domenica 22 luglio 2018

Grazie Milano, grazie di esserci sempre stata


Mi piace molto muovermi e conoscere nuovi luoghi, nuovi sapori, nuove persone, ma Milano è e sarà sempre la città da cui mi piacerà partire ed a cui mi piacerà ritornare.
A Milano ho cominciato a vivere alla fine dell’estate del 2007, quando sono partita dal Lago di Garda per iniziare a studiare in Università Cattolica.
Milano però ho cominciato a sentirla mia molto tempo prima, quando ero ancora una bimba e dalla mia Peschiera partivo in macchina per questa grandissima ed immensa città. Purtroppo la mia mamma era in cura lì, tanti anni fa, e non dimenticherò mai che proprio in questa grandissima ed immensa città tutto si è risolto per fortuna nel migliore dei modi. Da lì ho capito che Milano, con la sua Madonnina dorata sopra il suo Duomo, mi avrebbe sempre voluto bene.
A quei tempi non avevo la minima idea di che cosa avrei fatto da grande, ma avevo già capito che Milano mi avrebbe continuato a dare moltissimo. E’ iniziato così il mio legame con lei.

Se guardo agli ultimi 11 anni in effetti Milano è stato lo sfondo di praticamente tutto ciò che di bello e di brutto mi è successo. 

Milano c’è stata quando ho dato a me stessa ed alla mia famiglia delle grandi soddisfazioni, come quando mi sono laureata, quando ho iniziato a lavorare, quando sono riuscita ad acquistare la mia prima casa, ma c’è stata anche quando ho dato a me stessa ed alla mia famiglia le più grandi delusioni, quando ho sbagliato, quando non sono stata forte, quando per poco negli ultimi anni non ho distrutto del tutto ciò che avevo.
Milano c’è stata quando ho conosciuto delle bellissime persone, quando mi sono sentita bene insieme alle mie coinquiline, ai miei colleghi, alle mie amicizie, ma c’è stata anche quando ho conosciuto persone con le quali ho vissuto momenti negativi o che mi hanno fatto del male.
Milano c’è stata quando mi sentivo felice, allegra, benvoluta assieme agli altri, ma Milano c’è stata soprattutto quando camminavo per le sue strade con la mente confusa, triste e pensierosa.
Milano c’è stata quando ho adorato la sua gente ed il suo continuo movimento ed è proprio grazie a quella gente ed a quel movimento che anche quando mi sono isolata non mi sono mai sentita veramente sola.
Milano c’è stata quando negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi, senza rendermi conto, la mia vita mi stava scivolando dalle mani, sempre più velocemente, mentre permettevo a diverse circostanze di annebbiare tutto, mentre non ero in grado di essere così forte da difendere me stessa. 
All'inizio di questo 2018 tutto era letteralmente a pezzi o comunque danneggiato: la mia famiglia, la mia autostima, la mia salute, le mie amicizie, la mia vita quotidiana... ma nonostante questo Milano mi ha dato di nuovo un’ottima opportunità per rialzarmi e ricominciare piano piano ad essere me stessa. Milano è sempre stata una città generosa con me, soprattutto dal punto di vista professionale, ma anche personalmente ed umanamente le devo molto. A Milano mi sono trovata a dover guardare in faccia me stessa, in tutti quei momenti (errori compresi) che da ragazza appena diplomata mi hanno fatto crescere rendendomi chi sono oggi. 
Milano c’è in tutte quelle giornate in cui esco di casa la mattina senza sapere a che ora ritornerò la sera, trascorrendo in ufficio praticamente tutte le ore nelle quali non dormo, a volte sentendomi stanca, ma essendo anche felice e consapevole di quanto lavorare sia prezioso ed importante. Di quanto mi renda soddisfatta. 
Milano c’è stata in quel brutto periodo, per fortuna breve, in cui queste giornate non ho potuto viverle con questo spirito ed ho capito quanto proprio il lavoro dovesse ritornare ad essere la mia priorità e che proprio ritornando ad essere me stessa e dare tutta me stessa in quello che facevo avrei potevo ricominciare ad essere abbastanza fiera di me.
Milano c’è in tutti i fine settimana in cui non parto e lotto contro il tempo tentando di riordinare la mia casa, pur essendo un’inguaribile disordinata, e c’è stata anche quando quella casa l’ho trascurata o quando in quella casa ho vissuto sabati e domeniche infelici, litigando con tutti e soprattutto con me stessa.
Milano c’è quando nel poco tempo libero che mi rimane esco e vedo le poche ma preziose amiche che ho, quando vado in palestra o a nuotare, quando mi regalo qualche ora dal parrucchiere o dall’estetista per sentirmi più carina, ma c’è stata anche quando tutto queste piccole ma importanti cose non le facevo più, quando trascuravo o peggio trattavo male le persone che mi volevano bene e soprattutto me stessa, quando pensavo di essere sbagliata, quando peggioravo di giorno in giorno non credendo più nel mio valore. Milano c’è stata quando tutto questo per fortuna è diventato passato, lasciandomi un bagaglio di esperienza pesante ma fondamentale, da cui ripartire.
Milano c’è oggi, una giornata come tante, mentre scrivo questo post. Chi mi conosce bene sa che scrivere e comunicare per me son sempre state due attività importanti. Ultimamente avevo smesso di dedicarmi anche a loro, ma ho ricominciato a farlo, sempre qui, a Milano, la città che offre troppi stimoli per restare con il freno a mano della propria vita tirato.
La Milano del design, del food, degli eventi, la Milano che non dorme mai, la Milano dove esci dopo tante ore trascorse in ufficio ma quasi non senti la stanchezza, perché vedi le sue luci, le migliaia di persone in giro, lo scorrere continuo dei tram…la Milano che senti nel suo rumore incessante, a volte fastidioso, a volte troppo forte, ma che non si spegne mai, nemmeno di notte, ti invita sempre a vivere, a ripartire, a ricominciare, a muoverti, a non fermarti.
Io la ringrazio Milano, per essermi sempre stata accanto. La ringrazio per essere stata lo sfondo della mia vita in questi quasi 11 anni. Sono sicura che mi regalerà ancora moltissimo, sia di positivo che di negativo, e spero davvero di continuare a crescere, a diventare più forte, qui con lei. Non so cosa mi riserverà domani la mia vita, ho ancora tante aspettative, tanti sogni da realizzare… ma credo che Milano mi aiuterà, come ha sempre fatto. Di sicuro mi ha dato e mi da troppo per non volerle un bene enorme. Grazie Milano per esserci. Grazie di tutto!





sabato 9 giugno 2018

Trenta

Sembra un giorno come tanti altri: è sabato, sono sul mio Lago di Garda (ogni tanto, anche se per poco, abbandono la mia amata Milano), sta iniziando l'estate e tutto procede tranquillamente.
Tutto normale, se non fosse che tra qualche ora supererò una di quelle mezzanotte che, nel corso della vita, contano un po' più delle altre, almeno a livello simbolico. Ebbene sì, sono arrivati i TRENTANNI. Anche solo a scriverlo, un po' di senso lo fa, anche solo per il fatto di dover abbandonare il suffisso "VENTI" per passare da un secondo all'altro al suffisso ""TRENTA".

