lunedì 9 dicembre 2013

Gli Italiani sono stufi. Condanna decisa per violenza e caos, ma non x chi manifesta civilmente

Negli ultimi anni le manifestazioni si sono intensificate. Io personalmente non ho mai condiviso quasi nessuno degli slogan, dei motivi, delle idee di tali "invasioni delle città" e, soprattutto, ho sempre giudicato in modo estremamente negativo coloro che creano un clima di violenza, lanciando pietre, portando feriti... Ho sempre condannato anche coloro che rovinano i muri delle nostre città, scrivono sulle vetrine, sporcano le strade..
Tutto ciò è profondamente incivile ed è pericoloso trovare una qualsivoglia giustificazione. Chi lancia pugni, fumogeni, pietre... chi inneggia all'odio... va fermato senza se e senza ma, perchè la violenza è una miccia a cui basta un alito di vento per distruggere tutto.

Gente così purtroppo rovina l'immagine e il motivo di tantissime manifestazioni, va fermata, senza ipocrisia... e punita, facendo rispettare leggi, ordine e sicurezza.

Mostrare solo gente così però non è un bel servizio da parte dei nostri media.

La manifestazione di oggi, per esempio, nasce da molti motivi e ha riunito migliaia di persone in tutto il Paese. Attribuire manifestazioni a movimenti politici non è corretto ora. Queste manifestazioni infatti stanno diventando trasversali: la rabbia non ha una bandiera e non ha il simbolo di un partito.

Oggi sono arrabbiati i giovani, che hanno perso la fiducia in un'Italia che sembra aver smesso di credere in loro, di investirci, di difenderli.
Oggi sono arrabbiati i lavoratori, che vedono i loro stipendi contenuti rispetto ai loro colleghi che vivono in altri Paesi vicini e lontani, con una differenza tra Lordo e Netto sempre più alta.
Oggi sono arrabbiati gli imprenditori, schiacciati da tasse sempre più elevate, in un periodo di forte crisi dei consumi, di assenza di crescita e di fiducia.
Oggi sono arrabbiati tutti coloro che un'impresa e un lavoro non lo hanno.
Oggi sono arrabbiati gli anziani.
Oggi sono arrabbiati coloro che possiedono immobili (abitazioni e anche immobili industriali/commerciali/aziendali).

Sono solo pochi esempi, sicuramente non esaustivi.

Oggi riflettevo.
Da giovane italiana, dopo aver concluso l'università, ho avuto la fortuna di trovare un lavoro che mi piace, in questo momento orribile... Passo tantissime ore, da mattina presto a sera, davanti a power point, excel, word, email... Per il momento sono rimasta in Italia e sono contenta per l'opportunità trovata.
Ero in ufficio e leggevo, nei pochi momenti liberi, delle proteste. Mi sento molto fortunata, ma mi sento vicina con la mente a tutti coloro che in questo momento gridano (non distruggono.... gridano) sperando di essere ascoltati.
L'Italia è allo sbando. Governi troppo deboli non riescono ad assumere decisioni forti e decisive, possono solo aggiungere tasse o cambiare nome alle tasse esistenti... possono fare regole, creare nuovi tipi di contratti di lavoro, ma non possono creare lavoro, creare risposte vere.

Mi sento di condannare fortemente, lo ripeto, coloro che con prepotenza e arroganza vogliono imporre con forza il caos. Sarebbe bello se oltre che essere mostrati in tv venissero puniti, seriamente.

Mi sento anche però di ringraziare tutti coloro che manifestano con educazione e con civiltà. Oggi oltre ai soliti scontri tra forze dell'ordine e manifestanti ho letto anche piccole notizie diverse e ho visto foto di poliziotti e carabinieri senza casco solidali con chi era in piazza.

Siamo in tanti ad essere arrabbiati.

Quante volte in questi anni abbiamo sentito Premier e Leader parlare di "luce in fondo al tunnel"?

L'economia gira, ripartirà, ma vogliono farci credere che tappando qualche buco di bilancio e facendo qualche nuova regola l'Italia stia ripartendo...

Il lavoro non si crea per legge, come non si creano i consumi.

Servirebbe forza, per pensare a soluzioni vere, per rendere il welfare meno pesante (per esempio con un maggior equilibrio pubblico-privato), per rendere la spesa pubblica meno onerosa, per non continuare a sovracaricare di tasse imprese ormai allo stremo, per dare respiro a lavoratori, studenti, consumatori, famiglie. La forza al momento non c'è.... Il Paese è praticamente al momento ingovernabile.

Un governo c'è, ma a molti di noi non sembra dare risposte.

