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lunedì 11 novembre 2013

Cosa vi siete inventati per vincere la crisi?

Cosa vi siete inventati per vincere la crisi?

Leggo questa domanda scorrendo rapidamente la mia Home di Twitter, durante una veloce pausa caffè.
E' una domanda posta da @VirusRai2, account del talkshow condotto da Nicola Porro su Rai 2, in onda venerdì sera.

Sono molto contenta di leggere questa domanda, dopo serate trascorse a vedere ore ed ore di programmi (su diversi canali) fondati sul mostrare il lato terribile della crisi, che purtroppo sta portando molte persone e molte imprese nella più totale difficoltà, programmi interessanti, ma spesso deprimenti, dove si mostra solo ciò che va sempre più peggio e sembra quasi impossibile veder qualcosa di buono, qualcosa di migliorabile. Sembriamo sempre più inermi di fronte al PIL che crolla, le tasse che aumentano, l'incertezza politica e la perdita quasi totale di speranza.

L'Italia e tutti noi, eppure, abbiamo proprio bisogno di sperare. Cercare delle soluzioni x il nostro futuro è l'unico modo per avere un futuro.

In Italia tutto sembra terribilmente difficile.

Vincere la crisi è estremamente dura ed è una vittoria che l'Italia può fare in un solo modo: restando unita e puntando su ciò che di buono e di forte ancora vive in lei.

Parlo dei giovani. E' solo un esempio.

I giovani sono immersi in un momento difficilissimo, col mercato del lavoro bloccato. La paura per il domani è fortissima.

Parlo di me, in questo post, per rispondere a quella domanda.

In questa situazione, io, nel mio piccolo e personale percorso di vita, ho cercato di vincere la crisi, almeno per me, e l'ho vinta.

La crisi finanziaria ha iniziato a farsi sentire proprio alla fine del 2007, quando ho iniziato a studiare Scienze Bancarie, finanziarie e assicurative.
Mi sono laureata lo scorso anno, in uno dei momenti peggiori per l'economia italiana.
Non conoscevo nessuno che mi potesse aiutare, in un Paese dove, non si può non ammetterlo, spesso le conoscenze di qualcuno contano molto più che le conoscenze di qualcosa.

Ebbene, non mi sono fatta convincere che qui in Italia il merito fosse inutile. Emerge difficilmente, ma può emergere.

Il mio desiderio era lavorare in banca. In questo momento orribile per l'occupazione anche nel settore finanziario, mandavo cv quasi ovunque, ogni tanto pensavo sarebbe stato impossibile riuscire, in un momento così.
E invece no. Da circa 1 mese lavoro in una società di consulenza strategica, proprio nella banca (fatalità) nella quale avrei desiderato lavorare.

E' vero, con questa crisi orribile molte porte sono chiuse, ma con coraggio ho provato ad entrare da una finestra.

Su cosa ho puntato? Solo su una cosa, sullo studio: 5 anni di università vissuti non solo studiando libri e slide, ma soprattutto cercando di comprendere, con passione, il mondo che stavo studiando.

Ebbene questo mi ha aiutato. Questo mi ha permesso di vincere la crisi.

Certo, so bene che la fortuna non mi ha abbandonato mai e ringrazio davvero la vita per avermi dato la possibilità di farla fruttare. La fortuna però, senza forza e senza determinazione, non mi avrebbe condotta da nessuna parte.

Astraendo un po' dalla mia esperienza personale, penso che sia possibile trasferire ciò che ho imparato anche all'Italia.

L'Italia vive un momento terribile, è frenata da numerose e pesanti inefficienze, corruzione, clientelismi, favoritismi, pressione fiscale enorme, sprechi, malagestione sono solo alcuni dei grandissimi massi che frenano la ripresa.

In Italia però, per fortuna, non c'è solo questo. La ricchezza più grande dell'Italia sono le persone, giovani e non giovani, che nonostante sappiano quanto sia difficile vincere la crisi, provano a farlo ogni giorno, ognuno nel proprio ambito.
Ci sono imprenditori che nella difficoltà cercano soluzioni per ripartire, per rilanciarsi, innovano, creano.
Ci sono imprenditori che mettono l'azienda e i propri dipendenti davanti a tutto, in enorme difficoltà, che non vanno lasciati soli ma sostenuti.
Ci sono milioni di persone qui in Italia che nel proprio ruolo, ovunque tale ruolo sia, danno il massimo.

Queste persone esistono.
Sono molto contenta di aver letto questa domanda.. Complimenti a VirusRai2!