A giugno del 1988 ero così:


Adesso sono parecchio cambiata, devo dire... e non solo perché sono quasi 70 chili più di allora...
Ogni giorno che ho vissuto mi ha cambiato. Mi ha cambiato tutto ciò che ho scelto di vivere, ma soprattutto mi ha cambiato tutto ciò che è successo, di bello e di brutto, capovolgendo molte delle mie scelte e delle mie aspettative, ma portandomi passo dopo passo ad essere quella che sono ora. 
In fondo però sono sempre io. e devo dire che sono anche abbastanza soddisfatta.

Le ore prima di un compleanno sono spesso occasione di bilanci e di piani e devo dire che in questi giorni ci sto pensando parecchio.
Quanto ai bilanci, sono felice per molto di ciò che la mia vita mi ha regalato in questi anni: 
- dei genitori che mi hanno amato e ci sono sempre stati, nei momenti migliori ma soprattutto nei momenti peggiori;
- pochi ma preziosissimi amici, che magari vedo raramente, che magari sono spesso lontani, ma senza dei quali questi primi 30 anni sarebbero stati sicuramente di gran lunga peggiori (soprattutto senza la mia migliore amica Clelia che presto sarà trentenne come me);
- la possibilità di poter vivere nella città che amo (ovviamente non serve specificarlo, Milano), che ho capito sarebbe stata la mia casa da quando ero una piccola bimba, che mi ha accolto negli anni dell'università e che ora è il luogo in cui lavoro ed in cui ho il mio primo appartamento (con tanto di mutuo da pagare, ovviamente :p), che ha visto nascere buona parte dei miei rapporti umani degli ultimi 10 anni, che mi ha fatto incontrare persone importanti, alcune delle quali sono ancora con me e arricchiscono la mia vita nonostante il tempo passi (in primis alcune delle mie ex-coinquiline, ora compagne di vita), alcune delle quali invece sono uscite di scena, insegnandomi sempre e comunque, nel bene e nel male, qualcosa di importante per me;
-...
L'elenco potrebbe essere lunghissimo ma mi fermo. Di sicuro nel bilancio ci sono anche moltissimi elementi negativi, errori commessi, come l'aver dato a volte troppa importanza a situazioni e persone che in realtà non ne avrebbero meritata, come l'essere inciampata, sia nella vita personale che nella vita professionale: ma ovviamente anche tutto ciò è stato importante ed è parte della donna che sono oggi e che sarò anche domani.

Quanto ai budget ho imparato soprattutto negli ultimi tempi che la vita molto spesso conosce la strada molto meglio di noi. Talvolta ci presenta delle salite lunghissime, talvolta sembra porci di fronte a muri altissimi, talvolta ci porta in mezzo a tempeste che sembrano infinite, ma aspettando si capisce che forse è proprio questa la vita e che senza tutto ciò non è possibile apprezzare davvero tutto ciò che di splendido può accadere, nella quotidianità, nei momenti più semplici, nei gesti più piccoli e poi nelle strade che ancora devono arrivare. La vita è un viaggio ed anche se noi siamo i passeggeri e spesso decidiamo quale via imboccare, siamo anche viaggiatori, alla scoperta di un mondo che non conosceremo mai del tutto abbastanza, ma che dobbiamo cercare di amare nonostante tutto e nonostante tutti.

Per il domani spero che tutto ciò che ho raccolto nel mio zaino in questi primi 30 anni (sassi più o meno pesanti, che fanno parte di me) siano la base su cui continuare a costruire il mio futuro ed il mio cammino. Ovviamente spero di poterlo condividere con persone che contribuiscano a renderlo ricco e spero anche io di poter essere importante, regalando piccoli o grandi sorrisi a chi incontro su questa strada, sia a chi vedo solo per qualche secondo sia per chi condivide e condividerà con me una parte maggiore del viaggio.

Sicuramente dovrò ricordarmi di non ripetere alcuni errori del passato e spero di riuscirci.

Ovviamente se siete riusciti a leggere il mio post senza annoiarvi vi ringrazio. Ho voluto condividere con voi una parte (sapeste quante sono in realtà...) delle riflessioni che in queste ore frullano nella mia mente.

Per questi 30 anni ho anche l'intenzione di riprendere un po' in mano il mio blog. Chi mi conosce bene sa che gli ultimi anni non sono stati facili per me, in particolare il 2017, per tanti motivi importanti. La prima metà del 2018 invece non è andata per niente male: ho un nuovo lavoro e che mi piace e mi sembra un ottimo punto di partenza.
La vita come vi dicevo a volte conosce la strada meglio di noi e ho voglia di vedere dove mi porterà (sperando sempre non lontano da Milano :)).

Grazie per la vostra attenzione! LauFas88 ogni tanto ritorna :)


martedì 23 febbraio 2016

La storia di Chiara... Riparto con lei

E' ormai da fine settembre 2015, circa 5 mesi, che non scrivo sul mio blog.
Questa sera ho voglia di farlo. Ci penso da qualche tempo.... e stasera ho deciso di ripartire con lei.

La storia di Chiara l'ha descritta anche il Corriere:

http://www.corriere.it/reportages/cronache/2015/violenza-donne-chiara-insidioso/

Leggerla è perdere il fiato.

Il 3 febbraio 2014, Maurizio Falcioni, il suo convivente, la aggredisce fino a renderla in uno stato di coma vegetativo, a furia dei calci con cui l'ha colpita alla testa.

Il 5 novembre 2015  Maurizio Falcioni ottiene uno sconto di pena: 16 anni.

Maurizio si chiama anche il padre di Chiara, che ogni giorno condivide come la mamma, Danielle, la sua storia e tutto ciò che accade a questa ragazza che dal coma si è risvegliata ma "che vivrà per sempre una vita senza nessun appello".



Chiara aveva 19 anni ed era una supertifosa della Lazio il 3 febbraio 2014. Da più di 2 anni si trova immobile, imprigionata in un corpo con gli occhi che vorrebbero parlare.

GUARDATE QUESTO VIDEO... 




Chiara attualmente si trova in una stanza d'ospedale al Santa Lucia di Roma,  con accanto i suoi genitori che ogni giorno percorrono chilometri e chilometri, per starla accanto. La mamma affronta quasi 3 ore di viaggio all'andata ed altrettanti al ritorno: chissà quanta sofferenza nel suo cuore e nel cuore del papà nel vederla ridotta così, per colpa di un massacro, avvenuto in uno scantinato.

Io la storia di Chiara l'ho scoperta qualche mese fa, da Facebook: non riesco a non seguirla ogni giorno, nei suoi lievissimi miglioramenti, nei luoghi virtuali a lei dedicati (perchè purtroppo di non virtuale è rimasta solamente lei, in quel letto o su quella carrozzina immobile... ).