I Forconi di oggi hanno manifestato anche per questo, come le tante Partite IVA che abbassano serrande per denunciare la solitudine in cui sono lasciate.... Basta camminare per le strade centrali di Milano (esempio via Meravigli) per contare le serrande abbassate: non chiuse per protesta, chiuse per cessata attività.

Ripeto per l'ultima volta violenza sempre condannata.
Solitamente non condivido nemmeno i motivi delle manifestazioni (esempio non sono NoTav), ma rispetto sempre chi manifesta x le proprie idee civilmente (non chi imbratta le città e rovina città).

Oggi però il silenzio di molti media su manifestazioni oneste e civili, per sottolineare le decine di persone che hanno creato violenza, come in tanti altri casi,  proprio non mi piace.
Chi crea violenza va condannato! Chi denuncia ciò, giustamente, si faccia anche promotore di una condanna seria.

Non è nemmeno giusto, però, nascondere dietro alla notizia (giusta) di scontri le notizie sulle migliaia di persone che oggi sono arrabbiate nere, sono civili, vanno in piazza facendo rumore ma non rompendo, in fondo un po' per tutti noi.




Qualche riflessione di impulso....








sabato 23 novembre 2013

Milano.. Un degrado allucinante anche sotto al Duomo


Ieri sera, uscendo dal lavoro verso le 21, dopo una settimana trascorsa davanti al pc al chiuso da mattina a sera, ho pensato di fare 2 passi vicino all'ufficio, percorrendo cso Vittorio Emanuele e prendendo la Metro alla fermata San Babila. Era venerdì, le strade nel cuore di Milano erano piene di gente che passeggiava, andava al cinema, visitava la città, cenava, iniziava il weekend...

Beh che tristezza. Mi ha preso una tristezza enorme nel vedere quelle vie, a pochi passi dal Duomo, piene di persone coricate sotto i portici, accanto ai negozi, a bivaccare... oltre a loro, c'erano gruppetti di uomini e donne lungo il corso, in San Babila e anche in zona Montenapoleone, con bottiglioni e cartoni di vino, a bere e ad urlare, a volte infastidendo anche i passanti, nel cuore più prezioso della città.

Che tristezza.
Quelle vie sono piene di gente e di turisti, quindi la sera sono sicure, ma che degrado!!!
Ho visto, sempre ieri sera, diversi uomini e ragazzi, ovviamente non molto sobri, lanciare occhiate, gridare, seguire, insultare... proprio li, li nel cuore di Milano.

Orribile davvero.
Sono rimasta allucinata.

A Milano serve una azione forte, sicuramente con attenzione alle aree periferiche che ormai si avvicinano sempre più al Bronx.
Che brutte però anche le vie centrali. Io trascorro li tutta la mia giornata in ufficio, li accanto alla Galleria, li accanto al Duomo. E' un luogo splendido... Cuore prezioso di Milano.. visitato da tantissime persone che percorrono migliaia di chilometri per camminare nelle nostre vie..
Che triste vedere turisti e cittadini osservare indignati il degrado che avanza.. anche lì sotto alla Madonnina...
Milano non meriterebbe tutto ciò, assolutamente...
La Stazione Centrale poi è indescrivibile. Passando dalla zona binari alla metropolitana, tra sottopassi e scale mobili moderne rinnovate negli ultimi anni, che sporco e che puzza.

Sembra di arrivare in una città inutile e trascurata, grigia ... Ma questa è Milano... Milano!!

So benissimo che la mia denuncia non servirà a nulla, queste sono solo alcune delle realtà che ho rilevato nella città in cui vivo da ormai 6 anni, in cui ho studiato, in cui ora lavoro.

Questa città attende l'Expo. Questa città ha voglia di futuro, respira futuro, da sempre...
Milano non può essere ridotta così, non può.
C'è insicurezza, c'è incertezza, c'è sporco.. c'è degrado... tanto.. proprio lì dove milioni di persone provenienti da tutto il mondo e anche i cittadini camminano, osservano, vivono.

Che senso ha tutto ciò??

Milano meriterebbe tutt'altro.

Per Expo il sindaco auspica di ricevere milioni di visitatori da decine e decine di Nazioni.
Lo auspichiamo tutti noi.
Vorremmo però anche avere una città all'altezza di ciò che è.. Vorremmo Milano all'altezza della sua grande fama, vorremmo non doverci vergognare e anzi, sentirci orgogliosi di vivere qui, sotto alla Madonnina...