La crisi è tremenda, vincerla sembra quasi impossibile ma cercare soluzioni, per noi stessi e per il nostro Paese, è ciò che dobbiamo fare.... l'unica strada per non veder morire la nostra vita e la nostra Italia è puntare su chi ancora ci crede.

Buona serata a tutti!!

Torno al lavoro. Faccio orari molto pesanti, tutte le sere non rientro a casa prima delle 21.30, ma sono soddisfatta e serena: puntare su di me durante questa crisi mi ha consentito di vincerla e, ovviamente, auguro a tante altre persone di riuscire a farlo, nel loro piccolo, nel loro mondo, anche qui, in Italia.

lunedì 21 maggio 2012

Domande





Farei retorica nel definire quello che stiamo vivendo un momento difficile, a livello italiano e a livello internazionale.
Questa sera però ho voglia di scrivere alcune riflessioni sui pensieri che stanno attraversando la mia mente anche se, tali pensieri, si muovono in modo talmente rapido che fermarli qui è soltanto un'illusione.
Mi trovo in un periodo di transizione. Fra pochi mesi concluderò il mio corso di laurea magistrale e, come tanti altri ragazzi, cercherò di entrare nel mondo del lavoro. Negli scorsi anni ho cercato di dare il meglio di me stessa, superando con impegno e con determinazione tutte le piccole-grandi difficoltà che ho trovato sul mio cammino. Lo studio ha sempre rivestito un ruolo importante nelle mie giornate, ma non mi sono limitata a leggere libri e slide per preparare gli esami universitari. Soprattutto dopo aver preparato e discusso la mia tesi triennale, ho iniziato ad accostare l'impegno alla passione, cercando di approfondire i temi che maggiormente mi interessavano attraverso la partecipazione a convegni ed eventi.
Adesso, a pochi passi dal raggiungimento della tanto attesa meta, a pochi passi dalla conclusione della mia carriera accademica, mi sembra difficile immaginare qualcosa di concreto per il mio futuro. Studiare in un periodo di crisi e di cambiamento come quello che stiamo vivendo ho sempre pensato fosse un elemento di arricchimento per la mia formazione. In effetti, approfondire i temi legati al mondo bancario-finanziario in questi anni mi ha consentito di comprendere i limiti che hanno condotto i principali paesi occidentali nella situazione che attualmente stiamo vivendo, rendendo enormemente utile tutto ciò che trovavo al di fuori dei libri sulla mia strada.
Oggi, però, inizio a sentire la crisi sulla mia pelle. Questa crisi, di cui ho parlato nella mia tesi di laurea triennale e di cui parlerò, sotto diversi aspetti, nella mia tesi di laurea specialistica, inizia a non essere più un elemento di analisi, di lettura, di ricerca... Questa crisi sto iniziando a viverla.
Come tutti i giovani che stanno per concludere il proprio percorso di studi inizio a pormi delle domande su cosa accadrà domani. Le risposte a tali domande non le trovo. Io ho sempre creduto nel mio Paese, anche nei momenti di maggiore difficoltà, anche ora. L'Italia è uno stato importante e sono orgogliosa di esserne parte. Nonostante questo, però, giorno dopo giorno sto iniziando a perdere fiducia in ciò che questo Paese, questa Italia, può offrire a me e ai miei concittadini nel futuro. Tutto mi sembra grigio e buio.
Poi però mi fermo di nuovo a riflettere... sono Italiana e quindi faccio parte di tutto questo. Sono giovane. L'Italia ha bisogno di me?
Spesso mi pongo questa domanda. In mille posti e da mille persone sento un solo consiglio: "vai via da qui". Eh si... in effetti questo posto non sembra un posto per chi ha voglia di crescere.. questo non è un Paese per giovani e per il merito. Poi mi rendo conto, tuttavia, che di questo Paese io ne faccio parte. Sono nata in Italia, ho studiato in Italia, ho vissuto in Italia. Se l'Italia permette a chi ha la mia età di dubitare di Lei, che Italia sarà fra qualche anno? Io mi sento oggetto e soggetto allo stesso tempo. Sono Italia... e l'Italia la sento distante, difficile, inerme.
Quanta confusione. Questo post è una sintesi della confusione che alberga nella mia mente e nella mente di molti miei coetanei. Da un lato avrei voglia di seguire quel consiglio, di andare via... ma poi... poi sento ancora quella piccola lucina di speranza..

L'Italia deve cambiare. Il cambiamento può venire da un nuovo modo di guardare la realtà... può venire dai giovani... Senza i giovani l'Italia morirà. Il merito vale sempre meno... le inadeguatezze in ogni aspetto della vita in Italia aumentano... per gli studenti, per le famiglie, per gli imprenditori, per tutti. Quanto può continuare questa situazione?