Presto Chiara, che non può al momento avere una casa adatta a lei, finirà in un centro per anziani, molti non autosufficienti.

Chiara, io voglio dedicare la ripartenza del mio blog (e i mille pensieri che a volte mi frullano per la testa e mi stressano) a te.
Una storia allucinante, tenuta viva da chi ti vuole davvero bene, ma davvero assurda e dolorosa.



Ciao Chiara, questa sera avevo voglia di parlare di te.

Un abbraccio anche ai tuoi genitori ed alla tua nonna... ti vogliono davvero bene.

Grande indignazione per chi in un pomeriggio di fine inverno ha potuto ridurti così ed a chi non prevede per quest'essere una giusta pena... 

L'amore è ben altro ed una ragazza come te, e come me, merita solo quello, nei mille caos della vita... non di certo di tutto questo.

Ciao Chiara! Buonanotte!

Laura

lunedì 28 settembre 2015

Un ciao sincero a Roberta. #RIP

Avete presente quei momenti di relax trascorsi scorrendo la Home di Facebook una domenica sera qualunque? Ecco io, ieri sera, mi sono imbattuta nella foto di questa bella ragazza, cercando news su un evento del partito che seguo organizzato negli ultimi giorni in provincia di Brescia.

Oggi purtroppo questa ragazza non ce l'ha fatta. Un malore, in una discoteca sul mio Lago di Garda, a Desenzano, paese in cui ho frequentato il liceo.

Non la conoscevo, ma ho scoperto che - sempre sul social network più famoso del mondo - avevamo 128 contatti in comune. Ho scoperto che aveva pensieri simili ai miei. Ho scoperto che come me - che lo scorso anno avevo partecipato alla precedente edizione di questo evento formativo - anche lei amava scattare fotografie con gli amici e anche con gli esponenti politici coinvolti nei diversi dibattiti. Soprattutto ho scoperto che in questo periodo difficile, per il nostro Paese e per la politica, anche lei, in fondo, ci credeva ancora in un futuro da costruire, come me. 

Personalmente non la conoscevo, ma la sua scomparsa mi addolora molto.

Solo qualche mese fa ho perso la mia amata nonna. Anche lei in molti punti mi assomigliava. 
Non scrivevo più sul blog dal 26 febbraio scorso, quando tornando a casa per il weekend ho visto la Nonna Ada male come non mai. I mesi successivi sono stati ben peggiori, un declino veloce e inarrestabile, fino agli ultimi giorni in cui io che volevo andare a trovarla ogni volta che ero a Peschiera, non avevo più voglia di vederla stare così male, immobile, senza coscienza.. lei che mi correva incontro con ogni forza e che stravedeva per la sua nipotina.

Questa brutta storia di Roberta mi ha fatto venire una voglia irrefrenabile di scrivere ancora un post.

Purtroppo siam tutti qui per un tempo limitato e la brutta storia di Roberta mi ha fatto emergere con forza questi pensieri. Siamo qui e tra un attimo potrebbe essere tutto finito: noi, le nostre preoccupazioni, le nostre speranza, il nostro lavoro, la nostra fatica passano. Quello che resta è il ricordo che lasciamo di noi. E ciò che abbiamo fatto. Non sappiamo quante ore, giorni, mesi ed anni avremo ancora per fare quello che vorremmo, per realizzare i nostri obiettivi, per mettere passione. Dobbiamo cercare di vivere al meglio, ogni attimo, anche quelli peggiori, ricordandocelo.

Mi spiace molto per questa ragazza. Ciao Roberta... Ti avrei conosciuta volentieri, ma purtroppo non c'è stata occasione, sei andata via troppo presto.

Riposa in Pace. 



PS: Questa foto - che lei aveva messo come foto del profilo - è proprio dello scorso anno. Anche lei era a Forza Futuro 2014, come me. Quella sotto invece è proprio con noi, lo scorso anno....


giovedì 26 febbraio 2015

Forza Nonna! Questo post lo voglio dedicare a te!

Avere davanti un foglio (o uno sfondo) bianco e non sapere quali parole scrivere (o digitare) non ho ricordi di quando mi sia capitato l'ultima volta.
Eppure stasera, tornando sul mio blog, aprendo un nuovo post, ho quasi difficoltà a premere i tasti del PC.

Sono qui a Milano, nella città che a me piace un sacco (nonostante a molti possa sembrare strano, è bella e le ho dedicato pura una pagina (https://www.facebook.com/dallacittacheaMIamo). Lavoro tanto e tra giornate (e serate) in ufficio con mille cose da fare (e a volte con tanta ansia) sono soddisfatta di me, che giorno dopo giorno sto diventando sempre un po' più grande.

Dopo questo preambolo vengo a ciò di cui non vorrei parlare, ma ho bisogno di farlo.
Chi mi conosce bene dovrebbe sapere che io parlo tanto, ma mi è molto difficile parlare di ciò che ho davvero a cuore. Chi mi conosce bene di sicuro sa che preferisco scrivere, perchè mi fa star meglio, da sempre.

Sono parecchio turbata perchè la mia nonna, la nonna Ada, ultimamente sta male. Mamma e papà sono lì con lei e per telefono stasera ho saputo che sono in ospedale. Nelle ultime settimane è stato un via vai tra casa di cura ed ospedale. Sono giorni difficili e (anche se spesso sembro non esprimere i miei pensieri e i miei sentimenti) mi sento molto pensierosa ed anche triste.

Sabato e domenica scorsa l'ho vista la nonna, come non l'avevo mai vista.
Lei, che ogni volta che mi vedeva si alzava sempre in piedi con energia, nonostante gli acciacchi, nonostante facesse fatica ormai a camminare, sempre contentissima, venendomi in contro.
Lei che c'è sempre stata. Lei che ha sempre stravisto per me.
Fin da quando ero piccola, ha sempre vissuto esattamente nell'appartamento sotto quello in cui vivevo con mamma e papà, dedita al lavoro nella edicola-tabaccheria. Ci son stati periodi di alti e bassi anche nella mia famiglia, ma lei ne ha sempre fatto parte e per me è sempre stata importante.
L'ultimo weekend l'ho sentita urlare frasi sconnesse, l'ho vista in un breve momento di lucidità sentirsi molto dispiaciuta perchè "è sempre stata felice di vedermi, ma quel momento no, non lo era".
Ha passato giorni e giorni senza mangiare, ormai dorme quasi sempre e spesso quando si sveglia non è lucida. Vederla così mi ha fatto male, davvero, e mi fa ancor più male sapere che sta passando un momento così brutto.
Mi dà fiducia sapere che con lei ci sono mamma e papà, certamente. Ma sono parecchio triste.
Forse chi trascorre le giornate con me non lo percepisce,perchè ho imparato pian piano a far trapelare poco di me (della vera me...), però tra un sorriso e l'altro penso a questo, anche tra una slide ed una riunione talvolta ci penso.

