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lunedì 16 giugno 2014

Non ci sono parole.

Raramente su questo blog scrivo per commentare fatti di cronaca. 
Ce ne sono moltissimi ogni giorno e, certamente, ogni storia meriterebbe attenzione, dato che dietro ad ogni storia, anche nera, ci sono persone.
Questa sera, però, non riesco ad andare a dormire senza scrivere due parole, due pensieri, due sensazioni, sulle due orribili vicende che oggi hanno occupato le homepage dei giornali, i social network e sicuramente i pensieri di molti di noi.

La notizia dell'individuazione del presunto assassino di Yara riporta l'attenzione su quanto accaduto a quella ragazzina, uscita di casa per andare in palestra, per allenarsi, per divertirsi, e mai tornata.
L'uomo a cui si è risaliti tra indagini, esami sul DNA, riesumazioni di salme, ricerca di figli illegittimi ha 40 anni ed è padre di 3 figli, ma soprattutto è un uomo e ci si chiede come lui (o, visto che vige presunzione di innocenza, qualcuno come lui) possa aver commesso un delitto così.

Questa notizia non oscura però un'altra altrettanto orribile, ancora più difficile da comprendere, che mette ancora più sgomento. Un uomo, nelle vicinanze di Milano, ha massacrato la moglie e i suoi due bimbi, di 5 anni e di 20 mesi. Tutti gli altri particolari su quanto accaduto, sottolineati vigorosamente in molti articoli (come il fatto che lui prima di ucciderla abbia fatto l'amore con lei) mi sembrano accanimento macabro su una notizia che di macabro ha già molto. Come la ricerca dei moventi. Cronaca ok, ma non ci possono essere cause che giustifichino azioni del genere.

Commentare è difficile e, in questi casi, non ha nemmeno senso, forse.

C'è chi invoca la pena di morte. Io personalmente non sono d'accordo con la pena di morte, certo sarei d'accordo con pene che facessero desiderare a questi individui la morte per il resto della loro vita.

Ma quello che prevale, leggendo queste notizie, è un grande senso di tristezza, enorme.

Non ci sono parole a volte.

Queste vicende sono difficilissime e forse impossibili da comprendere.
Sono accadute qui, a pochi passi da noi, compiute da persone apparentemente per bene, insospettabili.
Nel secondo caso compiute dalle persone con cui le vittime hanno pensato di vivere la propria vita e, nel caso delle piccole vittime, dalle persone che avrebbero dovuto proteggere la loro vita.
Una bimba di 5 anni, un bimbo di 20 mesi e una donna sgozzate.
E una ragazzina, Yara, massacrata di coltellate.

Ogni giorno le notizie che ci bombardano sono molteplici. Tante non le notiamo nemmeno, molte ci passano sotto gli occhi e ci lasciano indifferenti, molte altre ci fanno riflettere un po'... notizie come queste mi lasciano senza parole e forse in casi come questi l'unica cosa che può essere utile è il silenzio.

Sperando che a questi mostri (perchè non si possono definire e/o giustificare in nessun altro modo) ci pensi la giustizia, consapevoli che nessuna pena sarà mai così grande come il male che han fatto.

I mass media saranno sicuramente ricchi di speculazioni su queste notizie nei prossimi giorni, con servizi e programmi che scaveranno nelle vite distrutte delle vittime, spesso senza buon gusto, cercando di accontentare pubblico ed audience. Spero si ricordino, almeno, tutti, di chiamare questa gente con nomi e aggettivi adatti: assassini, punto. (Come ho già scritto per un altro orribile fatto di cronaca, a questo link
> http://laufas88.blogspot.it/2013/05/fabiana-ennesimo-caso-assurdo-di.html)

Io non pubblico le foto delle vittime. Io non sono un giornale, io non ho bisogno di impietosire i miei lettori per attirarli. Lascio solo 4 candele, dedicate alle 4 vittime di questi 2 mostri.
Certe notizie non han bisogno di parole ed immagini, colpiscono fortemente, e lasciano sgomenti. Meglio silenzio, per chi ci crede preghiera, e rispetto...



mercoledì 2 aprile 2014

Qualche pensiero da una Veneta per poche manciate di chilometri

Io sono veneta per poche manciate di chilometri. Sono nata a Peschiera del Garda, il primo Paese veneto del Lago di Garda. Se devo essere sincera mi sento più lombarda, che veneta, considerando il fatto che da tanti anni ormai vivo a Milano e che in precedenza ho studiato in provincia di Brescia.