Milano è una città splendida. Si può amare o si può odiare... è vero...
io l'ho scelta.. ci vivo e vorrei tanto vederla trattata per quello che è...non trascurata in questo modo.-- è piena di bellissime cose, di bellissime persone, è accogliente e aperta... spero solo prima o poi qualcuno voglia e riesca a fermare questo triste declino, valorizzando tutto ciò che di bello in Milano c'è...

lunedì 11 novembre 2013

Cosa vi siete inventati per vincere la crisi?

Cosa vi siete inventati per vincere la crisi?

Leggo questa domanda scorrendo rapidamente la mia Home di Twitter, durante una veloce pausa caffè.
E' una domanda posta da @VirusRai2, account del talkshow condotto da Nicola Porro su Rai 2, in onda venerdì sera.

Sono molto contenta di leggere questa domanda, dopo serate trascorse a vedere ore ed ore di programmi (su diversi canali) fondati sul mostrare il lato terribile della crisi, che purtroppo sta portando molte persone e molte imprese nella più totale difficoltà, programmi interessanti, ma spesso deprimenti, dove si mostra solo ciò che va sempre più peggio e sembra quasi impossibile veder qualcosa di buono, qualcosa di migliorabile. Sembriamo sempre più inermi di fronte al PIL che crolla, le tasse che aumentano, l'incertezza politica e la perdita quasi totale di speranza.

L'Italia e tutti noi, eppure, abbiamo proprio bisogno di sperare. Cercare delle soluzioni x il nostro futuro è l'unico modo per avere un futuro.

In Italia tutto sembra terribilmente difficile.

Vincere la crisi è estremamente dura ed è una vittoria che l'Italia può fare in un solo modo: restando unita e puntando su ciò che di buono e di forte ancora vive in lei.

Parlo dei giovani. E' solo un esempio.

I giovani sono immersi in un momento difficilissimo, col mercato del lavoro bloccato. La paura per il domani è fortissima.

Parlo di me, in questo post, per rispondere a quella domanda.

In questa situazione, io, nel mio piccolo e personale percorso di vita, ho cercato di vincere la crisi, almeno per me, e l'ho vinta.

La crisi finanziaria ha iniziato a farsi sentire proprio alla fine del 2007, quando ho iniziato a studiare Scienze Bancarie, finanziarie e assicurative.
Mi sono laureata lo scorso anno, in uno dei momenti peggiori per l'economia italiana.
Non conoscevo nessuno che mi potesse aiutare, in un Paese dove, non si può non ammetterlo, spesso le conoscenze di qualcuno contano molto più che le conoscenze di qualcosa.

Ebbene, non mi sono fatta convincere che qui in Italia il merito fosse inutile. Emerge difficilmente, ma può emergere.

Il mio desiderio era lavorare in banca. In questo momento orribile per l'occupazione anche nel settore finanziario, mandavo cv quasi ovunque, ogni tanto pensavo sarebbe stato impossibile riuscire, in un momento così.
E invece no. Da circa 1 mese lavoro in una società di consulenza strategica, proprio nella banca (fatalità) nella quale avrei desiderato lavorare.

E' vero, con questa crisi orribile molte porte sono chiuse, ma con coraggio ho provato ad entrare da una finestra.

Su cosa ho puntato? Solo su una cosa, sullo studio: 5 anni di università vissuti non solo studiando libri e slide, ma soprattutto cercando di comprendere, con passione, il mondo che stavo studiando.

Ebbene questo mi ha aiutato. Questo mi ha permesso di vincere la crisi.

Certo, so bene che la fortuna non mi ha abbandonato mai e ringrazio davvero la vita per avermi dato la possibilità di farla fruttare. La fortuna però, senza forza e senza determinazione, non mi avrebbe condotta da nessuna parte.

Astraendo un po' dalla mia esperienza personale, penso che sia possibile trasferire ciò che ho imparato anche all'Italia.

L'Italia vive un momento terribile, è frenata da numerose e pesanti inefficienze, corruzione, clientelismi, favoritismi, pressione fiscale enorme, sprechi, malagestione sono solo alcuni dei grandissimi massi che frenano la ripresa.

In Italia però, per fortuna, non c'è solo questo. La ricchezza più grande dell'Italia sono le persone, giovani e non giovani, che nonostante sappiano quanto sia difficile vincere la crisi, provano a farlo ogni giorno, ognuno nel proprio ambito.
Ci sono imprenditori che nella difficoltà cercano soluzioni per ripartire, per rilanciarsi, innovano, creano.
Ci sono imprenditori che mettono l'azienda e i propri dipendenti davanti a tutto, in enorme difficoltà, che non vanno lasciati soli ma sostenuti.
Ci sono milioni di persone qui in Italia che nel proprio ruolo, ovunque tale ruolo sia, danno il massimo.