Che dire? La vita è così... è un passare, un giorno dopo giorno, facendo tanto, mentre poi intorno a te accade tutto e quel che accade a volte ti passa accanto, a volte è un po' lontano, ma in certi casi entra dentro, dentro tanto.

Io sono qui, a Milano. A casa ormai torno ogni 2 o 3 settimane. Le giornate qui sono intense, gli impegni moltissimi, il tempo sempre meno. Basta poco però, purtroppo a volte basta un momento brutto, per ricordare ciò che conta davvero, ciò che è in te, nella tua vita, nel tuo essere e nemmeno tanti giorni e nemmeno dei chilometri e delle distanza possono scalfire.

Nonna questo post è per te, anche se non lo leggerai mai.
Forza Nonna! Tu per me hai sempre spalancato gli occhi e le braccia, io sono un po' diversa, sono un po' meno espressiva forse, ma ti ho sempre voluto tantissimo bene. Grazie di esserci sempre stata e mi fa piacere che tu straveda per me, anche ora.

Ti voglio bene!


Ps: Questa foto l'ho scattata pochissimi mesi fa: siamo belle no, io e la mia nonna?

A voi che passate per il mio blog, a chi di voi mi conosce molto e a chi passa di qui per caso... scusate per questo Post un po' troppo personale. Scusate davvero, ma avevo bisogno e voglia di scriverlo, da giorni.


martedì 30 dicembre 2014

Qualche pensiero (per me) tra un anno e l'altro



Tra la fine di un anno e l'inizio di un altro solitamente scrivo un post e dunque eccomi tornare sul mio blog, a cui tengo molto nonostante passi sempre più raramente.

Il 2014, se devo essere sincera, è stato un anno che mi ha soddisfatto poco, un anno di mezzo, ma nello stesso tempo come tutti gli anni importante.

Mi ritengo fortunata dato che sono stati 12 mesi di pieno lavoro, in un periodo come questo, e sono felice, perché giorno dopo giorno in ufficio ho cercato di dare il meglio di me e di migliorarmi, in un ambiente sempre pieno di stimoli, complesso e nel quale piano piano mi sto inserendo. Ci sono stati giorni più o meno semplici, persone con le quali sono andata più o meno d'accordo, ma sicuramente sono cresciuta e questo di certo non mi dispiace.

Poi è stato un anno in cui ho iniziato a frequentare più intensamente un partito politico. La politica, a dir la verità, mi sta deludendo molto, a livello nazionale e anche a livello locale, ma credo che lamentarsi, senza provare nel proprio piccolo a partecipare, sia più inutile che cercare di muoversi e quindi tento, nonostante il tempo sia pochissimo, di interessarmi e di esserci. Ho scoperto che, accanto a politici e amministratori locali spesso lontani dagli interessi dei cittadini e incapaci di trovare soluzioni, ci sono tante persone che hanno ancora passione e voglia di fare e spero che tali persone, nonostante tutto e tutti, possano contribuire ad un futuro migliore, in Italia e nelle nostre città.

Nel 2014 è nata la mia pagina su Facebook dedicata a Milano: Noi amiamo Milano - In diretta dalla città che amiamo. Sinceramente non pensavo che in pochi mesi avrebbe raggiunto più di 3000 "Mi Piace", soprattutto perchè la gestisco da sola con foto, link, pensieri e commenti sulla città nella quale vivo da ormai quasi 10 anni, sempre più impegnata, sempre con meno tempo libero. Invece è cresciuta anche lei, tantissimo, e ne sono molto orgogliosa.

Quest'anno come tutti gli anni è stato pieno di gente...
C'è chi come sempre c'è stato e che ringrazio di cuore: i miei genitori, la mia nonna, la mia migliore amica.
C'è chi ha reso questi mesi pieni e vivi, come le mie coinquiline (con le quali ho condiviso momenti divertenti e di relax), come chi tra un aperitivo, un evento e un giro ha scherzato e sorriso con me, come coloro con i quali ho trascorso ore e ore tra excel, power point, riunioni.. Grazie a tutti.
E' capitato anche di dare troppa importanza a persone che a me ne hanno riservata poca, ma anche quel tempo non è stato perso.

Per il 2015?

Per il 2015 ho un primo grande proposito: cercare di non perdere mai l'entusiasmo.
La voglia di fare e la tenacia mi hanno sempre caratterizzato, come la curiosità e l'energia, ma negli ultimi mesi talvolta sono venute meno. Devo recuperarle, a pieno, in ogni campo.
Inoltre devo ricordarmi chi sono e quanto valgo, cercando di rispettare tutti ma nello stesso tempo pretendendo rispetto per me, anche questo in ogni campo.
Spero anche di riuscire a migliorare nel selezionare le persone da avere accanto: i due punti precedenti, infatti, dipendono anche da chi condividerà con me i prossimi mesi.

Non voglio tediarvi con le mie considerazioni personali. Solitamente non uso il blog per questo, ma tra un anno e l'altro qualche pensiero è concesso e chi mi conosce davvero bene sa che adoro scrivere e condividere...

Prima di chiudere, voglio porgere a tutti i miei migliori auguri per questo 2015.

Auguri a tutti!

Auguri all'Italia e auguri anche a Milano, che quest'anno ospiterà Expo2015, speriamo possa essere un'occasione per recuperare fiducia e voglia di futuro.

Buon 2015!!!!!

A presto....


mercoledì 8 ottobre 2014

Lavoro e consumi non si creano per legge.. o peggio per slogan

Ultimamente scrivo poco qui sul blog, soprattutto perchè il tempo per seguire l'attualità (e soprattutto per commentarla) è per me molto poco. 
Come me molte persone lavorano (ancora... per fortuna, nonostante tutto) e/o comunque non riescono comunque a seguire tutte le notizie, i comunicati stampa, le interviste, i pensieri e i tweet.

Il governo Renzi è lì, dopo Monti, dopo Letta, cerca di creare lavoro con una legge dal nome inglese, lo Jobs Act (dirlo in Italiano, Legge sul Lavoro, certo è meno figo e fa anche meno marketing). Fiducia o non fiducia, bagarre in Parlamento... Forse ci riuscirà ad approvarlo e quando leggerete questo post provabilmente sarà già sui giornali con dei bei titoloni la sua approvazione.



A Renzi va il merito, a mio parere, di mettere in discussione i muri innalzati da anni da diverse parti, sindacati in primis (e suoi colleghi di partito anche...), mettendo in crisi quelle bandiere ideologiche che per anni hanno immobilizzato il cambiamento del Paese.

"Art.18 si" e "art.18 no" sono gli slogan principali che da una parte e dall'altra si sentono pronunciare non appena qualcuno vuol parlare di mercato del lavoro.
Dire di toglierlo crea un caos primordiale. Dire di non toglierlo sembra bloccare la ripartenza del lavoro. Renzi voleva toglierlo. Forse ci riuscirà, forse non ci riuscirà, forse userà magheggi per farlo e poi non farlo in realtà (un po' come le province ricordiamo, eliminate solo dalle elezioni ma non nelle strutture). 
Tutto questo servirà a creare lavoro?