Sulla questione del secessionismo veneto non ho informazioni adeguate per commentare in modo adeguato le vicende di oggi. Quindi non lo farò.

Sicuramente non ho nessun dubbio nel considerare fondamentale bloccare ogni forma di violenza e chiunque inciti a ciò.
Violenza va bloccata, da qualcunque parte provenga.
Ho idee diametralmente opposte rispetto ai Notav, ma penso che non condannare chi tra i Notav è violento e distrugge faccia male a tutto il movimento.
Non ho idee affini ai secessionisti veneti. So bene i motivi che portano il Veneto a sentirsi occupato... e in parte li comprendo molto bene... Ed anche per loro, per coloro che stanno esponendo in maniera forte tali motivi, penso sia favorevole fermare i violenti.

Siamo dentro un periodo di crisi epocale, crisi finanziaria, crisi economica, crisi politica e sociale... in Italia la crisi è a 360 gradi, periodo che spesso viene paragonato (guardando anche ai dati macroeconomici) al periodo della II guerra mondiale.
Preciso che non sono esperta di storia, anzi mi rendo conto che purtroppo è una delle materie che negli anni ho studiato molto poco.

Dalla situazioni di crisi a 360 gradi però possono nascere conseguenze molto pericolose.

Questo per dire che sono fortemente d'accordo col condannare coloro che spingono movimenti legittimi a superare il confine tra espressione di idee e distruzione.
Demagogia e violenza sono letali e pericolose.

Detto questo sono d'altra parte per il rispetto e il sostegno alla libertà di idee e di stampa.

Come detto prima, sono diametralmente opposta come idee rispetto ai Notav. Accanto alla condanna fortissima di chi distrugge o incita a farlo, però, sono favorevole a chi esprime idee..e le scrive, se queste non sono direttamente collegabili a chi produce violenza.

Stessa cosa penso sulla questione dei secessionisti veneti di oggi. Sono completamente d'accordo col fermare frange violente e anche chi simbolicamente propone simboli violenti (il carrarmato non è certo simbolo di libertà di espressione e di democrazia... ma di guerra).
 
Bene, non vi nascondo la profonda incertezza e tristezza che mi ha colto oggi nel sapere che a casa del direttore di un giornale online (www.indipendenza.com) sono entrati i Carabinieri per perquisire (cercando strumenti per terrorismo...) e sequestrare pc.
Non dico sia ingiusto. Non conosco i fatti, quindi ammetto che potrebbero esserci enormi ragioni e rispetto il corso delle indagini e il potere indiscutibile di forze dell'ordine e di chi giudicherà.
Dico solo che è molto triste questa notizia.

Non è il primo caso che provoca tristezza.
Il caso di Alessandro Sallusti è emblematico.. come altri casi per giornalisti di Panorama...

Le leggi vengono applicate rispettando ovviamente la correttezza formale... e le indagini, le condanne, i processi, ovviamente non direi mai abbiano qualcosa di illegale, perchè rispetto lo Stato e le sue Istituzioni, lo farò sempre.

Certo anche lo Stato, le Istituzioni e chi li rappresenta e le rende vive è umano, e come umano può essere oggetto di pensieri...
Dico solo che sarebbe bello se la Giustizia Italiana diventasse più efficiente, condannando tutti coloro che commettono reati... tutti... con tempi velocissimi... TUTTI.
Le cause e i processi dovrebbero avere tempi rapidi per chiunque... perchè maggior efficienza ridurrebbe anche uno dei più grandi freni agli investimenti esteri in Italia, i tempi e l'incertezza della Giustizia..

A parte tutto, i miei pensieri in questo momento propendono per una forte tristezza.

E' giustissimo condannare chi tenta di portare violenza all'interno del nostro Paese.. la Democrazia è da difendere...
La Democrazia però va difesa a pieno. E tutti noi ne siamo responsabili e custodi...


Con questo post ho voluto solamente esprimere qualche pensiero a livello impulsivo.