Le mie sono solo riflessioni, e paure... ma accanto all'insecurezza vorrei che il mio Paese mi consentisse di mantenere qualche sogno. Io ho voglia di sognare...e voglio sognare in Italiano. Lo so.. le nuvole sono molte.. ma i raggi di sole possono passare soltanto se tutti noi, io compresa, ricominciamo a credere nel nostro futuro.

Negli ultimi mesi le notizie economiche-politiche-finanziarie non sono consolanti. Tutto sembra sempre più difficile... ma la storia ci ha insegnato che i momenti più critici hanno preceduto i momenti più brillanti... e io voglio crederci.... ho ancora voglia di crederci.. non so bene in cosa, non so bene cosa, ma ho voglia di non smettere di credere.

Scusate per questo post un po' caotico... c'è tutto e niente in questa pagina.. non so se qualcuno l'ha letta fino a qui... il mio obiettivo principale era lasciar scorrere le dita sulla tastiera. Scrivo poco ultimamente, ma scrivere mi piace sempre molto.. mi permette di pensare e di ritrovare me stessa, parola dopo parola, pensiero dopo pensiero.
Questo sfogo non servirà a nulla probabilmente, ma spero possa dare a me la forza di continuare a correre... le strade sono sempre più incerte e perturbate, ma continuare a camminare è l'unico modo per raggiungere qualche meta... quale sia la meta non è chiaro, ma per definirla i sogni sono ancora ammessi, nonostante tutto.. 

martedì 6 dicembre 2011

Ma anche quest'anno il Natale arriverà a Milano?


Sono passati quasi cinque anni da quando sono diventata una studentessa milanese.
Quando ero piccola desideravo vivere in questa città e ora sono quasi arrivata alla fine della mia carriera università, vissuta a pochi passi dalla Basilica di Sant'Ambrogio.
Nel 2007, quando finito il liceo mi sono trasferita qui, Milano mi sembrava immensa. A lezione si cominciava a parlare della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti, sembrava un argomento come gli altri, sembrava lontana, oltre l'oceano. In pochi mesi però ci siamo resi conto che l'America e l'Europa sono molto vicine e il mondo in fondo non è poi così grande. In pochi secondi possiamo collegarci con qualsiasi luogo e soprattutto possiamo investire i nostri fondi in titoli di ogni tipo e di ogni provenienza.
La crisi in Europa si è radicata profondamente. All'inizio era una crisi della finanza, poi è diventata una crisi economica, poi una crisi del debito e infine oggi si sente più che mai il suo effetto sulla vita reale.

Milano in questi cinque anni è cambiata moltissimo. Io insieme a lei sono cresciuta, ho imparato a pensare, a dubitare, a crescere, a diventare una donna, tra momenti belli e momenti difficili, tra il divertimento e soprattutto la solitudine che a volte solo questa città sa regalare.
Oggi a fine 2011 la crisi non è in Borsa, non è sui titoli dei giornali, la crisi oggi è nelle strade. E' nei negozi vuoti, con cartelli promozionali di ogni colore e dimensione all'inizio di Dicembre. La crisi si vede alla "pausa pranzo", quando nei locali siedono appena 2 o 3 persone e si vede all'ora dell'aperitivo, quando è semplice trovare un posto in un bar o sorseggiare un cocktail sui Navigli.

Domani comincia il ponte dei milanesi... con Sant'Ambrogio, l'Immacolata, la fiera degli Obej Obej e i mercatini. Fra poche settimane è Natale.Camminando per le strade sembra però che la "corsa ai regali" quest'anno sia ferma... quest'anno c'è una corsa alle offerte, alle promozioni e al risparmio. Nella gente manca la fiducia per il presente e prevale il timore per il futuro.
Perfino i tradizionali mercatini sono deserti. Ma anche quest'anno il Natale arriverà a Milano?

Il Natale arriverà anche nel 2011. Non sarà un Natale semplice, ma forse sarà anche una occasione per comprendere meglio il significato di queste festività. Quello che conta davvero sono i regali, i festoni, le cene o quello che conta sono le relazioni con le persone a cui vogliamo bene, i momenti trascorsi insieme, l'amore e la fede (per chi crede) verso Dio che è venuto tra noi?
Forse questo Natale, dopo anni di crisi, sarà un Natale più vero...