Nuove leggi, nuove regole, la modifica della regolamentazione, la modifica delle tipologie di contratti, le discussioni su entrate e uscita, su licenziamenti, cassa integrazione, indennità di disoccupazione, sono tutti aspetti positivi, credo, che possono favorire miglioramenti della realtà che i lavoratori (o gli aspiranti tali) si trovano a vivere. Renderebbero più flessibili il mercato, credo. Renderebbero l'Italia più simile ai Paesi con i quali compete, credo. Renderebbe meno rigido il rapporto tra imprese e occupazione, credo.
E' tutto vero. Credo.

Ma davvero siamo convinti che il lavoro si possa creare per legge?
Il lavoro si crea alimentando un circolo virtuoso: 
più consumi, più investimenti, più impresa, più occupazione > più consumi, più investimenti, più impresa, più occupazione.

Anche di rilanciare i consumi, infatti, si parla.

Di qualche giorno fa la proposta di portare il TFR (Trattamento di fine rapporto) nella busta paga dei lavoratori, proposta che arriva dopo il tentativo (rivelatosi dati Istat alla mano poco produttivo) dei famosi 80 euro.

Chi è favorevole a tale proposta considera un incremento della liquidità nel portafoglio dei lavoratori a fine mese una spinta per favorire la ripresa dei consumi. Certo, potrebbe quasi sicuramente accadere che trovandoci qualche euro in più sul conto corrente (noi pochi fortunati ad avere ancora un lavoro) potremmo ogni mese acquistare qualcosina in più. E' vero.

Ma il Tfr ha una funzione.

In Italia la previdenza complementare non è ancora decollata e i lavoratori superfortunati da riuscire a raggiungere l'età pensionabile riceveranno dalla gamba pubblica della previdenza una pensione che abbasserà di molto gli introiti rispetto allo stipendio ricevuto.
Inoltre, molti lavoratori, il lavoro lo cambiano o peggio lo perdono. 
Il Tfr è un cuscinetto, che si impone ai lavoratori di detenere. Certo imporre non è mai liberale e ognuno dovrebbe poter essere libero di scegliere se spendere o risparmiare, anche questo è vero.
Il Tfr inoltre è una somma di risorse finanziarie che vengono "depositate" per un periodo tendenzialmente lungo di tempo, che consente agli intermediari (che stanno di mezzo tra depositi e crediti) di utilizzare tali fondi per erogare finanziamenti a medio/lungo termine (proprio quelli che servono ad imprese e famiglie per effettuare investimenti e che già mancano in questi anni...).

Aggiungere il Tfr in busta paga può dare un piccolo aiutino ai consumi, ma vale la pena attaccare uno dei pochi (seppur piccoli) pilastri del risparmio degli Italiani?

La vera domanda di fondo è: ma lavoro e consumi si possono creare semplicemente approvando leggi? O peggio con slogan?

Magari...

I dati drammatici li leggiamo, li vediamo ma soprattutto li viviamo ogni giorno: basta fare un giro per le nostre città, anche per Milano, una delle città più vive d'Italia, che attende l'Expo, per comprendere che non sono solo numeri. Un ennesimo articolo che descrive la drammatica situazione che l'Italia sta vivendo (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-07/peggio-una-guerra-sette-domande-scoprire-veri-numeri-lunga-crisi-175759.shtml?uuid=ABYNau0B)

L'unica soluzione per fermare una situazione così radicalmente negativa è pensare a cambiamenti profondi,
che consentano di ridare un futuro a chi ancora crede in questo Paese, che consentando di recuperare la fuga di lavoro, la fuga di persone, la fuga di consumi, la fuga di investimenti e capitali.

Certo fa piacere se delle leggi cercano di migliorare il mercato, il mondo del lavoro, le regole... ma è ben più urgente domandarsi come crearla l'occupazione, i contratti, le collaborazioni... e questo non può essere fatto con un semplice decreto legge.

E' necessario pensare a scelte profonde e forti. Certo con governi in grado di governare (stabili, forti) e con l'appoggio delle parti sociali (compresi i sindacati) se non vogliono ritrovarsi a rappresentare disoccupati più che lavoratori.
Un esempio, il primo grosso tema che mi viene in mente e che andrebbe affrontato, è la revisione del modello di welfare con una maggiore collaborazione pubblico-privato (nella previdenza, nella sanità...). Il welfare è la più grossa voce che pesa sulla spesa pubblica e sotto il peso del welfare, se troppo preciso, un Paese può rimanere schiacciato.
Prima di pensare a portare il Tfr in busta paga, va creata e favorita una cultura della previdenza integrativa e del risparmio. E questo non si fa per legge: la previdenza complementare in Italia è già stata introdotta.
Si fa con politiche che favoriscano una cultura, perchè no anche iniziando dall'istruzione e dalla formazione.

Poi certo si parla troppo e si fa troppo poco per investire sui grandi asset che nel nostro Paese ancora ci sono: il Paese in primis. E' conosciuto nel mondo come "Il Bel Paese", mentre le nostre bellissime città sono abbandonate spesso a se stesse, sporche, insicure, inefficienti, anche sotto ai monumenti che ci rendono famosi e attirano milioni e milioni di turisti e visitatori. I trasporti, poi, rendono difficilmente raggiungibili molte parti bellissime della nostra penisola e delle nostre isole.

Per creare lavoro e consumi servirebbe questo e molto altro...  

La palla la passo a chi ci rappresenta, in Parlamento, e a chi ci governa... al momento Renzi...

Non voglio tediarvi amici che leggete il mio post, come al solito, come sa chi mi legge da più tempo, volevo solo esprimere qualche mio pensiero e condividerlo con voi.

Commentate mi raccomando!
Le vostre idee e i vostri punti di vista mi interessano :)


martedì 26 agosto 2014

Un post per chi ama Milano - Pagine diversamente "arancioni"



Facebook, oltre ad essere un social network utilizzato per mantenere o creare contatti di amicizia tra i diversi utenti, è sempre più utilizzato per la creazione di pagine con l'obiettivo di condividere idee, appartenenze, opinioni, prodotti, luoghi, aziende.

Negli ultimi anni sono nate diverse pagine aventi come tema la città di Milano - che come chi mi segue sicuramente sa è la città in cui vivo e che adoro - con in comune un colore, l'arancione.
Per chi non lo sapesse arancione è il colore con cui si sono presentati coloro che negli ultimi anni stanno governando la città. La politca non vuole essere l'obiettivo di questo post, che vuole solo dare uno sguardo, da più vicino, a queste interessanti testimonianze presenti sul nostro caro Facebook.