Confermo la mia fiducia nello Stato e nelle Istituzioni, nonchè la speranza che la democrazia non sia in pericolo, nè da parte di violenti nè da parte di se stessa :)

 


mercoledì 8 gennaio 2014

Vittima di un Paese insicuro e di uno scherzo

In inglese istruzione si dice Education.
La scuola dovrebbe essere quel luogo in cui i bambini e i ragazzi entrano in contatto con qualcuno che li educhi... Insegnando certo tantissime nozioni, ma soprattutto fornendo gli strumenti per vivere in modo civile nella società...

La notizia della tragedia di oggi è su molti giornali, ne cito solo 2, per tempo che come sempre corre
- http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2014/8-gennaio-2014/studente-cade-pozzo-scuolamuore-studente-17enne-2223891832345.shtml
- http://www.liberoquotidiano.it/news/1382784/Lecce____enne_muore_a_scuola__precipita_nel_pozzo_luce.html

Un ragazzo di 17 anni è  morto a scuola, proprio lì in quel luogo che dovrebbe essere sicuro.

Le scuole a livello architettonico-ingegneristico sappiamo bene che in Italia lasciano molto a desiderare e sicuramente, con maggiore cura e con maggiori presidi, questa tragedia sarebbe potuta essere evitata, come tante altre che purtroppo potrebbero accadere, negli edifici fatiscenti che ospitano coloro che rappresentano il futuro del Paese..

La causa scatenante è stato comunque uno scherzo: alcuni compagni hanno lanciato il giubbotto della povera vittima al di là di una recinzione e lui, per riprenderlo, l'ha scavalcata.
Ok quel pericolo lì non doveva esserci, colpa infrastutturale, di certo, ma le scuole sono ancora luogo di educazione al vivere civile?
Il bullismo è presente sempre con maggiore forza, giustificato da insegnanti che troppo spesso lo considerano uno strumento di crescita, una valvola di sfogo per chi è disagiato, una cosa normale...
Il bullismo invece dovrebbe essere considerato un reato e punito, severamente.
La classica frase "la prossima volta ti metto una nota, la prossima volta sarai sospeso" non basta, nei confronti di chi, in tenera età, delinque.
Gli scherzi sono una cosa, il prendere di mira compagni e compagne, l'essere prepotenti, l'infastidire, talvolta in modo violento, l'insultare... sono un'altra cosa e in quanto tali andrebbero punito con certezza e severità.

Certo il non punirli prepara alla vita in uno Stato in cui la certezza della pena è spesso inesistente... mentre sempre piu' reati e delinquenti rendono la nostra Italia sempre più insicura.

La sicurezza dovrebbe essere un diritto, preteso con forza...

Le nostre città sono allo sbando, vittime certo di una incontrollata presenza di molte persone provenienti da ogni parte del mondo (Italia compresa...), che delinquono, ma vittime soprattutto della presenza di uno Stato che non è più in grado di difenderci, nel quale chi vuol far del male, dalle scuole alla vita adulta, sa che non verrà punito o che la pena sarà lieve, superabile, aggirabile.

Una situazione del genere parte proprio dalle nostre scuole...

I ragazzi scherzano certo... a volte però gli scherzi sono pesanti.. a volte diventano ossessione...
Quanti suicidi a causa del bullismo o di insulti dai compagni si sentono? Insulti per vari motivi... e violenze.

La scuola deve diventare un posto più sicuro. Tragedie come quella di oggi non dovrebbero esistere.
Gli interventi architetturali ed ingegneristici per assicurare lo studio e la formazione in istituti sicuri (in regola con le norme di sicurezza) dovrebbero essere sicuro in posizione prioritaria in un Paese che si definisce civile.

Oltre a questo, le scuole dovrebbero essere il luogo dell'istruzione (education).. dove si imparano moltissime cose, dove si studia, dove si comprende l'importanza del merito, della dedizione, della conoscenza... ma soprattutto dovrebbero essere il luogo in cui si educa...

Education, termine inglese, mi sembre un termine molto più adatto per descrivere tutto ciò.

Grandissimo dispiacere per il ragazzo colpito da questa disgrazia... le notizie non dovrebbero servire solo per aumentare i lettori o telespettatori dei mass media, ma soprattutto per riflettere..soprattutto le notizie così tremende




mercoledì 10 luglio 2013

Due strade da cercare.... pensieri di un pomeriggio :)

Sono nata e vivo in Italia… 
sì l’Italia, quella penisola meravigliosa nel cuore del Mediterraneo, ricca di arte, cultura, luoghi e ricchezza.

Tutto ciò che mi circonda in certe giornate, però, sembra solo un'enorme gabbia.

