, un buon pranzo, una coperta, Twitter, il mio blog, Milano....

Buon weekend!!! Buon autunno!!