Queste persone esistono.
Sono molto contenta di aver letto questa domanda.. Complimenti a VirusRai2!

La crisi è tremenda, vincerla sembra quasi impossibile ma cercare soluzioni, per noi stessi e per il nostro Paese, è ciò che dobbiamo fare.... l'unica strada per non veder morire la nostra vita e la nostra Italia è puntare su chi ancora ci crede.

Buona serata a tutti!!

Torno al lavoro. Faccio orari molto pesanti, tutte le sere non rientro a casa prima delle 21.30, ma sono soddisfatta e serena: puntare su di me durante questa crisi mi ha consentito di vincerla e, ovviamente, auguro a tante altre persone di riuscire a farlo, nel loro piccolo, nel loro mondo, anche qui, in Italia.

mercoledì 2 ottobre 2013

Non mollare... Le soddisfazioni arrivano, inaspettate, se ci credi... e stravolgono tutto

Buonasera.

Sono le 22.49 e sono rientrata a casa dal lavoro da meno di un'ora, dopo veloce cena al Mc...

Da qualche settimana sono entrata in una società di consulenza direzionale-strategica, avente come clienti principalmente banche e, i ritmi di lavoro, sono molto forti. Ogni giorno, a partire dalle 9 di mattina, presentazioni power point, file excel e documenti da leggere accompagnano le mie giornate per molte molte ore, fino a quando il sole su Milano non è tramontato.

Beh che dire, io al momento sono molto molto felice.

In un contesto come quello che tutti stiamo vivendo, con un'Italia stretta nella morsa di una crisi sempre più forte, popolata di persone che la amano, ma spesso guidata in modo non molto efficiente ed efficace (per non essere troppo "politicamente scorretti") aver trovato un lavoro che mi piace e mi soddisfa mi rende davvero orgogliosa.

Negli ultimi mesi, non lo nego, anche io ho vissuto dei momenti di disorientamento.

Dopo la laurea sono stata per circa un anno stagista presso la Camera di Commercio di Milano, che sempre ricorderò con affetto e stima... un'Istituzione molto prestigiosa e soprattutto molto attiva per favorire lo sviluppo e il rafforzamento del sistema economico locale.
Ho anche tentato un concorso presso la nostra banca centrale, a Roma, non andato a buon fine... 
Nel corso dei mesi, mandando decine e decine di cv ogni giorno, tra colloqui e colloqui (senza chiamate successive), iniziavo a perdere la fiducia.

Poi però tra i tanti CV inviati senza tregua e i tanti colloqui ho trovato la mia strada e nei prossimi mesi sarò impegnata in prima linea in progetti nel mondo bancario e finanziario, con quotidiane sfide, incontri, contatti...
In pochi giorni ho imparato una marea di nuove nozioni, tecniche, modalità di comunicazione, strumenti...

Mi piace molto tutto ciò.

Con questo post frenetico vorrei solo lanciare un semplicissimo messaggio questa sera.

  Non arrendetevi!!!
 Mi rivolgo ai giovani come me, ma anche a tutti coloro che vivono un momento di disorientamento.
In questi ultimi anni ho imparato che l'investimento più grande che si può fare è su se stessi!


Quante giornate e quante notti passate a realizzare riassunti dei libri e delle lezioni universitarie, per prepararmi al meglio per gli esami... Quanta ansia nell'attesa dei voti...
Io parlo della mia esperienza personale, ma ognuno ha la propria, ugualmente preziosa.

Il momento che stiamo attraversando è estremamente difficile e mi spiace davvero molto leggere i dati relativi alla disoccupazione diffusi periodicamente dall'Istat. Sono allucinanti, come allucinante è il disorientamento di chi, trovando soluzioni per ridurre spesa improduttiva e tasse, dovrebbe favorire il rilancio dei consumi, degli investimenti, delle imprese, del lavoro....

Il momento è terribile, ma in questo momento credo mollare sia la cosa piu sbagliata.

Capisco chi ha voluto orientare la propria vita al di fuori dell'Italia:  non di rado anche io ho pensato di andarmene e non posso negare lo farò magari in futuro, magari per un periodo.

Credere nell'Italia però dovrebbe rimanere... e soprattutto CREDERE IN SE STESSI.

Investiamo su di noi e sulle nostre vite.


Io in questo post volevo esprimere la mia soddisfazione per la strada imboccata da qualche settimana.

Sono consapevole che non sarà facile percorrerla:  ogni giorno ci saranno ostacoli da superare, scalini da salire, dubbi, obiettivi, impegni... .. ma sicuramente ne varrà la pena...