Sono sempre stata una persona forte e determinata, con molti sogni, forse più di quanti sia possibile gestire in una vita. Ho sempre messo passione, in tutto ciò che ho fatto fino ad ora… ma avere sogni e passione mi rendo conto sia estremamente difficile in un periodo come questo dove non solo il futuro, ma anche il presente, sono assolutamente incerti.

Quest’anno, dopo aver concluso la mia laurea magistrale, ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro e ora, a poche settimane dalla fine della mia prima esperienza di stage, sto pensando molto a me e a tutto ciò che mi circonda.

Di me non so che cosa sarà nei prossimi mesi e spero di scoprirlo al più presto. A volte mi rendo conto di aver commesso degli errori negli anni passati, ma non mi pento di ciò che ho vissuto e cercherò di rendere i prossimi anni in linea con le mie aspettative e, se possibile, con i miei desideri, anche quelli più profondi che fino ad ora ho lasciato un po’ lì abbandonati, come dei vagoni in una vecchia ferrovia, senza rendermi conto che loro in quella vecchia ferrovia proprio non avevano voglia di rimanerci. I sogni, quelli veri, chiusi a chiave in un cassetto proprio non sanno starci e prima o poi (spero prima che poi) troverò il modo di farli uscire…

Del mio Paese sono innamorata, come sono innamorata di Milano, la città nella quale vivo (per studio e lavoro) ormai da più di 6 anni.
Entrambi mese dopo mese li ho visti declinare e ciò mi preoccupa molto. Quando apro i giornali, o accendo la televisione, mi sento tremare la terra sotto i piedi.

Sono solo pensieri, in un pomeriggio un po’ così, in un momento un po’ così.

Sto perdendo la fiducia in tutto ciò che mi circonda, ma in fondo, contemporaneamente, sta crescendo in me una forte ansia perché mi rendo conto che è molto molto difficile fare qualcosa per cambiare tutto ciò, ma nello stesso tempo è necessario. 

Questo post non lo leggeranno moltissime persone, ma rivolgo lo stesso un appello a tutti coloro che al momento sono impegnati attivamente nel tenere in piedi l’Italia, politicamente ed economicamente (perché nel tenerla in piedi siamo coinvolti tutti, nei nostri ruoli e nelle nostre attività). 
Fate qualcosa perché questo Paese che, giorno dopo giorno, sembra morire sempre di più ricominci a credere nel proprio futuro.
Io parlo da giovane, nata e vissuta in un’Italia che amo, ma che non sento più tanto mia. Ho voglia di ritornare a credere in lei… e in tutto ciò che mi circonda.

Io nei prossimi mesi ed anni dovrò cercare la mia strada… in fondo la ricerca della propria strada credo non si fermi mai nel corso della vita.

Anche l’Italia nei prossimi mesi ed anni dovrà cercare la propria strada…
io sto facendo tutto il possibile per poter trovare la mia… chi ancora ama questa meravigliosa penisola faccia tutto il possibile per farla camminare verso una ripresa e verso una crescita.


Fiducia ne ho molto molto poca,  ma la speranza non deve mancare mai.





mercoledì 10 aprile 2013

Sogni, pensieri, domande



Ci sono sogni abbandonati lì, come vecchi vagoni in una ferrovia.
La vita ti ha portato lontana da loro e tu li hai lasciati allontanare da te, chiudendoli in un cassetto, infondo al tuo cuore. 





Giorno dopo giorno hai trovato nuovi obiettivi per i quali lottare e passo dopo passo ogni giorno cerchi di arrivare lì, dove la strada ti sembra condurre.

Ogni tanto, però, capita di sentire una voglia incomprensibile di riaprire quel cassetto  ormai impolverato e, nonostante tutto ciò che è successo, nonostante tutto ciò che è cambiato, capita di risentire ancora gli stessi brividi di quando, per realizzare quei sogni lontani, avresti fatto di tutto.

Ricordi, domande, riflessioni, idee iniziano a scontrarsi irrefrenabilmente dentro di te.
Vorresti fermarli, ma non ci riesci.

Ti rendi conto che tutto ciò che quotidianamente fai, tutto ciò a cui quotidianamente cerchi di puntare e tutto ciò in cui quotidianamente credi forse hanno ancora bisogno della tua voglia di sognare.