Sono comunità, luoghi di diffusione e di incontro nelle quali sono condivisi link, immagini, post, pensieri che fotografano la realtà che, purtroppo, sta deteriorando l'immagine del capoluogo lombardo negli ultimi anni.
A giudicare dal numero di "seguaci" sempre più alto di queste pagine vale la pensa passare a dare un occhio e, magari, contribuire con loro, inviando segnalazioni, idee, opinioni e documenti, anche utilizzando i nostri cari smartphone per comunicare ciò che della nostra Milano vorremmo veder diversa.

Mancano pochi mesi ad Expo 2015, i tusiti sono tanti in ogni mese dell'anno, Milano è attraversata da milioni di persone che ci vivono, che ci lavorano, che ci studiano, che ci transitano.
Riporto alcuni link qui sotto, con il logo delle pagine che personalmente seguo maggiormente.
 E' un elenco non esaustivo, sicuramente sono solo alcuni esempi... sono 3 pagine, molto interessanti, a mio parere.
Vi consiglio di cliccare sopra i link (nomi delle pagine) e di dare un occhio, da soli, e di pensare. La politica lasciatela stare... Guardate con gli occhi di cittadini e se potete, se vi va, cliccate "Mi Piace"... e restate in contatto.

1) Link > Salva-MI


2) Link > La Papera Arancione


3) Link >  Piazza Castello e la nostra Milano non sono una fiera arancione




Queste pagine le seguo già da qualche tempo, non sono le uniche... Seguo anche molti siti di notizie e di news, che consulto quando possibile (nel poco tempo libero che rimane dal lavoro...).

Milano è una mia grande passione, l'ho già detto.
Ecco perchè, da qualche mese, ho creato anche io una mia Pagina, sempre su Facebook, nella quale condivido contenuti trovati su diversi giornali online, altre pagine (tra cui quelle sopra consigliate), gruppi... nonchè segnalazioni che talvolta mi arrivano dagli amici (ormai tantissimi) che mi seguono.
L'obiettivo per me era creare un luogo di raccolta di tutto ciò che mi colpiva, tra ciò che accadeva qui sotto la Madonnina, e condividerlo...

Vi segnalo dunque anche "Noi amiamo Milano - In diretta dalla città che amiamo"
Link > Noi amiamo Milano - In diretta dalla città che amiamo



Milano è una città molto grande e di persone che la osservano ce ne sono tante.
I link che vi ho suggerito di visitare in questo Post sono solo un punto di vista... Sicuramente...
Sono solo opinioni, foto, immagini, pensieri....

Personalmente, credo che Milano (città che a molti non piace, da cui molti vorrebbero fuggire) meriti molto molto di più rispetto a ciò che attualmente sta vivendo.
La pulizia, la sicurezza, la lotta al degrado sono un diritto di tutti e, politica a parte, fa male vedere come spesso manchino, anche a pochi passi dal Duomo e soprattutto nelle periferie. Stabilire responsabiltà e soprattutto esprimere idee politiche non è l'obiettivo di questo Post... Diffondere link che possono essere utili per dare un occhio e riflettere sì...
 
Su questo blog potrete trovare altri post dedicati a Milano... Spero possiate leggerli, condividerli e commentarli... E fatelo liberamente, dicendo ciò che pensate, senza limiti...

Vi consiglio di visitare le pagine che vi ho suggerito. Basta un account Facebook (che molti di noi ogni giorno utilizzano per mille interessi e mille contatti), ma basta anche solamente cliccare sui vari link che ho inserito in questo post. Contribuite a far queste pagine (ma anche altre altrettanto belle che di sicuro troverete navigando).. Inviate immagini, idee, pensieri...

Se avete a cuore Milano, partecipate e condividete...

Milano è di tutti noi...
Arancione o non arancione...

martedì 8 luglio 2014

Perchè stasera tifo Germania

I Mondiali 2014 li ho seguiti poco. Le partite dell'Italia le ho seguite per la maggior parte in ufficio coi miei colleghi. Lo ammetto, senza molto entusiasmo.

Lo confesso, ho più voglia questa sera di tifare Germania.

Eh lo so, sono controtendenza. La Germania molti Italiani vorrebbero vederla perdere, ma ora vi spiego perchè tifo per lei, perchè la stimo.

Primo motivo, marginale, ma importante: sono nata sul Lago di Garda e in questo momento, anche se vivo a Milano, so bene che i turisti affolleranno le strade e i bar del mio paese con le loro bandiere... sono soprattutto Tedeschi e li sento più vicini a me di quando non siano i Brasiliani (senza che questi ultimi me ne vogliano).

Secondo motivo, più ideologico, ma non meno importante.
La Germania è un Paese che ha orgoglio, un Paese che con forza, con grinta, forse a volte anche con eccessivo senso di onnipotenza, crede in se stesso.
L'Italia non è più capace di farlo. Anche la Nazionale, in quel gioco che in fondo è il calcio, l'ha dimostrato.

Certo, le politiche di austerity imposte in Europa hanno la firma tedesca spesso. E' vero.
Ma noi abbiamo mai avuto la forza per avere voce in capitolo?

L'Italia è tra i Paesi fondatori della Comunità Europea.

Meriteremmo più grinta ed invece l'abbiamo persa del tutto.
Populismo, demagogia, il far nulla, la politica fatta di marketing e spot ci comandano... come pensiamo di confrontarci con l'Europa?
In Italia noi giovani ci sentiamo schiacciati e le soluzioni per la crisi che colpisce imprese e famiglie sembrano non essere priorità. In Germania, seppure ci son situazioni economiche diverse, i giovani non si sentono così e neppure famiglie ed imprese.

Meritocrazia è un criterio che non premia l'Italia ed io nella meritocrazia ci credo.

Certo la Germania ha fatto moltissimi errori e non sempre sta agendo in modo pulito ed onesto, ma non me la sento di non inchinare il capo di fronte ad un Paese così, che fino a qualche decennio fa era diviso a metà da un muro e che ora ha un'aria così forte e così impenetrabile... spesso irrealistica.. anche lei economicamente rischia molto dalla crisi dell'Europa... ma lei almeno ha orgoglio.

Forza Germania, perchè credo che tra Renzi e Merkel non ci sia paragone.
Forza Germania, perchè come i primi della classe ogni tanto sarebbe meglio imitarli, piuttosto che criticarli.

I poteri forti impediscono spesso all'Italia di esser forte e orgogliosa nelle risposte... nelle azioni.
Molto spesso però siamo noi stessi che impediamo ciò.

L'Italia è fondata sul culto della mediocrità.... in pochi si informano, in pochi studiano davvero, in pochi lavorano con energia e onestà, in tanti, troppi, accettano di esser guidati da governi poco abili nel risolvere i veri problemi..

La Germania stasera sta facendo una bellissima e grandissima partita!
Stupendo!!!

0-4 !! Per ora, per la Germania!

Se lo merita.

Con la speranza che l'Italia ritrovi la forza di credere ed investire su se stessa, a partire dai Mondiali... per cose che contano molto di più.