Ho avuto una fortuna immensa e ho tantissima voglia di fare.... e auguro a tutti i lettori di questo post di avere tutto ciò... e anche a chi non lo legge, ma si trova disorientato, in questa Italia che ormai è come una zattera in mezzo all'oceano, senza una meta sicura...

Buona fortuna a tutti!!! 


Non posso non ringraziare Milano, città che mi sta donando ancora un'ottima opportunità e che adoro... L'ho scelta come città in cui studiare e da sempre ho desiderato viverci... Sicuramente avrà 1000 difetti e in 1000 questioni meriterebbe dei miglioramenti, ma uscire la sera dal lavoro e nel buio vedere il Duomo illuminato non ha prezzo. Grazie Milano!!! Grazie di tutto!!! 

mercoledì 25 settembre 2013

Le donne non hanno bisogno di pubblicità per emergere

Da poco tempo ho iniziato una nuova esperienza lavorativa molto impegnativa e, di conseguenza, seguire le notizie mi risulta meno semplice e anche per aggiornare il blog non ho sempre molto tempo.

Stasera però, scorrendo la mia Home di Twitter, ho notato un argomento che mi ha colpito e subito la voglia di scrivere ha prevalso su tutto il resto.

Sull'onda delle parole espresse dalla Presidente della Camera Boldrini, ho notato diversi commenti riguardanti il ruolo della donna mostrato nelle pubblicità, che spesso la presentano dedita nelle attività domestiche, come responsabile della cucina e della tenuta della casa.

Non posso non ammettere che molto spesso gli spot e le inserzioni promozionali sui mass media risultano banali e scontati, non c'è dubbio, seguono "luoghi comuni" ed "immagini" che rimangono immutati negli anni, spesso non accorgendosi dei cambiamenti nella società.

La donna, però, non credo abbia bisogno di pubblicità per emergere.

Guardando all'Italia, rappresentata dal Presidente Boldrini sicuramente esistono dei gap rilevanti, soprattutto nel mondo lavorativo, tra donne e uomini.
Questa situazione di discrepanza, tuttavia, non credo sia derminata dagli spot pubblicitari, quanto piuttosto da una scarsità (e in certi casi assenza) di misure volte a conciliare, per le donne (e anche per gli uomini) i vari aspetti della vita.

Le donne (in Italia) negli ultimi decenni hanno iniziato ad affrontare mediamente percorsi formativi, accademici e professionali di livello pari a quello degli uomini e, spesso, non hanno nessunissima voglia di sentir ancora parlare di "sessismo", "maschilismo" e "femminismo".

Le donne hanno una grande forza di volontà, anche se permangono situazioni di difficoltà occupazionale in molte parti del Paese, aggravate dalla crisi economica che sta pesando sul Lavoro, sia maschile che femminile.

Quello che mi piacerebbe sentire da parte della Presidente Boldrini, e di tutti coloro che ci rappresentano, sarebbe non tanto una preoccupazione sulle pubblicità, sui mass media, sulla comunicazione, ma piuttosto  una preoccupazione su come favorire una affermazione delle donne nel mondo lavorativo, cosiccome degli uomini, con un occhio di riguardo sulle tematiche riguardanti la conciliazione degli impegni professionali (sempre più pressanti) con la vita privata e familiare.

Piuttosto che riflettere sulle pubblicità delle merendine o dei prodotti alimentari e di pulizia, perchè non riflettiamo seriamente su cosa le nostre città e i nostri paesi offrono per venire incontro a tutte quelle donne che non vogliono rinunciare alla propria carriera professionale, ma neppure rinunciare alla propria famiglia e alla propria vita privata?

Nel mondo del lavoro tra le persone neoassunte le donne rappresentano una quota sempre maggiore, soprattutto in certi settori, soprattutto al nord, come anche tra i laureati di eccellenza o tra i lavoratori specializzati.

La distinzione tra uomo e donna nelle nostre menti non è dettata dalle pubblicità, ma spesso dall'assenza di politiche concrete che mirino ad eliminarla!

Parlo da giovane lavoratrice, da poco uscita dal mio percorso accademico e da poco entrata in una nuova esperienza professionale molto impegnativa. Nella mia vita vorrei poter non rinunciare a niente. Spero la mia carriera e la mia famiglia (quella di origine e quella che spero costruirò in fururo) possano convivere. Quello che vorrei è che questo fosse possibile per tante donne e tanti uomini come me, lungo tutta la Penisola... e renderlo possibile credo sia il compito di chi ha il compito di governarci e rappresentarci.. pubblicità a parte.