Ti rendi conto che i sogni nella vita possono cambiare, si possono aggiungere nuovi sogni., ma certi sogni quelli più profondi, quelli più veri, non riuscirai mai ad abbandonarli davvero.

E ti inizi ad interrogare.

Sei cresciuta, sei cambiata, hai raggiunto importanti traguardi, cammini per realizzare i tuoi obiettivi, ma è possibile dedicare un po’ di spazio anche a ciò che hai sempre desiderato?
C’è spazio nella tua vita, frenetica e piena di impegni, anche per qualcosa che vada oltre?

Sono domande che ti poni soprattutto in quei momenti della vita in cui concludi una parte fondamentale di essa e ti ritrovi a dover progettare come proseguire, da quel momento in poi, consapevole che in realtà
“la vita è quello che accade mentre si fanno progetti su come viverla”.

 

mercoledì 27 marzo 2013

Pausa pranzo e mille pensieri sul presente (e futuro)



La pausa pranzo può essere soltanto una pausa, tra una mattinata di lavoro e un pomeriggio di lavoro.
Ogni tanto però, quando ci si ritrova a pranzare da soli, può capitare che quella mezzora regali riflessioni e pensieri che difficilmente emergerebbero nelle altre ore della giornata, tra mille impegni e mille corse.

Oggi sono stata in Piazza Duomo, a Milano, la città in cui oramai vivo da 6 anni per motivi di studio e, ora, di lavoro. Ho optato per un piatto di pasta in un self service di una grande catena e mi sono trovata immersa in un locale pieno di persone, proveniente da ogni parte del mondo. C’era molta gente intorno a me e quando mi sono seduta mi sono resa conto di essere circondata da signori, signore, ragazzi e ragazze che non parlavano italiano, ma tante e tante lingue diverse.


In questo incredibile momento storico il nostro Paese sembra essere coinvolto da un forte vortice di incertezza. Il disorientamento della classe politica e di chi dovrebbe rappresentarci è notevole. Si vaga, tra pensieri, ricerca di soluzioni, incontri, consultazioni, ma si diffonde una sempre maggiore paura per ciò che potrà accadere all’Italia nei prossimi mesi ed anni.

Milano oggi mi ha fatto riflettere.
L’Italia e le nostre città sono una fonte di ricchezza il cui valore è inestimabile. Ci sono persone che percorrono migliaia di chilometri per vedere le nostre piazze, visitare i nostri musei, assaggiare i nostri prodotti, camminare per le nostre strade.
L’Italia è un Paese speciale e dovremmo averne cura.
Tutto questo disorientamento, tutte queste incertezze non prendono atto di ciò.

In questo momento sto svolgendo uno stage in Camera di Commercio, il mio ufficio è a pochi passi da Piazza Cordusio, nel cuore della città. Quando entro ed esco dal lavoro vedo via Meravigli e le vie adiacenti piene di serrande abbassate. Tornando a casa, poi, percorrendo la strada a piedi incontro ogni sera almeno 3 persone che chiedono elemosina.... nel cuore di Milano.

Mi sento in una situazione di totale abbandono da parte delle Istituzioni. Non mi sento per nulla orgogliosa del mio Paese, ma farei qualsiasi cosa per poterlo essere.
Italia....

L'Italia è piena di ricchezze eppure non riesce ad essere ricca.
La nostra penisola e le nostre isole sono teatro della storia da migliaia di anni, eppure non abbiamo più il coraggio e l'orgoglio di guardare al futuro.
Tra qualche mese a Milano arriverà l'Expo.... nel 2015... si sta investendo nel costruire nuovi bellissimi palazzi luccicanti e nel scavare nuove gallerie per nuove metro... Ottimo...
Iniziamo però ad investire anche su tutto ciò che c'è nell'aria di questa Metropoli, sotto la Madonnina del Duomo... Difendiamo le persone che in questa città e in questo Paese ancora credono, nonostante tutto....

Sono giovane, laureata da pochi mesi, stagista, ogni giorno mi chiedo se ha senso rimanere qui e credere ancora nel Paese in cui sono nata.
Non capisco perchè in questa situazione così critica ci siano ancora persone che perdono tempo...

Le persone che ci rappresentano, ci rappresentano davvero?

Le mie sono solo riflessioni, dopo una breve pausa pranzo.
Vorrei tanto che le ricchezze che sono intorno a noi imparassimo a sfruttarle...