Certo questo non è un momento semplice. Lo dimostra anche la maxi manovra del Governo Monti.
Nei prossimi mesi è in gioco il futuro dell'Italia, è in gioco il futuro dell'Europa ed è in gioco il futuro di tutti noi.
Spero saremo in grado di vincere ogni sfida, per noi e per il nostro Paese.
Solo così le luci di Natale torneranno a brillare come tutti gli anni e torneremo a girare con le buste piene di doni per le strade delle città.
Servono sviluppo, crescita, fondi, investimenti, ma serve soprattutto la fiducia. Questa crisi, in effetti, è stata caratterizzata in tutte le sue fasi da un calo di fiducia tra gli operatori, tra le banche, tra gli Stati e tra le persone. Questa fiducia va ricreata, al più presto.

Le festività sono ormai vicine e spero saranno un'occasione per comprendere ciò che conta veramente, ciò su cui vale la pena puntare e ciò in cui vale la pena credere... per superare questo momento.
Ognuno di noi dovrà fare la propria parte, non solo pagando le tasse e contribuendo al risanamento delle finanze pubbliche, ma soprattutto mettendo a disposizione dell'Italia e del futuro il nostro modo di essere, le nostra capacità, la nostra voglia di crescere e di cambiare.... e questo appello credo riguardi le persone di ogni età ma in particolar modo i giovani. Siamo noi la chiave del futuro. Non dobbiamo distruggere il mondo e abbandonare ciò in cui crediamo, dobbiamo costruire e sostenere con forza le nostre idee, per migliorare la realtà in cui viviamo e per rendere più equo e più bello ciò che ci circonda.

lunedì 14 febbraio 2011

Basilea 3: cosa cambia per le banche e le imprese italiane

L' 11 febbraio 2011, presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore,si è tenuto un Convegno su Basilea 3, organizzato nell'ambito del Master universitario GEOBANK in collaborazione con Cariparma e Friuladria.
Appena ho letto l'annuncio di questo evento ho pensato che sarebbe stata un'ottima idea parteciparvi, così venerdì scorso ho deciso di trascorrere una giornata nella sede emiliana della mia università.

Sicuramente sono rimasta molto soddisfatta della mia scelta.
Gli interventi che si sono susseguiti dalle 9.30 alle 13.00 hanno affrontato infatti  il tema dell'introduzione delle nuove regole da diversi punti di vista, proponendo riflessioni interessanti non solo per gli esperti del settore, gli operatori finanziari e i dottori commercialisti, ma anche per gli studenti (seppure pochi) presenti in sala.
Basilea 3 sicuramente rappresenta un motivo di grande attualità, come la necessità di sviluppare una comunicazione sempre più efficace ed efficiente tra il mondo bancario e il mondo imprenditoriale.
La crisi che negli ultimi anni ha interessato il mondo della finanza e dell'economia è stata indubitabilmente fonte di problemi e di difficoltà, ma ha posto anche importanti domande e importanti sfide, che devono essere colte, dalle banche, dalle imprese e da tutti gli attori del sistema.


Basilea 3: cosa cambia per le banche e le imprese italiane - Eventi Università Cattolica del Sacro Cuore

Banche e Imprese: ecco Basilea 3 - CattolicaNews

Le novita’ dell’accordo "Basilea 3" in un convegno in Cattolica - PiacenzaSera

Master Geobank: cosa cambia per banche ed imprese - Piacenza24


Ho pubblicato questo post anche sull'altro mio blog (http://www.bankergirl88.blogspot.com/), un blog che contiene riflessioni e brevi interventi anche su altri temi legati alle finanza, all'economia e alle banche.

mercoledì 27 ottobre 2010

WALL STREET Money Never Sleeps


Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai. Un film con questo titolo non può non attirare l'attenzione di una studentessa di mercati finanziari come me. L'ho appena visto al cinema e mi è sembrato un film veramente ben fatto. Un film che presenta non solo il mondo degli affari, dei broker, della crisi finanziaria, delle banche di investimento, di mutui subprime e dei titoli tossici... ma un film che presenta prima di tutto il mondo, con le sue contraddizioni, con la sua competizione, con la sua avidità... con la sua vita.. Un film complesso, sicuramente non semplice da comprendere, come non semplici da comprendere sono i meccanismi che stanno dietro alla speculazione, alla politica, al mondo...ma un film che sicuramente consiglio non solo a chi come me studia o lavora nel mondo delle banche, degli investimenti e della finanza, ma anche a tutti coloro che per qualche ora vogliono entrare in contatto con questo mondo...con un film che va molto, molto oltre...oltre il denaro che non dorme mai...



Titolo Originale: Wall Street: Money Never Sleeps
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Bryan Burrough, Allan Loeb, Stephen Schiff
Anno: 2010
Regia: Oliver Stone
Distribuzione: Fox Italia
Interpreti: Michael Douglas, Shia LaBeouf, Charlie Sheen, Susan Sarandon, Carey Mulligan
Durata: 127'
Data uscita: 22/10/2010