Io sono giovane, ho avuto la fortuna di avere un lavoro qui, a Milano, e cerco di svolgerlo al meglio. Io ci credo ancora nel mio Paese e nel cuore faccio il tifo per lui.
Certo credo che bisognerebbe abbandonare la mediocrazia e puntare a fare, più che alle parole.
Slogan non servono per rendere un Paese forte e nemmeno governi abili nel lanciare slogan.

Servono orgoglio e voglia di cambiare, partendo dalla riduzione di quella enorme montagna di tasse che frena il lavoro... non in modo spot (80 euro) ma in modo radicale e strutturale...Finchè ciò non accadrà saremo sfiduciati e sempre più poveri...

E non sarà poi una grande colpa tifare per un Paese forte, che piuttosto che criticare a volte dovremmo cercare di imitare... economia e politica a parte (su cui non intervengo per ammetto incompetenza..) Forza Germania!!

E siamo a 0 a 5...e ho concluso questo post solo mezzora dopo l'inizio della partita.. al 90esimo il risultato non so quale sarà :)

Il mio cuore resta in Italia!!! E spero davvero con il lavoro di tutti noi riesca a ritrovare la strada per essere orgogliosa di sè, mondiali a parte
Io amo l'Italia, non la Germania! Ed è per questo che stasera tifo Germania, perchè vorrei che l'Italia avesse più orgoglio e iniziasse una strada per diventare più credibile, diversa e forte, come merita.









martedì 17 giugno 2014

Notte prima degli esami


Domani prima prova, anno 2014.
Ogni anno centinaia di migliaia di studenti affrontano una delle prime grandi prove della propria vita: la maturità

Gli esami certo mettono molta ansia, ma anche il futuro ne mette molta. 
La notte prima degli esami puoi pensare tutto e il contrario di tutto, ma sicuramente è un momento importante.
Io non ricordo tantissimo della mia maturità, ma ripenso a cosa accadeva ormai ben 7 anni nella mia vita e mi rendo conto di quanto da allora sia cambiato.
La fine della scuola segna la fine di un periodo importante e l'inizio di un altro, pieno di moltissime nuove sfide e di esami sicuramente più pesanti e più difficili da superare rispetto alle tante temute prima prova, seconda prova, terza prova e prova orale.

Circa 490.000 ragazzi domani saranno davanti ad un foglio bianco a scrivere il loro tema. 

Siamo in un Paese in cui nel merito si crede sempre troppo poco, anche da giovani, e questo credo sia uno delle maggiori zavorre. Il lavoro è poco. Politiche industriali assenti, sistema fiscale, burocrazia, assenza di giustizia, crisi finanziaria, crisi economica, governi non abbastanza forti e non abbastanza volenterosi nel cambiare le cose consegnano a questi ragazzi un'Italia che crede troppo poco in loro e in cui loro stessi credono sempre meno.

Quello che mi sento di dire, da ormai 26enne, a chi con qualche anno in meno di me domani affronterà non solo un esame, ma un passaggio verso il futuro, è di non smettere di credere.

Le difficoltà che dovranno affrontare saranno molte.
Ma chi ha studiato, chi domani si impegnerà al massimo, chi nonostante i libri siano considerati sempre più inutili continua a leggere, ad informarsi, a cercare, chi è curioso, chi ha voglia di fare.. sicuramente troverà la propria strada. Ai maturandi voglio augurare di essere più forti delle loro paure. E di fregarsene di tutti coloro che affermano che studiare è inutile, che tanto c'è la crisi... 

A chi crede nel proprio merito auguro di non smettere di farlo. Essere bravi premia. 

Certo, trovare la strada sembra difficile ed è molto faticoso... la sfida vera non finisce mai.. ma chi ha merito ne è consapevole e - nonostante viva in un Paese che spesso crede poco nel sapere e nel saper fare - deve coninuare a crederci. Io ci credo, nel merito, come credo che in Italia molte cose vadano cambiate, anche nella formazione, nel sistema scolastico, nel mondo del lavoro.

Cari maturandi e cari lettori non voglio tediarvi ulteriormente.

Molti di voi saranno a cercare ipotesi sugli argomenti della prima prova di domani... molti di voi domani mattina cercheranno i classici "temi svolti".
Io amo troppo scrivere, non sarei mai riuscita a scrivere un tema cercando frasi qua e là su internet... 

Ragazzi cercate le vostre strade e costruite tutto con le vostre mani e le vostre menti.. Essere una fotocopia di altri non aiuta, meglio essere l'originale, fidatevi.

Vi lascio qualche mio vecchio post (scritto in realtà ben dopo il diploma ma che mi sento di condividere comunque con voi)




 
...E vi lascio anche una canzone, anzi la canzone per eccellenza di queste serate, che io stessa ho ascoltato tante volte non solo prima della maturità, ma soprattutto prima di tanti altri importanti esami..

In bocca al lupo per domani e in bocca al lupo per il vostro futuro!
Cercate le vostre strade, in Italia, all'estero, ovunque...
 E credete nel merito. E non permettete a nessuno di togliervi la speranza e i vostri sogni. Nemmeno alla crisi.












lunedì 16 giugno 2014

Non ci sono parole.

Raramente su questo blog scrivo per commentare fatti di cronaca. 
Ce ne sono moltissimi ogni giorno e, certamente, ogni storia meriterebbe attenzione, dato che dietro ad ogni storia, anche nera, ci sono persone.
Questa sera, però, non riesco ad andare a dormire senza scrivere due parole, due pensieri, due sensazioni, sulle due orribili vicende che oggi hanno occupato le homepage dei giornali, i social network e sicuramente i pensieri di molti di noi.

La notizia dell'individuazione del presunto assassino di Yara riporta l'attenzione su quanto accaduto a quella ragazzina, uscita di casa per andare in palestra, per allenarsi, per divertirsi, e mai tornata.
L'uomo a cui si è risaliti tra indagini, esami sul DNA, riesumazioni di salme, ricerca di figli illegittimi ha 40 anni ed è padre di 3 figli, ma soprattutto è un uomo e ci si chiede come lui (o, visto che vige presunzione di innocenza, qualcuno come lui) possa aver commesso un delitto così.

Questa notizia non oscura però un'altra altrettanto orribile, ancora più difficile da comprendere, che mette ancora più sgomento. Un uomo, nelle vicinanze di Milano, ha massacrato la moglie e i suoi due bimbi, di 5 anni e di 20 mesi. Tutti gli altri particolari su quanto accaduto, sottolineati vigorosamente in molti articoli (come il fatto che lui prima di ucciderla abbia fatto l'amore con lei) mi sembrano accanimento macabro su una notizia che di macabro ha già molto. Come la ricerca dei moventi. Cronaca ok, ma non ci possono essere cause che giustifichino azioni del genere.

Commentare è difficile e, in questi casi, non ha nemmeno senso, forse.