Milano e l'Italia sono meta di flussi di persone e capitali da ogni parte del Mondo... Investiamo su essi ed investiamo su di noi...
Nessuno si può ritenere escluso da ciò. Chi si sveglia ogni mattina per studiare, lavorare e/o governare questo Paese ha in mano il futuro di milioni di persone.... milioni di Italiani.. che vivono in un luogo fondamentale per la storia del mondo ma che non sa più guardare al futuro.....
I veri problemi degli elettori e di tutti coloro che vivono nelle nostre città sono il lavoro, le tasse, le imprese, le famiglie, i giovani, il welfare, il futuro.... la voglia di competere in un mondo sempre più globalizzato in cui la forza della propria Nazione deve essere grande!!

Spero qualcuno riuscirà a capirlo, prima o poi....

Intanto continuo nel mio stage, consapevole che trovare lavoro dopo non sarà facile... ma soprattutto consapevole del fatto che vivo in un Paese ricco di storia e di ricchezza, ma che non ha più voglia di investire nel proprio futuro....

...E nonostante ciò io continuo a crederci!!


sabato 27 ottobre 2012

Pensieri di un sabato d'autunno



E' sabato. E' un sabato di autunno.
Da quando ho terminato l'università, il fine settimana ha un sapore diverso... niente libri, niente appunti, niente fretta... 2 giorni che scorrono lenti, in mezzo a giorni frenetici, pieni di lavoro, pieni di impegni.

Oggi sono a casa, qui a Milano. Con la mia coinquilina abbiamo cucinato un pranzetto fantastico (funghi, panna e tagliatelle... con un bel bicchiere di vino rosato...) e adesso sono qui nella mia stanza.
C'è silenzio... Nel weekend cambia Milano, cambiano i suoi suoni, cambiano i suoi tempi, cambiano le persone. Proprio sotto la mia finestra c'è un grande viale, dove passa che il tram 16, sempre molto trafficato.
Sabato e domenica tutto sembra più tranquillo...
Mi piace tanto questa casa, mi trovo bene. Sono qui da poco più di 2 mesi... mi piace la zona e mi piace affacciarmi e vedere sotto di me vita, traffico, gente.

Questa mattina ho seguito, grazie al sito del Sole24ore, l'evento dei giovani di Confindustria, con interventi e i dibattiti... negli scorsi anni ho passato diverse giornate girando per convegni ed eventi, mi piaceva molto. Adesso non studio più.. il tempo libero è davvero poco, ma mi fa piacere seguirli ugualmente, quando possibile, anche stando a casa, il sabato mattina, con un tazzone di caffè e tanti pensieri nella testa.
Nell'evento di questa mattina ho sentito come sempre parole e pensieri importanti, che mi hanno dato speranza. Purtroppo ho avuto molto spesso queste sensazioni, ma spero siano il segno che qualcosa si muove, che i giovani e gli italiani abbiano ancora voglia di costruire e di rilanciare il proprio futuro.
Il periodo non è dei migliori.
Parlando da neolaureata mi rendo conto che realmente il clima è diventato irrespirabile.
Io ho avuto la fortuna di trovare uno stage che mi piace molto, in linea con quanto ho studiato e con i temi che mi appassionano, per cominciare la mia carriera post-universitaria... ma il dinamismo del mercato del lavoro e le opportunità che erano presenti soltanto 5 o 6 anni fa per i giovani oggi sono diminuite e anzi, sono divenute quasi assenti.

Che dire? Io credo ancora. Non so cosa faremo, non so se ci sono soluzioni, non so cosa accadrà nei prossimi mesi in Italia e in Europa.. Spero sia possibile trovare persone in grado di prendere in mano le redini.. e spero che ognuno, anche io nel mio piccolo, riesca a dare il suo contributo per costruire un domani nonostante tutto... Persone valide e competenti in giro ce ne sono tante... e ci sono anche molte energie e molti ragazzi e ragazze pronte a scommettere su loro stessi.
Lo vedo anche nel mio lavoro. C'è fermento.. tra chi inventa start up, tra chi partecipa ad iniziative per innovare, tra chi propone nuove idee..

In questo sabato pomeriggio come vedete sto pensando a molte cose...
Mi basta poco per sentirmi bene:  il mio PC, la finestra aperta per far entrare il vento e i rumori dell'autunno, un buon pranzo, una coperta, Twitter, il mio blog, Milano....

Buon weekend!!! Buon autunno!!










lunedì 21 maggio 2012

Domande





Farei retorica nel definire quello che stiamo vivendo un momento difficile, a livello italiano e a livello internazionale.
Questa sera però ho voglia di scrivere alcune riflessioni sui pensieri che stanno attraversando la mia mente anche se, tali pensieri, si muovono in modo talmente rapido che fermarli qui è soltanto un'illusione.
Mi trovo in un periodo di transizione. Fra pochi mesi concluderò il mio corso di laurea magistrale e, come tanti altri ragazzi, cercherò di entrare nel mondo del lavoro. Negli scorsi anni ho cercato di dare il meglio di me stessa, superando con impegno e con determinazione tutte le piccole-grandi difficoltà che ho trovato sul mio cammino. Lo studio ha sempre rivestito un ruolo importante nelle mie giornate, ma non mi sono limitata a leggere libri e slide per preparare gli esami universitari. Soprattutto dopo aver preparato e discusso la mia tesi triennale, ho iniziato ad accostare l'impegno alla passione, cercando di approfondire i temi che maggiormente mi interessavano attraverso la partecipazione a convegni ed eventi.
Adesso, a pochi passi dal raggiungimento della tanto attesa meta, a pochi passi dalla conclusione della mia carriera accademica, mi sembra difficile immaginare qualcosa di concreto per il mio futuro. Studiare in un periodo di crisi e di cambiamento come quello che stiamo vivendo ho sempre pensato fosse un elemento di arricchimento per la mia formazione. In effetti, approfondire i temi legati al mondo bancario-finanziario in questi anni mi ha consentito di comprendere i limiti che hanno condotto i principali paesi occidentali nella situazione che attualmente stiamo vivendo, rendendo enormemente utile tutto ciò che trovavo al di fuori dei libri sulla mia strada.
Oggi, però, inizio a sentire la crisi sulla mia pelle. Questa crisi, di cui ho parlato nella mia tesi di laurea triennale e di cui parlerò, sotto diversi aspetti, nella mia tesi di laurea specialistica, inizia a non essere più un elemento di analisi, di lettura, di ricerca... Questa crisi sto iniziando a viverla.
Come tutti i giovani che stanno per concludere il proprio percorso di studi inizio a pormi delle domande su cosa accadrà domani. Le risposte a tali domande non le trovo. Io ho sempre creduto nel mio Paese, anche nei momenti di maggiore difficoltà, anche ora. L'Italia è uno stato importante e sono orgogliosa di esserne parte. Nonostante questo, però, giorno dopo giorno sto iniziando a perdere fiducia in ciò che questo Paese, questa Italia, può offrire a me e ai miei concittadini nel futuro. Tutto mi sembra grigio e buio.
Poi però mi fermo di nuovo a riflettere... sono Italiana e quindi faccio parte di tutto questo. Sono giovane. L'Italia ha bisogno di me?
Spesso mi pongo questa domanda. In mille posti e da mille persone sento un solo consiglio: "vai via da qui". Eh si... in effetti questo posto non sembra un posto per chi ha voglia di crescere.. questo non è un Paese per giovani e per il merito. Poi mi rendo conto, tuttavia, che di questo Paese io ne faccio parte. Sono nata in Italia, ho studiato in Italia, ho vissuto in Italia. Se l'Italia permette a chi ha la mia età di dubitare di Lei, che Italia sarà fra qualche anno? Io mi sento oggetto e soggetto allo stesso tempo. Sono Italia... e l'Italia la sento distante, difficile, inerme.
Quanta confusione. Questo post è una sintesi della confusione che alberga nella mia mente e nella mente di molti miei coetanei. Da un lato avrei voglia di seguire quel consiglio, di andare via... ma poi... poi sento ancora quella piccola lucina di speranza..

L'Italia deve cambiare. Il cambiamento può venire da un nuovo modo di guardare la realtà... può venire dai giovani... Senza i giovani l'Italia morirà. Il merito vale sempre meno... le inadeguatezze in ogni aspetto della vita in Italia aumentano... per gli studenti, per le famiglie, per gli imprenditori, per tutti. Quanto può continuare questa situazione?