C'è chi invoca la pena di morte. Io personalmente non sono d'accordo con la pena di morte, certo sarei d'accordo con pene che facessero desiderare a questi individui la morte per il resto della loro vita.

Ma quello che prevale, leggendo queste notizie, è un grande senso di tristezza, enorme.

Non ci sono parole a volte.

Queste vicende sono difficilissime e forse impossibili da comprendere.
Sono accadute qui, a pochi passi da noi, compiute da persone apparentemente per bene, insospettabili.
Nel secondo caso compiute dalle persone con cui le vittime hanno pensato di vivere la propria vita e, nel caso delle piccole vittime, dalle persone che avrebbero dovuto proteggere la loro vita.
Una bimba di 5 anni, un bimbo di 20 mesi e una donna sgozzate.
E una ragazzina, Yara, massacrata di coltellate.

Ogni giorno le notizie che ci bombardano sono molteplici. Tante non le notiamo nemmeno, molte ci passano sotto gli occhi e ci lasciano indifferenti, molte altre ci fanno riflettere un po'... notizie come queste mi lasciano senza parole e forse in casi come questi l'unica cosa che può essere utile è il silenzio.

Sperando che a questi mostri (perchè non si possono definire e/o giustificare in nessun altro modo) ci pensi la giustizia, consapevoli che nessuna pena sarà mai così grande come il male che han fatto.

I mass media saranno sicuramente ricchi di speculazioni su queste notizie nei prossimi giorni, con servizi e programmi che scaveranno nelle vite distrutte delle vittime, spesso senza buon gusto, cercando di accontentare pubblico ed audience. Spero si ricordino, almeno, tutti, di chiamare questa gente con nomi e aggettivi adatti: assassini, punto. (Come ho già scritto per un altro orribile fatto di cronaca, a questo link
> http://laufas88.blogspot.it/2013/05/fabiana-ennesimo-caso-assurdo-di.html)

Io non pubblico le foto delle vittime. Io non sono un giornale, io non ho bisogno di impietosire i miei lettori per attirarli. Lascio solo 4 candele, dedicate alle 4 vittime di questi 2 mostri.
Certe notizie non han bisogno di parole ed immagini, colpiscono fortemente, e lasciano sgomenti. Meglio silenzio, per chi ci crede preghiera, e rispetto...



venerdì 13 giugno 2014

Pausa pranzo intorno al Duomo. Versione arancione.

Sono passati ormai quasi 3 mesi da quanto ho scritto il mio invito a cena per il sindaco di Milano (http://laufas88.blogspot.it/2014/03/gentile-sindaco-invito-cena-per-lei.html), ancora valido.

Forse un invito a cena è troppo impegnativo. Che ne dite di un invito a pranzo, qui in zona Duomo a pochi passi dalla sede del Comune? Io lavoro proprio qui attaccata.

Oggi, approfittando di una pausa leggermente meno frenetica del solito, mi sono seduta in un locale in una traversa di Corso Vittorio Emanuele.
Seduti ai tavolini principalmente due categorie di persone:
- turisti, provenienti da ogni parte del mondo
- lavoratori della zona, molti costretti nelle loro camicie, giacche e cravatte, alla ricerca di un po' di relax prima di tornare nel fresco dei loro uffici all'aria condizionata.

Essendo dentro ho scattato una foto molto esplicativa su come stare seduti tranquilli ai tavolini dei locali in zona Duomo non sia ormai così facile:


A pochi passi, inoltre, son riuscita ad immortalare l'accoglienza della nostra città ad una turista quasi sicuramente proveniente da qualche Paese europeo più a nord dell'Italia, Germania credo:



Ecco quindi che anche un giro in pausa pranzo intorno alla sede del suo Comune potrebbe servire a sindaco ed assessori per vedere come ormai è diventato il cuore di una città attraversata ogni giorno da migliaia e migliaia di persone e che l'anno prossimo attirerà, si spera, milioni di visitatori per Expo.

Volevo condividere solo qualche foto con voi.... torno al lavoro, come capita spesso indignata da ciò che vedo sotto il mio ufficio.. Certo, nelle periferie e anche appena fuori da zona Duomo, i problemi sono ben altri, ma qui ne va dell'immagine della città... Tutto questo è inaccettabile. Qui, a Roma e in tutti gli altri luoghi meravigliosi del nostro Paese.







mercoledì 11 giugno 2014

Lettera di mamma per il mio compleanno. Voglio condividerla con voi perchè sono orgogliosa :)



Oggi voglio condividere la bellissima lettera che ho ricevuto ieri sera dalla mia mamma (e anche papà...) per il mio compleanno.

Voglio condividere con tutti voi quanto sono orgogliosa (e felice) di avere dei genitori così...Volevo che anche voi sapeste che con me, dietro quello che sono, ci sono loro.. Sono cresciuta è vero, vivo in una città relativamente lontana, ma li sento sempre vicini...

Vi voglio bene mamma e papà! 

Grazie! 
Grazie di tutto!
                                                                                                                          
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10 giugno 2014
CIAO,
è da tanto tempo che non ti scrivo,  ma questo mi sembra uno di quei momenti importanti che meritano qualche riga di riflessione.
Leggendo il tuo blog, come vedi mi sono modernizzata anch’io, dici che sei “cresciuta”, beh me ne sono accorta anche se spesso, devo ammetterlo, sembro dimenticarmene…
Sembra ieri quando tenevo tra le braccia un “ fagottino” singhiozzante, sì perché nei primi giorni di vita avevi spesso il singhiozzo, non sapevo come prenderti in braccio per non farti del male , a cambiarti il pannolino: infatti sono riuscita a farti andare giù dal fasciatoio, per fortuna senza conseguenze , piangevo ogni volta che la notte  scoprivo che avevi la febbre alta, allora ti facevo impacchi con acqua fredda ,così mi avevano consigliato, e contemporaneamente mi scioglievo in lacrime…
Poi man mano che passavano gli anni ho imparato a starti sempre vicina  quando ogni piccola difficoltà ti sembrava fosse insormontabile e spero di esserci riuscita..
Poi col tempo hai imparato ad affrontare le tue giornate da sola, lontana da casa in una città che ti ha permesso di crescere tra varie difficoltà, tra momenti belli ed altri meno belli. Eravamo lontani ma il mio pensiero e la voglia di ESSERCI è sempre sta tanta.
In questi ultimi anni hai raggiunto dei traguardi importantissimi che ti permettono di festeggiare i tuoi 26 anni con soddisfazione ed orgoglio.
L’augurio che io mi sento di farti vorrei ne racchiudesse tanti, tutti insieme, perché ti auguro di poter realizzare tutti i tuoi sogni, perché lo meriti, e penso che con la tua caparbietà, anzi direi la tua TESTA DURA, li realizzerai sicuramente.
Ai miei auguri sono sicura che si unirà anche papà… allora dai… in bocca al lupo per tutto e sappi che potrai sempre contare su di noi.

                                                                                                                                                                Mamma