Le mie sono solo riflessioni, e paure... ma accanto all'insecurezza vorrei che il mio Paese mi consentisse di mantenere qualche sogno. Io ho voglia di sognare...e voglio sognare in Italiano. Lo so.. le nuvole sono molte.. ma i raggi di sole possono passare soltanto se tutti noi, io compresa, ricominciamo a credere nel nostro futuro.

Negli ultimi mesi le notizie economiche-politiche-finanziarie non sono consolanti. Tutto sembra sempre più difficile... ma la storia ci ha insegnato che i momenti più critici hanno preceduto i momenti più brillanti... e io voglio crederci.... ho ancora voglia di crederci.. non so bene in cosa, non so bene cosa, ma ho voglia di non smettere di credere.

Scusate per questo post un po' caotico... c'è tutto e niente in questa pagina.. non so se qualcuno l'ha letta fino a qui... il mio obiettivo principale era lasciar scorrere le dita sulla tastiera. Scrivo poco ultimamente, ma scrivere mi piace sempre molto.. mi permette di pensare e di ritrovare me stessa, parola dopo parola, pensiero dopo pensiero.
Questo sfogo non servirà a nulla probabilmente, ma spero possa dare a me la forza di continuare a correre... le strade sono sempre più incerte e perturbate, ma continuare a camminare è l'unico modo per raggiungere qualche meta... quale sia la meta non è chiaro, ma per definirla i sogni sono ancora ammessi, nonostante tutto.. 

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Natale e Felice 2010

Mi rendo conto che sono rimasta assente da questo blog per diverse settimane (l'ultima volta che ho scritto era Halloween), ma non potevo non cogliere l'occasione delle importantissime ricorrenze in arrivo per ritornare.
Domani è la vigilia di Natale. E' già Natale.
Domani notte una piccola luce di speranza e di gioia illuminerà i nostri cuori. Per chi crede il Natale è il giorno in cui si celebra Dio che, attraverso un bambino, si è fatto uomo...
E' un periodo nel quale è bello circondarsi delle persone a cui si vuole bene.
E' un periodo per pensare...

Un pensiero (anzi molti pensieri) non può non rivolgersi all'anno che è appena trascorso.
Per me è stato un anno a dir poco difficile. Ho dovuto scavalcare delle montagne che per me sembravano insormontabili. Ho commesso molti errori, ho provato dolore, in certi momenti ho anche pensato di non farcela, di non riuscire più a sorridere...
In questo anno, però, ho imparato molto.
Ho imparato che la vita è molto più complicata di quanto credessi.
Ho imparato che scelgiere è estremamente difficle, come è difficile rapportarsi con chi ci circonda, è difficile asciugare le proprie lacrime e tornare ad amare la vita, in certi momenti..in certi momenti ci si sente così soli, soli contro tutto e tutti... E' facile invece sbagliare. E' molto facile... sentirsi deboli, fragili...a volte è facile anche farsi del male, ma è importante, anzi fondamentale, non smettere mai di amare se stessi e la propria vita.

Il 31 dicembre si chiuderà un anno. Un anno al quale nonostante tutto sono legata. Un anno che si porterà con sè tutto... anche ciò in cui io ho creduto, inutilmente.

Il 1 gennaio si aprirà un nuovo anno. Un anno che spero mi porti tante soddisfazioni. Un anno che spero mi regali nuovi sorrisi, nuovi battiti nel cuore, nuovi traguardi da raggiungere.
Sarà un anno importante, di sicuro...sarà l'anno in cui spero riuscirò a finire la mia laurea triennale...e spero sarà anche l'anno in cui continuerò la conquista della mia serenità. Le ferite spero con il tempo si cicatrizzino sempre più, fino a scomparire, per lasciare il posto a tutto ciò che il futuro potrà regalarmi...
Ho ancora voglia di essere felice, di studiare, di amare, anche se spesso questa voglia mi ha abbandonato e mi abbandona, spero di riuscire a non arrendermi mai.

Sono fiduciosa...e ho voglia di iniziare e vivere al meglio questo 2010.

Intanto colgo l'occasione per porgere a tutti i miei migliori auguri.
Auguri..per vivere al meglio queste festività...

Buon Natale e Felice 2010 ai lettori di questo blog...
a chi è vicino a me e a chi è lontano...
a chi mi vuole bene e a chi non mi conosce...
a chi mi pensa e a chi si è dimenticato di me...
a chi è mio amico, a chi mi è vicino in questi anni di università, a chi ride e scherza con me...

Buon Natale e Felice 2010..